Abbazia di San Liberatore a Majella

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Abbazia di San Liberatore a Majella
San Liberatore Serramonacesca 1.jpg
Stato Italia Italia
Regione Flag of Abruzzo.svg Abruzzo
Località Serramonacesca-Stemma.png Serramonacesca
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare San Liberatore
Diocesi Arcidiocesi di Chieti-Vasto
Consacrazione 1071 (1º ottobre)[1]
Stile architettonico romanico[1]
Inizio costruzione 1007

Coordinate: 42°14′08.27″N 14°05′59.43″E / 42.235631°N 14.099842°E42.235631; 14.099842

L'Abbazia di San Liberatore alla Maiella, ubicata nel comune di Serramonacesca in provincia di Pescara, è uno dei più antichi monasteri dell'Abruzzo e monumento nazionale dal 1902.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Interno

La fondazione di questa abbazia viene fatta risalire all'opera di Carlo Magno (di cui la chiesa conserva raffigurazione in un frammento di affresco); in realtà possediamo solo una falsificazione in forma di copia semplice dell'anno 798, confezionata alla metà del XII secolo, nella quale Carlo Magno su domanda dell'abate Teodemaro di Montecassino conferma allo stesso monastero cassinese i beni e le immunità, tra i quali la chiesa di S. Liberatore, già a lui conferiti da suo padre Pipino e da Carlo, fratello di quest'ultimo.

La prima attendibile testimonianza documentaria circa S. Liberatore è il Memoratorium dell'abate cassinese Bertario (856-883), una delle cui redazioni è contenuta nella Cronaca cassinese di Leone Ostiense, dove sono indicate le ormai numerose pertinenze liberatoriane (terre, chiese, monasteri).

Qui appare come a S. Liberatore nel IX secolo facesse capo un patrimonio che si estendeva dalla Maiella all'Adriatico tra le valli del Sangro e del Pescara, abbracciando l'area degli odierni territori di Serramonacesca, Manoppello, Roccamontepiano, Fara Filiorum Petri. La fabbrica fu innalzata nell'anno 1007 per volere del monaco Teobaldo su una costruzione preesistente databile intorno al IX secolo. E proprio a Teobaldo, che ha radicalmente ristrutturato la chiesa e gli edifici della comunità, si deve un Commemoratorium, cioè un inventario testamentario nel quale, prima come preposito di S. Liberatore, poi in qualità di abate di Montecassino (dal 1022), egli attesta il suo impegno edilizio per S. Liberatore, oltre che la dotazione liturgica e l'attività scrittoria da lui promosse in favore della chiesa monastica maiellese. Tra alterne vicende, in pratica dal IX sino alla fine del XVIII secolo, S. Liberatore, che rimase sempre una prepositura dipendente dall'abbazia cassinese, costituisce appunto il polo intorno al quale gravita la presenza di Montecassino in Abruzzo, come testimonia proprio la documentazione relativa al monastero maiellese che comprende oltre 800 unità.

Sulla base delle fonti è stato possibile anche ricostruire la serie cronologica dei prepositi di S. Liberatore, che vanno da Poterico (856?-883?) a Cherubino de Luna d'Aragona di Napoli (1804)[3]. Le attuali forme della chiesa rimandano all'epoca in cui, Desiderio, abate di Montecassino, vi trasportò nel 1080, nuove maestranze che diedero vita ben presto ad una scuola artistica locale.

La chiesa benedettina, dopo che l'incuria l'aveva lasciata allo stato di rudere per lunghissimi anni, fu restaurata nel periodo 1967-71.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'ambone

L'abbazia si trova immersa in uno scenario di suggestivo valore naturalistico, si presenta con una facciata bianca equilibrata nei volumi e affiancata da un campanile a pianta quadrata sviluppato in tre piani traforati da monofore, bifore e trifore. La facciata ha uno schema disegnato da rilievi verticali con un gusto lombardo.

La ripartizione interna dell'impianto basilicale è a tre navate con sette arcate a tutto tondo che insistono su pilatri triangolari.

Al presbiterio si accede attraverso tre archi di trionfo (manca quello centrale), che poggiano su piloni a forma di croce e terminanti con belle decorazioni a ovuli e dentelli; questo stesso tipo di decorazione divide in senso orizzontale le muraglie della navata centrale sino a portarsi sull'abside, terminando in tre ordini circolari.

Esterno dell'abside

Il soffitto è a capriate lignee; nella navata sinistra si scorgono gli originari accessi al chiostro e alla residenza del monastero, rappresentate da due porte decorate; è possibile notare sull'architrave della seconda porta il caratteristico motivo a fiori tipico del romanico abruzzese.

Il pavimento della navata centrale presenta una bella e rara composizione geometrica policroma databile intorno al 1200, mentre gli affreschi che ornavano il catino dell'abside, un tempo uniti, oggi sono ammirabili separatamente dopo l'ultimo restauro; il primo, posizionato su pannelli è del XVI secolo e raffigura il monaco Teobaldo, fondatore dell'abbazia, il secondo, più antico (XII secolo), rimasto nella sua posizione originaria presenta tracce di figure di santi.

L'ambone si presenta a cassa di forma quadrata e presenta notevoli somiglianze con la pari struttura dell'Abbazia di San Clemente a Casauria e di San Pelino a Corfinio.

Affreschi[modifica | modifica wikitesto]

Gli affreschi dell'abside

Nella chiesa di San Liberatore sono conservati due cicli di affreschi medievali, risalenti ad epoche diverse. Lo stato di grave usura in cui si presentano oggi è dovuta soprattutto all'assenza di un tetto per lungo periodo. Nel Cinquecento furono ricoperti da altre pitture che recentemente sono state staccate e affisse su pannelli esposti nella navata destra. L'affresco più antico risale al periodo dell'abate francese Bernardo Ayglerio, nella seconda metà del XIII secolo.

Seppur stilisticamente diversi, i due cicli trattano lo stesso tema, cioè illustrare e difendere i privilegi, i possedimenti e i diritti feudali dell'abbazia stessa. Le pitture duecentesche dell'abside rappresentano episodi inerenti alla storia del monastero: un monaco (probabilmente Teobaldo) che offre un modellino della chiesa a San Benedetto, Sancio di Villa Oliveti che dona le sue proprietà al monastero, Carlo Magno e (forse) il giovane figlio Pipino mentre confermano il monastero all'ordine benedettino.

Al centro vi era San Benedetto che regge con la mano destra il pastorale di Vescovo-Abate della diocesi di Cassino, che oggi è solo parzialmente riconoscibile. Di autore ignoto, secondo alcuni un certo Teodino, quest'opera rappresenta un'importante testimonianza di pittura gotica[4]. Gli affreschi cinquecenteschi sono invece un esempio di influenza lombarda e veneta[5].

Tombe rupestri di San Liberatore[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tombe rupestri di San Liberatore a Majella.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Chiesa di San Liberatore a Maiella, Regione Abruzzo. URL consultato il 13 luglio 2014.
  2. ^ Elenco degli edifizi Monumentali in Italia, Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1902. URL consultato il 27 maggio 2016.
  3. ^ Cf. infra (Bibliografia e fonti. La documentazione), Le carte di S. Liberatore…, vol. I (2003), “Introduzione”, pp. CXIX-CXLI.
  4. ^ Affreschi. Chiesa di San Liberatore a Maiella, Regione Abruzzo. URL consultato il 23 agosto 2014.
  5. ^ Chiesa di San Liberatore a Maiella, Regione Abruzzo. URL consultato il 23 agosto 2014.

Bibliografia e fonti[modifica | modifica wikitesto]

La documentazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Le carte di S. Liberatore alla Maiella conservate nell'archivio di Montecassino, vol. I. Introduzione storica, paleografica e archivistica. Edizione dei documenti più antichi (†798-1000) e regesti di quelli posteriori di età medievale (1005-1500), a cura di Mariano Dell'Omo. Pref. di Luigi Pellegrini, Montecassino 2003 (Miscellanea Cassinese 84).
  • Le carte di S. Liberatore alla Maiella conservate nell'archivio di Montecassino, vol. II. I regesti di età moderna (1501-1735) con un'aggiunta sui “signa” dei notai nelle carte di S. Liberatore dal 950 al 1735, a cura di Mariano Dell'Omo, Montecassino 2006 (Miscellanea Cassinese 85).

Le vicende storiche e patrimoniali[modifica | modifica wikitesto]

  • H. Bloch, Monte Cassino in the Middle Ages, Roma 1986, specialmente pp. 380-392.
  • Laurent Feller, Les Abruzzes médiévales. Territoire, économie et société en Italie centrale du IXe au XIIe siècle, Rome 1998 (Bibliothèque des Ecoles françaises d'Athènes et de Rome 300), passim, e in particolare pp. 8-9, 32-34, 157-163, 821-825.

L'arte[modifica | modifica wikitesto]

  • I.C. Gavini, Storia dell'Architettura in Abruzzo, II voll., Milano-Roma s.d., Pescara
  • M. Moretti, Architettura Medievale in Abruzzo, Roma, 1971
  • Giovanni Carbonara, Jussu Desiderii: Montecassino e l'architettura campano-abruzzese nell'undicesimo secolo, Roma, 1979
  • P. Favole, Abruzzo e Molise, Vol. XI di Italia Romanica, Milano, 1990
  • L. Bartolini Salimbeni, Delle tipologie religiose nell'architettura abruzzese fra XI e XIX secolo, in «Abruzzo» Rivista dell'Istituto di Studi Abruzzesi, a. XXXVI (1998)
  • M.C. Nicolai, Abruzzo, arte, culto e cultura, Carsa Edizioni, Pescara, 1998
  • A. Ghisetti Giavarina, Maselli Campagna M., Il Monastero di S. Liberatore a Majella, Carsa Edizioni, coll. "Gli Scrigni", Pescara, 1998
  • I. Carlettini, La decorazione pittorica medievale di S. Liberatore alla Maiella, in Rivista dell'Istituto Nazionale d'Archeologia e Storia dell'Arte, s. III, 56 (2001), pp. 47-82.
  • AA. VV., L'Abruzzo nel Medioevo, ed. EDIARS, Pescara, 2004

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN189702508 · GND: (DE4543550-9