A Luigia Pallavicini caduta da cavallo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
A Luigia Pallavicini caduta da cavallo
AutoreUgo Foscolo
1ª ed. originale1802
Genereode
Lingua originaleitaliano

A Luigia Pallavicini caduta da cavallo è un'ode di Ugo Foscolo, pubblicata nel 1802, ma scritta nel marzo del 1800 quando la nobildonna genovese Luigia Pallavicini, nota per la sua bellezza, cadde da cavallo mentre galoppava lungo la spiaggia di Sestri Ponente, ferendosi e deturpandosi il volto[1]. Una dettagliata descrizione dell'incidente è contenuta nelle memorie del generale francese Thiébault, che si sentì in parte responsabile dell'accaduto, essendo stato lui a vendere il destriero alla marchesa[2].

L'ode è composta da diciotto strofe di sei settenari, sdruccioli il secondo e il quarto, con lo schema rimico ABACDD.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Luigia Pallavicini è una bellissima donna, ma data la sua caduta da cavallo ella si vergogna e decide di non mostrarsi più in pubblico.

Il poeta si rivolge alle Grazie perché portino alla donna ferita i balsami e i lini (usati per Venere punta da uno spino il giorno in cui piangeva Adone morto) per risanarla.

Gli Amori piangono per lei ed offrono voti ad Apollo perché ella guarisca e possa ritornare presto alle danze.

Il poeta, dopo essersi rammaricato che la donna non si sia dedicata alla poesia ma abbia scelto occupazioni virili come l'equitazione, racconta quanto accaduto quel triste giorno. Il vento e il morso tentarono inutilmente di frenare il cavallo imbizzarrito che correndo impaurito si lanciò verso il mare.

Ma mentre le onde stavano per inghiottirlo, Nettuno intervenne e respinse dal mare l'animale che arretrando si impennò rovesciando dall'arcione la bella donna trascinandola sulla strada lastricata di sassi.

Il poeta, a questo punto, maledice chi ha insegnato alle donne l'arte del cavalcare ma spera e prega che alla sua amica tocchi la sorte di Diana che caduta dal cocchio ne ebbe il viso rovinato ma che poté in seguito ritornare lieta tra le sue ninfe dalle feste di Efeso e salire, più bella di prima, al cielo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura