Abbazia territoriale di Tokwon

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Abbazia territoriale di Tokwon
Abbatia Territorialis Tokvonensis
Chiesa latina
Territorial Abbey of Tŏkwon.png
La chiesa, distrutta dall'esercito nordcoreano (1950).
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Sede vacante
Amministratore apostolico Blasio Park Hyun-dong, O.S.B.
Erezione 12 gennaio 1940
Rito romano
Indirizzo Tokwon, Korea
Dati dall'Annuario pontificio 1940 (ch · gc?)
Chiesa cattolica in Corea

L'abbazia territoriale di Tokwon (in latino: Abbatia Territorialis Tokvonensis) è una sede della Chiesa cattolica in Corea immediatamente soggetta alla Santa Sede. È sede vacante.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'abbazia territoriale comprendeva la città di Tokwon nella Corea del Nord; comprende la chiesa, lasciando il territorio alla limitrofa diocesi di Hamhung.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di febbraio del 1909, alcuni monaci tedeschi della Congregazione di Sant'Ottilia arrivarono a Seul. Seguendo il modello utilizzato nei loro monasteri africani, dei fratelli laici crearono una falegnameria e una scuola professionale mentre i preti si occupavano del lavoro pastorale e di formazione. Con l'arrivo di altri monaci provenienti dall'Europa, il monastero fu elevato al rango di abbazia il 15 maggio 1913. Padre Bonifatius Sauer, O.S.B., fu il primo abate della comunità.[1]

Quando, nel 1920, il vicariato apostolico di Seul fu diviso, i monaci dell'abbazia di San Benedetto divennero responsabili della creazione del nuovo vicariato apostolico di Wonsan. Nel 1927, il monastero originario di Seul fu chiuso e la comunità di circa quaranta monaci si trasferì a Tokwon. Nel 1927-1928, i monaci costruirono una seminario minore e maggiore per la formazione di sacerdoti secolari autoctoni, mentre nel 1929-1931 fu realizzata una chiesa in stile neoromanico.[2] In questo periodo, la comunità cominciò a coltivare le vocazioni monastiche locali.

L'abbazia territoriale fu eretta il 12 gennaio 1940 con la bolla Libenter Romanus Pontifex di papa Pio XII, ricavandone il territorio dal vicariato apostolico di Wonsan (oggi diocesi di Hamhung). Il territorio comprendeva le città di Wŏnsan (dove si trova Tokwon) e Munchon e le contee di Anbyon, Chonnae e Kowon. Come abate di Tokwon, Bonifatius Sauer divenne l'ordinario dell'abbazia territoriale, mentre allo stesso tempo, mantenne l'incarico di amministratore apostolico del vicariato apostolico di Kanko, nuovo nome del vicariato sopra menzionato.[3] Con la conclusione della seconda guerra mondiale, l'abbazia di Tokwon è caduta sotto il controllo delle forze di occupazione sovietiche. Anche se il monastero fu utilizzato dai soldati per un trimestre, alla fine la vita monastica riprese.[4] Nel momento in cui le forze sovietiche si ritirarono nel 1949, c'erano circa 60 monaci (25 di loro erano coreani)[5] e circa 20 suore della Congregazione di Tutzing in un monastero nei pressi di Wonsan.[6]

Il martirio[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di maggio 1949, con l'inizio della dittatura di Kim Il-sung, la polizia segreta occupò il monastero, arrestò tutti i monaci e le sorelle e li trasferirono in prigioni e campi di concentramento.[6] Nel luglio del 1950, la chiesa abbaziale di Tokwon fu distrutta da bombe americane.[7] Dal 1949 al 1952 quattordici monaci e due suore furono giustiziati dopo una dura prigionia e torture.[8] Nello stesso periodo, altri diciassette monaci e due suore morirono per fame, malattia, per il duro lavoro fisico e per le pessime condizioni di vita nel campi.[9] L'abate-vescovo Bonifatius Sauer morì in un carcere di Pyongyang il 7 febbraio 1950.[2] Nel gennaio 1954, i quarantadue monaci superstiti e le suore tedesche vennero rimpatriati in Germania attraverso la Transiberiana.[3]

Nel maggio del 2007 è iniziato il processo per la beatificazione dei trentasei servi di Dio dell'abbazia di Tokwon, martirizzati durante l'ondata di persecuzione anticristiana sotto il governo di Kim Il-sung. Il processo è intitolato "beatificazione dell'abate-vescovo Bonifatius Sauer, O.S.B., padre Benedetto Kim, O.S.B. e compagni".[10]

Situazione attuale[modifica | modifica wikitesto]

Oggi, i locali dell'abbazia di Tokwon sono utilizzati dall'Università dell'Agricoltura di Wonsan.[11] Anche i restanti edifici dell'abbazia (l'ex chiesa, il seminario e l'ex canonica)[12] sono probabilmente in uso all'ateneo.[13]

Nel 1952 alcuni monaci e suore benedettine superstiti fondarono un nuovo monastero a Waegwan, vicino alla città di Taegu, in Corea del Sud.[14] Oggi l'abate di Waegwan è l'amministratore apostolico dell'abbazia territoriale di Tokwon,[15] anche se non gli è permesso di visitare la parte nord della penisola coreana. Dal 1950 non ci sono preti o comunità cattoliche a Tokwon o in qualsiasi altra diocesi nordcoreana.[16][17] Molti cristiani sono imprigionati nel campo per prigionieri politici di Yodok, a soli 70 km a nord-ovest dell'abbazia, e in altri campi di prigionia in Corea del Nord.[18] Essi sono sottoposti a tortura e trattamenti inumani a causa della loro fede.[19] I cristiani in Corea del Nord possono praticare la loro fede solo in segreto e con la costante paura di essere scoperti e puniti.[20]

Elenco dei martiri[modifica | modifica wikitesto]

Cronotassi degli abati[modifica | modifica wikitesto]

  • Bonifatius (Josef) Sauer, O.S.B. † (12 gennaio 1940 - 7 febbraio 1950 deceduto)
    • Timotheus (Franz Xaver) Bitterli, O.S.B. † (9 maggio 1952 - 4 ottobre 1985 ritirato) (amministratore apostolico)
    • Placidus Ri Tong-ho, O.S.B. (4 ottobre 1985 - 21 novembre 2005 dimesso) (amministratore apostolico)
    • Simon Peter Ri Hyong-u, O.S.B. (21 novembre 2005 - 7 maggio 2013 dimesso) (amministratore apostolico)
    • Blasio Park Hyun-dong, O.S.B., dal 7 maggio 2013 (amministratore apostolico)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Godfrey Sieber, OSB, The Benedictine Congregation of St. Ottilien, St Ottilien, EOS Verlag, 1992, pp. 35, ISBN 3-88096-645-1.
  2. ^ a b The Martyrs of Tokwon: Biographies (1-part), su Missionary Benedictines of St. Ottilien, June 10, 2011. URL consultato il 19 gennaio 2012.
  3. ^ a b Diocesan Directory: Territorial Abbacy of Tokwon, su UCA News, August 2, 2006. URL consultato il 19 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2012).
  4. ^ Sieber, OSB, The Benedictine Congregation, pp. 37.
  5. ^ Sieber, OSB, The Benedictine Congregation, pp. 38.
  6. ^ a b The Martyrs of Tokwon: Historical Preliminary Notes, su Missionary Benedictines of St. Ottilien, June 10, 2011. URL consultato il 19 gennaio 2012.
  7. ^ Destroyed Church in Wonsan Vicinity, su Willibrord’s Gallery. URL consultato il 10 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2012).
  8. ^ The Martyrs of Tokwon: Biographies (2-part), su Missionary Benedictines of St. Ottilien, June 10, 2011. URL consultato il 19 gennaio 2012.
  9. ^ The Martyrs of Tokwon: A Chronology of the Martyrdoms (German), su Missionary Benedictines of St. Ottilien, June 10, 2011. URL consultato il 19 gennaio 2012.
  10. ^ N. Korea martyrs slated for sainthood, su Religion and Spirituality, May 28, 2007. URL consultato il 19 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2013).
  11. ^ Wonsan University of Agriculture, su Flickr Photo Sharing, March 6, 2008. URL consultato il 19 gennaio 2012.
  12. ^ Former Tokwon Church & Seminary (Wonsan), su Wikimapia, 2011. URL consultato il 19 gennaio 2012.
  13. ^ Main building of Wŏnsan Agricultural University, the former German Benedictine abbey Tŏgwon, su Panoramio, October 5, 2008. URL consultato il 19 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il maggio 20, 2013).
  14. ^ St. Maurus and St. Placidus’ Abbey, Waegwan, South Korea, su Inkama Abbey, April 2, 2011. URL consultato il 19 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il agosto 19, 2014).
  15. ^ Territorial Abbacy of Tokwon (덕원), su Giga-Catholic Information, January 15, 2012. URL consultato il 19 gennaio 2012.
  16. ^ North Korean Martyrs, the first process for beatification gets underway, su Asia News, May 25, 2007. URL consultato il 10 gennaio 2012.
  17. ^ Korea, for a reconciliation between North and South, su 30 days, March 2006. URL consultato il 10 gennaio 2012.
  18. ^ North Korea: A case to answer, a call to act; section H. Persecution (p. 52) (PDF), su Christian Solidarity Worldwide, 2007. URL consultato l'11 gennaio 2012.
  19. ^ 50,000 Christians imprisoned in North Korea, su Vatican Radio, April 15, 2011. URL consultato l'11 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2012).
  20. ^ Thank You Father Kim Il Sung (p. 40 - 42) (PDF), su U.S. Commission on International Religious Freedom, November 2005. URL consultato il 2 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 16 settembre 2012).

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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