Ablabio

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Flavio Ablabio o Ablavio (latino: Flavius Ablabius; ... – Costantinopoli, 338) è stato un politico romano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ablabio era figlio di una famiglia pagana e socialmente umile, originaria di Creta. Ricoprì il rango di officialis del governatore di Creta, poi si trasferì a Costantinopoli, dove riuscì a guadagnarsi una notevole fortuna e una grande influenza sull'imperatore Costantino I, al quale dedicò alcuni versi, fino a diventare il senatore più influente.

Si convertì al Cristianesimo; divenne vicarius dell'Asia (324/326).

Ablabio aveva una certa influenza su Costantino, che lo nominò, a partire al 329, prefetto del pretorio d'Oriente. Riuscì a convincere l'imperatore che il mancato arrivo dei rifornimenti di grano a Costantinopoli era stato causato dalle arti magiche di Sopatro di Apamea, un saggio pagano e moralizzatore che aveva attaccato in passato sia l'imperatore che Ablabio per i loro costumi dissoluti; Costantino, dietro suggerimento di Ablabio, condannò a morte Sopatro.

Costantino gli affidò la guida del figlio Costanzo (il futuro Costanzo II); nel 329 era probabilmente prefetto sotto Costanzo, in Italia, ma l'anno successivo si recò in Oriente, forse in occasione della dedicazione di Costantinopoli.

Nel 331 ricoprì il consolato. Nel 333 Costantino gli indirizzò una lettera (conservatasi) in cui l'imperatore gli comunicava che era facoltà anche di una sola delle parti in un giudizio di appellarsi al giudizio di un vescovo invece che a quella di un magistrato civile. Nel 335/336 lasciò Costantinopoli per accompagnare Costanzo cesare in Oriente.

Con la morte di Costantino, nel 337, Ablabio restò in carica al servizio di Costanzo, ora divenuto imperatore; poiché, però, si schierò col vescovo niceno Atanasio di Alessandria d'Egitto, che aveva forti nemici alla corte ariana di Costanzo II, cadde in disgrazia e fu presto congedato.

Ritiratosi a vita privata nei suoi possedimenti in Bitinia, fu sospettato di ambire al trono; fu architettato un piano per costringerlo a scoprire le proprie intenzioni a proposito e, nel 338, venne condannato a morte da Costanzo II. Fu giustiziato davanti la sua casa a Costantinopoli, che in seguito entrò in possesso di Galla Placidia.

La figlia Olimpia era fidanzata all'imperatore Costante I; in seguito venne data in sposa da Costanzo II al re d'Armenia Arsace II dopo il 351, ma venne dopo poco avvelenata dalla prima moglie di Arsace.

Va forse identificato con l'Ablabio che scrisse una storia dei Goti, poi usata come fonte da Cassiodoro e Giordane.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Halsall, Guy, Humour, History and Politics in Late Antiquity and the Early Middle Ages, Cambridge University Press, 2002, ISBN 0-521-81116-3, pp. 64-65.
  • Millar, Fergus G., The Roman Near East, Harvard University Press, 1995, ISBN 0-674-77886-3, p. 210.
  • Parvis, Sara, Marcellus of Ancyra And the Lost Years of the Arian Controversy 325-345, Oxford University Press, 2006, ISBN 0-19-928013-4, pp.138-140.
  • Potter, David Stone, The Roman Empire at Bay: Ad 180-395, Routledge, 2004, ISBN 0-415-10057-7, pp. 424, 479.
  • «Fl. Ablabius 4», PLRE I, pp. 3-4.
Predecessore
Flavio Gallicano,
Aurelio Valerio Tulliano Simmaco
Console romano
331
con Giunio Annio Basso
Successore
Lucio Papio Pacaziano,
Mecilio Ilariano

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