Abramo (miniserie televisiva)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Abramo
Abramo.JPG
Abramo (R. Harris) in una scena della fiction
Titolo originaleAbraham
PaeseStati Uniti d'America, Germania, Italia, Francia, Repubblica Ceca
Anno1993
Formatominiserie TV
Generedrammatico, biografico, religioso, storico
Puntate2
Durata175 min
Lingua originaleinglese, italiano
Rapporto4:3
Crediti
RegiaJoseph Sargent
SceneggiaturaRobert McKee
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
FotografiaRaffaele Mertes
MontaggioMichael Brown
MusicheMarco Frisina e Ennio Morricone
ScenografiaPaolo Biagetti e Enrico Sabbatini
CostumiEnrico Sabbatini
ProduttoreLorenzo Minoli
Produttore esecutivoGerald Rafshoon
Casa di produzioneLux Vide
Prima visione
Dal12 dicembre 1993
Al13 dicembre 1993
Rete televisivaRai 1

Abramo (Abraham) è una miniserie televisiva del 1993, diretta da Joseph Sargent, che apre la collana Le storie della Bibbia.

La fiction è nota anche con i titoli Le storie della Bibbia: Abramo e La Bibbia: Abramo; andò in onda in prima visione su Rai 1 nel 1993[1]. Le riprese sono state effettuate in Marocco, a Ouarzazate.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Per ordine di Dio, Abram, la moglie Sarai e la sua parte di tribù vanno in giro per il deserto a cercare la terra promessa. Scoppiano vari conflitti e Lot, nipote di Abramo, si stabilisce a Sodoma. Abramo, molto addolorato per l'allontanamento dal nipote, su consiglio di Sara si unisce alla schiava Agar che genera suo figlio Ismaele. Però Dio, sotto forma di tre uomini, va a dire ad Abramo che avrà un figlio da Sara che chiamerà Isacco ed Agar è cacciata insieme al figlio nel Deserto di Paran. Poi Dio mette alla prova Abramo, dicendogli di sacrificare il proprio figlio Isacco, ma lo fermerà giusto in tempo, capendo che egli è pronto ad ubbidire a Dio.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Ascolti[modifica | modifica wikitesto]

Prima TV Italia Telespettatori Share
1 12 dicembre 1993 9.811.000 34,45%
2 13 dicembre 1993 8.606.000 29,00%

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teche Rai, su teche.rai.it. URL consultato il 16-02-2010 (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2012).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]