ARA Hércules (B-52)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
ARA Hércules
B52ARAHercules.jpg
Il cacciatorpediniere ARA Hércules
Descrizione generale
Flag of Argentina.svg
Tipocacciatorpediniere
Classeclasse Type 42
ProprietàFlag of Argentina.svg Armada de la República Argentina
IdentificazioneB52
Varo24 ottobre 1972
Entrata in servizio1978
Caratteristiche generali
Dislocamento3850 t
Stazza lorda4350 tsl
Lunghezza125,6 m
Larghezza14,3 m
Pescaggio5,8 m
Propulsioneconfigurazione COGOG (COmbined Gas Or Gas), con 2 turbine a gas Rolls-Royce Olympus TM3B,totale 56.000CV e 2 Tyne da 8500HP complessivi
Velocità30 nodi (56 km/h)
Equipaggio301
Equipaggiamento
Sensori di bordo
  • 1 radar scoperta aerea Type 965R o Type 1022, sistemato successivamente
  • 1 radar designazione bersagli Type 992Q o R
  • 2 radar guidamissili Sea Dart Type 909
  • 1 radar di navigazione e controllo elicotteri Type 1006
  • 1 sonar a scafo a media frequenza Type 184M, 1classificazione bersagli Type 162M
  • 1 telefono subacqueo Type 185
  • 2 sistemi satellitari SCOTT
  • 1 sistema elaborazione dati ADAWS 2 o, nei modelli del 2 e 3 lotto, ADAWS 7
Sistemi difensivi
  • 1 ESM Abbey Hill
  • 2 lanciatori Corvus
  • 1 sistema inganno siluri Type 182.
  • Armamento
    Armamentoalla costruzione:
  • 1 lanciatore binato GWS-30 Sea Dart
  • 1 cannone Vickers Mk 8 4.5 da 4,5 pollici(114 mm)
  • 2 cannoni da 20 mm Oerlikon
  • 2 lanciasiluri STWS da 324mm.
  • aggiunti dopo l'ammodernamento;

    Mezzi aerei1 elicottero Westland Lynx

    dati tratti da[1]

    voci di cacciatorpediniere presenti su Wikipedia

    ARA Hércules (B-52)[2][1] è una nave da trasporto multiruolo (Transportes Multipropósito) della Marina Argentina. Al momento della sua entrata in servizio era un cacciatorpediniere del tipo Type 42; realizzato in Gran Bretagna per la Armada Argentina, l'Hercules, durante la costruzione, dovette cedere la prua alla HMS Sheffield, una nave gemella della marina inglese, perché quest'ultima era stata danneggiata da un incendio. Il suo nome ripropone quello della fregata a vela omonima che fece parte della squadra navale comandata dall'ammiraglio Guillermo Brown che nel 1815 combatté una campagna navale contro gli spagnoli. Altra nave della squadra era la Santísima Trinidad, nome riproposto dalla marina argentina per l'unità gemella dello Hércules

    Le Type 42 argentine, le prime navi sudamericane con capacità di difesa aerea a lungo raggio, avevano alcuni miglioramenti rispetto all'originale britannico, come i due lanciatori per missili Exocet e 4 mitragliatrici da 12,7 mm oltre all'armamento standard.

    Dopo i lavori di riconversione in nave appoggio incursori, l'armamento rimasto consiste in 1 cannone Vickers 4.5" (115 mm)/55 Mk8, automatico (il pezzo montato alla costruzione) e 2 mitragliatrici Oerlikon 20 mm MK7[1]; la versione aviolanciata AM39 del missile Exocet è trasportata dai due elicotteri Sea King che trovano posto a bordo[1].

    Vita operativa[modifica | modifica wikitesto]

    La nave vide un impiego operativo durante la guerra delle Falkland, quando partecipò alle fasi iniziali, l'operazione Rosario, scortando la portaerei Veinticinco de Mayo, e dopo l'arrivo della task force britannica, alla fallita operazione a tenaglia che avrebbe portato all'affondamento dell'incrociatore ARA General Belgrano, che con due cacciatorpediniere di scorta ed una petroliera componeva il Grupo de Tarea (Task Force) 79.3, silurato dal sottomarino britannico a propulsione nucleare Conqueror. Negli ordini operativi, il comando navale argentino aveva eliminato ogni restrizione all'uso di armi contro mezzi considerati nemici; il gruppo si diresse verso la squadra britannica con rotta da sud ovest, col compito di penetrare nella zona di operazioni (la Zona di Esclusione Totale dichiarata dai britannici) e lanciare un attacco contro le portaerei britanniche e le loro unità di scorta, operando a tenaglia con la portaerei ARA Veinticinco de Mayo ed i due cacciatorpediniere Type 42, lo Hercules e il Sàntisima Trinidad ,(componenti il Grupo de Tarea 79.2) che stava giungendo da nord[3]. Il 1 maggio il GT 79.2 in navigazione (precisamente ia Sàntisima Trinidad, inquadrò nei radar di controllo tiro, lanciando anche dei missili Sea Dart, un velivolo Sea Harrier inglese[4] della HMS Invincible in perlustrazione radar che però riuscì a sfuggire all'attacco[5]. Per le precarie condizioni della catapulta della Veinticinco de Mayo e lo scarso vento in zona, non vi furono le condizioni per lanciare i cacciabombardieri A4 con un carico bellico adeguato, e il 2 maggio ai due Task Group venne ordinato un temporaneo ripiegamento al di fuori della zona di esclusione. In seguito all'affondamento del Belgrano la squadra non uscì più dal porto e i cacciatorpediniere Type 42 assicurarono la difesa antiearea costiera per il resto del conflitto.

    Modifiche[modifica | modifica wikitesto]

    Infine, L'Hercules venne pesantemente modificato per diventare nave veloce da sbarco incursori, da cui anche il cambio di matricola da D-1 a B-52. Il progetto Hercules venne iniziato nel 2000 presso i cantieri militari Astilleros ASMAR nella città cilena di Talcahuano; al termine dei lavori di trasformazione, nel 2004 la nave si trasferì nell'Arsenale della Base Naval Puerto Belgrano, in Argentina, per il completamento della conversione operativa e la reimmissione in servizio[1]. Attualmente la nave è mantenuta operativa grazie ai pezzi prelevati dalla sua unità gemella, il Santísima Trinidad, non più operativo dal 1989. Tra il 2005 e il 2006 la nave è stata dotata di un sistema di interscambio dati SITAC (Tiempo Real - SIAG)[1].

    L'equipaggio consiste di 166 uomini tra ufficiali sottufficiali e comuni, ed è in grado di ospitare 238 uomini della fanteria di marina per l'impiego operativo[1].

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

    • (EN) Nigel "Sharkey" Ward, Sea Harrier over the Falklands, Cassell Military Paperbacks, 1992, ISBN 1-85797-102-7.
    • (EN) Woodward, Sandy (1992), One Hundred Days: Memoirs of the Falklands Battle Group Commander, Bluejacket Books, Annapolis, USA; originale HarperCollins, UK, ISBN 1-55750-652-3.


    Marina Portale Marina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di marina