Abbaino

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L'abbaino (sostantivo maschile, dal genovese abaén, "abatino" e "abbadino") è una struttura architettonica costituita da una finestra, posta in verticale, aperta sui tetti normali a falde inclinate per illuminare ed arieggiare le soffitte, nonché per permettere l'accesso sul tetto stesso. Essa si compone di piccole falde che raccordano la finestra con la falda del tetto principale.

Parola derivata dal genovese abbaèn (lastra di ardesia), che sembra significasse abatino, cioè giovane abate. Le lastre di ardesia che coprivano gli abbaini erano dello stesso colore grigio della tonaca dei giovani abati.[senza fonte]

Elemento caratteristico dell'architettura nordica, l'abbaino diventa parte della facciata dell'edificio e ne costituisce il coronamento, allorché sorge a filo di essa nella parte inferiore della falda del tetto.

Molto usato dai costruttori gotici, nel XVII secolo F. Mansart e suo nipote, J. H.-Mansart, lo svilupparono sotto nuove forme secondo il tipo detto appunto mansarda.

In Italia, gli abbaini costituiscono parte integrante del panorama architettonico urbano nella città di Torino in quanto presenti sulla quasi totalità dei palazzi del centro storico e posti tutti alla stessa altezza per effetto di leggi di epoca sabauda, creando un effetto di ordine e continuità tra i palazzi nobiliari, costruiti secondo il tipico gusto filofrancese.

Nelle regioni meridionali, dove il sottotetto ha dimensioni limitate, l'abbaino resta solo un modesto, benché talora pittoresco, particolare pratico della copertura a tetto.

La proprietà dell'abbaino segue il medesimo regime del sottotetto. Se quest'ultimo è una parte comune dell'edificio condominiale, anche l'abbaino sarà da considerarsi tale; se, invece, il sottotetto serve un locale di proprietà esclusiva, il proprietario di detto locale sarà anche proprietario dell'abbaino. Il proprietario di un locale sottotetto, secondo la giurisprudenza, può aprire un abbaino al fine di dare luce ed aria al locale stesso, ai sensi dell'art. 1102 c.c., pertanto l'opera deve essere costruita a regola d'arte e non deve pregiudicare la funzione di copertura del tetto, in quanto diversamente si andrebbero a ledere i diritti degli altri condòmini[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Trib. Milano 28-2-1991.

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