Abba Abba

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Abba Abba
Autore Anthony Burgess
1ª ed. originale 1977
1ª ed. italiana 1994
Genere romanzo
Sottogenere storico
Lingua originale inglese
Ambientazione Roma, 1820-1821
Personaggi

Abba Abba è un romanzo storico dello scrittore inglese Anthony Burgess (1917–1993) pubblicato originariamente in lingua inglese nel 1977.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Joseph Severn, Ritratto di John Keats (1819)
Tomba di Anthony Burgess a Monte Carlo, con la scritta "Abba Abba"

Il romanzo è diviso in due parti.

La prima parte tratta degli ultimi mesi della vita del poeta inglese John Keats a Roma, città nella quale è giunto nel novembre del 1820, in compagnia dell'amico Joseph Severn, nella speranza che il clima mite possa essere di beneficio alla loro salute, minata dalla tubercolosi[1]. Nella prima parte del romanzo si immagina che Keats faccia la conoscenza di Giuseppe Gioachino Belli, e che i due poeti discutano sulla natura dell'arte. A fare tramite tra i due, i quali non possono comunicare direttamente poiché ignorano l'uno la lingua dell'altro, è il letterato italiano Giovanni Gulielmi, traduttore delle opere di Keats e buon amico di Belli. Sebbene in realtà nei primi anni venti dell'800 Giuseppe Gioachino Belli non avesse scritto ancora nessun sonetto in dialetto romanesco[2], nel romanzo Belli è già autore di un sonetto caudato simile al famoso "Er padre de li Santi"[3].

La seconda parte è costituita da 73 sonetti romaneschi del Belli, scelti fra quelli di argomento biblico, tradotti nel dialetto del Lancashire da un certo Joseph Joachim Wilson ("J. J. Wilson"), discendente del letterato Giovanni Gulielmi visto nella prima parte del romanzo. I sonetti sono preceduti da una breve storia dei Gulielmi. Giovanni Gulielmi emigrò a Manchester nel 1832. Suo figlio Joseph Joachim Gulielmi divenne un musicista, mentre un figlio di quest'ultimo, John Joseph Gulielmi, anglicizzò il cognome Gulielmi in Wilson «durante un'ondata di sentimenti anti-italiani» in Inghilterra[4]. Fu un figlio di John Joseph Wilson, Joseph Joachim Wilson, nato nel 1916, il quale dopo essere emigrato negli Stati Uniti d'America, decise di tradurre in un dialetto inglese i 2279 sonetti del Belli. J. J. Wilson, che fu un abile versificatore devolto alla forma sonetto, si era proposto di tradurre un sonetto di Belli al giorno; ma il compito fu interrotto prematuramente dalla sua morte, avvenuta a New York ad opera di una banda di teppisti i quali lo massacrarono mentre stava rientrando nella sua abitazione. I 73 sonetti del Belli sono stati tradotti in lingua inglese con la collaborazione di Liliana Macellari, la moglie italiana del romanziere[5]; secondo altre fonti, fu lei stessa a realizzarle[6].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

L'opera di Anthony Burgess è ricca di metafore e riferimenti. Già nella prima parte del romanzo si spiega che "Abba" significa "padre" in lingua aramaica, mentre "ABBA ABBA" indica le rime incrociate dei primi otto versi del sonetto[7]. Il nome italiano «Giovanni Gulielmi», nel romanzo il traduttore dei versi in lingua inglese di Keats in opere in prosa in lingua italiana, può essere tradotto in «John Wilson». Il nome del traduttore dei sonetti di Belli in lingua inglese, Joseph J. Wilson, corrisponde in parte al vero nome di Burgess (John A. Wilson), essendo infatti "Anthony Burgess" uno pseudonimo[8].

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Abba Abba, London: Faber & Faber, 1977
  • Abba Abba; a cura di Salvatore Marano, Roma: Biblioteca del Vascello, 1999, ISBN 88-7227-914-3

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Walter Jackson Bate, John Keats, Cambridge: Belknap Press of Harvard University Press, 1963
  2. ^ Carlo Muscetta, Cultura e poesia di Giuseppe Gioachino Belli, Milano: Feltrinelli, 1961
  3. ^ testo in Wikisource
  4. ^ Anthony Burgess, Abba Abba; trad. Salvatore Marano, Roma: Biblioteca del Vascello, p. 78
  5. ^ Daria Biagi, "L’antilirica della nuova metropoli Dialetto e cultura europea in Carlo Porta e Giuseppe Gioachino Belli", Letteraturaitaliana online
  6. ^ Obituary: Liana Burgess, in The Daily Telegraph, 5 dicembre 2007. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  7. ^ «"ABBA ABBA". Ora John sapeva che quelle parole in aramaico significavano "padre padre", ma sapeva anche meglio che quello era lo schema di rima dell'ottava del sonetto petrarchesco.» (Anthony Burgess, Abba Abba; trad. Salvatore Marano, Roma: Biblioteca del Vascello, p. 73)
  8. ^ Marc Jeannin (a cura di), Anthony Burgess: Music in Literature and Literature in Music, Cambridge etc.: Cambridge Scholars Publishing, 2009, ISBN 1443811165, ISBN 978-1443811163

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabia Scali-Warner, Una scala per l'eternità: ABBA ABBA di Anthony Burgess, Torino: Edizioni Delirium, 2012
  • Salvatore Marano, «Belli e dannati: due identiKeats di poeti». In: Abba Abba, Roma: Biblioteca del Vascello, 1999, pp. 7–10, ISBN 88-7227-914-3

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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