Abbazia di Sassovivo

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Abbazia di Sassovivo
frazione
Abbazia di Sassovivo – Veduta
Vista dell'Abbazia
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Umbria-Stemma.svg Umbria
ProvinciaProvincia di Perugia-Stemma.png Perugia
ComuneFoligno stemma.png Foligno
Territorio
Coordinate42°57′24″N 12°45′43″E / 42.956667°N 12.761944°E42.956667; 12.761944 (Abbazia di Sassovivo)Coordinate: 42°57′24″N 12°45′43″E / 42.956667°N 12.761944°E42.956667; 12.761944 (Abbazia di Sassovivo)
Altitudine565 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale06034
Prefisso0742
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Abbazia di Sassovivo
Abbazia di Sassovivo

L'abbazia di Santa Croce in Sassovivo è un complesso benedettino che sorge a circa 6 km dal centro Foligno, ad un'altitudine di 565 m s.l.m. alle pendici del monte Serrone. Dal punto di vista amministrativo costituisce una frazione del comune di Foligno appartenente alla Circoscrizione n. 4 "Flaminio - INA-Casa - Uppello".

Isolata su uno sperone di roccia e circondata da una lecceta secolare, bellissima ed enorme che ricopre 7 ettari, tra le più antiche e primigenie dell'intera Umbria, (area protetta regionale), si trova in posizione panoramica sulla sottostante Valle Umbra e città di Foligno.

Nella zona, in località Fonte di Sassovivo, si trova una sorgente e stabilimento di imbottigliamento di acqua minerale, commercializzata in ambito locale. L'acqua minerale Sassovivo è un'acqua oligominerale, attualmente non in commercio, è tra quelle a più basso residuo fisso commercializzate in Italia[senza fonte]. Dalla Fonte di Sassovivo si apre la valle del fosso Renaro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Venne fondata da eremiti benedettini intorno all'anno 1070, principalmente dal monaco Mainardo che forse proveniva dall'abbazia di Santa Maria di Sitria, alle pendici del monte Cucco. La costruzione si è sviluppata a partire da una preesistente rocca fortificata posseduta da Ugone, conte longobardo di Uppello (frazione di Foligno) discendente dai conti di Nocera Umbra e dai Monaldeschi di Orvieto, e donata poi a Mainardo. In precedenza vi si trovava probabilmente un santuario protostorico umbro.

Chiostro dell'Abbazia

A questo periodo risalgono le Carte di Sassovivo appartenenti all'enorme, e di fondamentale importanza storica "Archivio di Sassovivo", archivio attualmente conservato presso l'Archivio arcivescovile di Spoleto, una serie di documenti importanti per la ricostruzione della consistenza territoriale e demografica dell'epoca.

Ben presto accrebbe la sua importanza e giurisdizione, anche grazie a numerose donazioni ed attribuzioni di territorio. Nel 1138 i suoi possedimenti si estendevano da Roma (chiesa dei SS. Quattro Coronati) a Perugia e da Spoleto a Camerino; il secolo successivo, da essa dipendevano 97 monasteri, 41 chiese e 7 ospedali.

Nella seconda metà del XV secolo passò ai benedettini della Congregazione olivetana.

Durante la Rivoluzione francese il monastero fu in parte chiuso e nel 1860, con la caduta dello Stato Pontificio e la secolarizzazione, con le leggi eversive i suoi possedimenti vennero divisi tra Demanio pubblico, mensa vescovile e privati.

Nel dopoguerra vi tornarono i benedettini grazie ad un piccolo gruppo di monaci cecoslovacchi fuggiti dalla patria, che restarono a Sassovivo, guidati da padre Cirillo Stavel (al secolo František Stavel, di famiglia ebraica), fino alla fine degli anni '50 del secolo scorso. Tra la fine degli anni settanta e gli inizi degli anni ottanta iniziarono profondi e complessi lavori di restauro e consolidamento che si protrassero fino agli anni novanta. La chiesa venne ricostruita nel 1832 ed è ora in fase di restauro, come tutto il complesso, dopo i danni provocati dal terremoto del 1997.

A partire dal 1979, il vescovo di Foligno ha assegnato l'abbazia ai "Piccoli Fratelli" della Comunità Jesus Caritas del beato Charles de Foucauld e alle "Piccole Sorelle" della stessa comunità (queste ultime, però, si sono successivamente trasferite). A Sassovivo ha sede il Priorato generale della comunità.

All'interno della chiesa erano conservate le spoglie di san Marone, un eremita siro-libanese vissuto nel IV secolo presso la città di Tiro, fondatore della Chiesa maronita. Il 25 novembre 2005, però, la reliquia è stata trafugata.

Dal 2014 si sono annualmente susseguite campagne archeologiche nello spazio antistante la chiesa come collaborazione internazionale tra l'Università "La Sapienza" di Roma, la "Pontificia Università Gregoriana" e l'Università "Eötvös Loránd" di Budapest, quest'ultima con un gruppo di antropologi fisici guidati dalla prof.ssa Ildiko Pap.

Monumenti, luoghi d'arte e natura[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di Sassovivo
StatoItalia Italia
RegioneUmbria
LocalitàFoligno
ReligioneCattolica
Diocesi Foligno
Consacrazione1070
Stile architettonicoRomanico
  • Il chiostro romanico (1229) venne ordinato dall'abate Angelo e fu portato a termine dal maestro marmoraro romano Pietro de Maria e da Nicola Vassalletto. È a pianta quadrangolare ed ha 58 archi sorretti da un doppio ordine di 128 colonnine elicoidali con capitelli gigliati. Nel 1340 vi venne aggiunta una grande cisterna centrale e nel 1623 fu costruito un pozzo. Al suo interno è anche custodito un affresco della "Vergine in trono con Bambino" del XIV secolo.
  • Il monastero, con un affresco dell'"Ultima Cena" del 1595 e i dormitori del Duecento.
  • Loggia del Paradiso, con frammenti di affreschi del XV secolo.
  • Cripta del Beato Alano (XI secolo), residuo di S. Maria della Valle, il primo nucleo di Sassovivo.
  • Passeggiata dell'Abate, un sentiero che si dipana tra i boschi di leccio, ginepro e pino d'Aleppo.

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