Abies fabri

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Abies fabri
Abies fabri in mist.jpg
Abies fabri
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Pinophyta
Classe Pinopsida
Ordine Pinales
Famiglia Pinaceae
Genere Abies
Specie A. fabri
Nomenclatura binomiale
Abies fabri
(Mast.) Craib
Sinonimi

Abies delavayi var. fabri (Mast.) D.R.Hunt
Abies fabri subsp. fabri
Keteleeria fabri Mast.
Pinus fabri (Mast.) Voss

Nomi comuni

(EN) Faber's fir

Abies fabri ((Mast.) Craib) è una specie di abete originaria della Cina.[1]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico Abies, utilizzato già dai latini, potrebbe, secondo un'interpretazione etimologica, derivare dalla parola greca ἄβιος = longevo.[2] Il nome specifico fabri fu assegnato in onore di Ernst Faber, missionario tedesco nella Cina del XIX secolo e collezionista di specie botaniche, tra le quali A. fabri.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Strobili femminili.

Albero alto fino a 40 m, con tronco che può raggiungere 1 m di diametro. La corteccia è grigia o grigio scura tendente a disporsi a falde con la maturità. I rami secondari, glabri o lievemente pubescenti, sono marrone chiari o giallo-marroni da giovani, e divengono marroni-grigi al secondo o terzo anno di età.[4] Le gemme sono di forma conica-ovoidale, piccole, resinose, con perule giallo porpora, ad apice ottuso.[3]

Le foglie sono aghiformi, lucide, di colore verde, lunghe fino a 3 cm, disposte a pettine in due file laterali, con margine revoluto e apice ottuso.[4]

Gli strobili femminili, blu purpurei da immaturi, marroni purpurei a maturazione, sono ovoidali-cilindrici con apice ottuso, lunghi 6-11 cm e larghi fino a 4,5 cm, con corto peduncolo; le scaglie sono di forma a trapezio, lunghe 2 cm, larghe 2,4 cm, a margine auricolato. I semi, ellissoidali, lunghi circa 16 mm, con ali marroni scure cuneate, maturano in ottobre.[4] Gli strobili maschili sono lunghi 2-3,5 cm, gialli con microsporofilli viola; l'impollinazione avviene in maggio.[4]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Specie endemica della parte occidentale della provincia del Sichuan in Cina, e in particolare del Monte Emei, si rinviene a quote montane comprese tra i 2.000 e i 3.100 m, dove il clima è freddo e umido con precipitazioni annue superiori ai 2.000 mm. Sono presenti boschi puri, ma più frequentemente misti in associazione con Picea likiangensis, Tsuga chinensis e Larix potaninii.[1]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

È accettata la seguente sottospecie:[5]

  • Abies fabri subsp. minensis (Bordères & Gaussen) Rushforth

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Non di utilizzo comune, rispetto ad altre conifere. Anche la coltivazione per uso ornamentale in orti e giardini botanici è poco praticata.[3]

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Con un areale ristretto, e un declino stimato maggiore del 30 % nell'ultimo secolo e mezzo, A. fabri è classificato tra le specie vulnerabili al rischio di estinzione nella Lista rossa IUCN. L'area del Monte Emei è attualmente protetta, ma altre popolazioni sono ancora soggette al taglio intensivo dei boschi; inoltre un rischio maggiore è causato dalle piogge acide provocate dalla vicinanza della zona industriale di Chengdu.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Xiang, Q. & Rushforth, K. 2013., Abies fabri, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2018.1, IUCN, 2017.
  2. ^ Alberi caratteristici delle foreste e dei boschi (PDF), su Parcoforestecasentinesi. URL consultato il 29 novembre 2016.
  3. ^ a b c (EN) Aljos Farjon, A Handbook of the World's Conifers (2 vols.), Brill, 2010, pp. 79-80. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  4. ^ a b c d (EN) Abies fabri, su The Gymnosperm Database. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  5. ^ Abies fabri (Mast.) Craib, in The Plant List. URL consultato il 12 dicembre 2016.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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