Abbiamo sempre vissuto nel castello

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Abbiamo sempre vissuto nel castello
Titolo originale We Have Always Lived in the Castle
Altri titoli Così dolce, così innocente[1]
Autore Shirley Jackson
1ª ed. originale 1962
1ª ed. italiana 1990[1]
Genere romanzo
Lingua originale inglese

Abbiamo sempre vissuto nel castello, pubblicato in Italia anche con il titolo Così dolce, così innocente (We Have Always Lived in the Castle)[1] è un romanzo di Shirley Jackson del 1962.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mary Catherine (detta "Merricat") e Constance Blackwood vivono in una grandissima casa alle porte di un villaggio assieme all'anziano zio Julian. Merricat è l'unica a scendere una volta a settimana nel villaggio, subendo un apparentemente immotivato astio da parte dei paesani; Julian e Constance invece non escono di casa da sei anni: il primo scrive ossessivamente le sue memorie, l'altra lo accudisce vivendo una vita solitaria e isolata.

Attraverso i deliri dello zio Julian si rivivono i fatti di sei anni prima: durante una cena, tutta la famiglia Blackwood (i genitori e il fratellino di Merricat e Constance e la moglie di Julian) era stata avvelenata con dell'arsenico mescolato allo zucchero posto sui mirtilli che avevano mangiato come dessert; Julian era sopravvissuto all'avvelenamento, mentre Merricat non aveva presenziato alla cena perché mandata a letto in castigo. Constance, l'unica ad aver evitato di zuccherare le fragole, era stata inizialmente riconosciuta come colpevole, ma poi era stata scagionata. Gli abitanti del villaggio, ormai sicuri della sua colpevolezza, avevano però isolato i superstiti della famiglia Blackwood bollandoli come diversi. I tre si erano però abituati alla solitudine, creandosi una loro routine che pian piano avevano iniziato a difendere strenuamente, tenendo alla larga qualsiasi ingerenza esterna.

Merricat, che è anche l'io narrante del racconto, è dunque l'unico ponte rimasto tra la famiglia Blackwood e il resto del villaggio; la ragazza ha un'indole fantasiosa e, nonostante sia soggetta ai crudeli insulti dei paesani, pratica una forma di magia empatica per proteggere la sua adorata sorella. Una serie di segni coincidono con l'arrivo di Charles, cugino delle due che si presenta improvvisamente in casa loro. Il ragazzo apparentemente è venuto per aiutare le due cugine a superare il loro antico trauma, ma Merricat rimane molto ostile nei suoi confronti poiché lo vede come una minaccia al piccolo mondo che i tre si sono costituiti. Il ragazzo cerca di avvicinare Constance, tentando di infonderle coraggio e metterla contro Julian e Merricat; in realtà egli vorrebbe farsi amica Constance e allonanare gli altri due per impadronirsi dell'eredità dei Blackwood. Merricat gli gioca tiri sempre più malvagi allo scopo di allontanarlo, Julian comprende le intenzioni del ragazzo e se ne allontana; Constance si sente tra i due fuochi della vita nuova promessagli da Charles e l'affetto che ella nutre per la sorella e lo zio.

Una notte, quando ormai sembra che l'ascendente di Charles su Constance sia irreversibile, Merricat fa cadere la sua pipa ancora accesa in un cestino di carta straccia; si sprigiona un incendio che coinvolge l'intera casa e i cittadini del villaggio arrivano per spegnerlo, ma una volta fatto questo scatenano la rabbia repressa nei confronti dei Blackwood, iniziando a razziare e distruggere la magione. Merricat e Constance sono costrette a fuggire e vengono circondate da un gruppo di cittadini che le minaccia, ma prima che possano far loro del male vengono fermati dalla notizia della morte di zio Julian, colpito da un infarto. Mentre i paesani tornano alle loro case, le sorelle Blackwood si rifugiano in un angolo del bosco e, per la prima volta in sei anni, parlano dei fatti accaduti alla loro famiglia. Constance confessa di aver sempre saputo che la vera colpevole fosse Merricat, la quale a sua volta ammette di aver usato l'espediente dello zucchero poiché sapeva che l'altra non lo avrebbe adoperato. Viene lasciato dunque intendere che Merricat abbia ucciso la sua famiglia poiché si sentiva rifiutata, ma che abbia risparmiato Constance perché era l'unica che amasse; quest'ultima a sua volta l'aveva coperta.

Il giorno dopo le sorelle tornano a casa Blackwood e scoprono che l'intero piano superiore è crollato; dopo aver messo al sicuro le poche rimanenze, le due si chiudono nel ristrettissimo spazio rimasto loro. Gli abitanti del villaggio, pentiti del loro comportamento, iniziano a lasciare cibo per loro sull'uscio; lo stesso Charles compie una seconda visita nella speranza di poter blandire Constance e appropriarsi dell'eredità, ma riceve in cambio una grassa risata della cugina che ora conosce i suoi reali scopi. Le due sorelle continueranno dunque a vivere per sempre isolate e invisibili al resto del mondo.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Catalogo SBN, sbn.it. URL consultato il 15 novembre 2011.
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