AIDA (missione spaziale)

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La missione AIDA (in inglese Asteroid Impact & Deflection Assessment) è una missione spaziale dell'Agenzia Spaziale Europea in collaborazione con la NASA con l'obiettivo di migliorare e validare la tecnologia necessaria per variare l'orbita di un asteroide in rotta di collisione con la terra sfruttando l'impatto cinetico di un veicolo-proiettile lanciato dalla Terra.

Origine della missione[modifica | modifica wikitesto]

La missione nasce come prodotto congiunto di due missioni proposte:

  • AIM, Asteroid Impact Mission, dell'ESA;
  • DART, Double Asteroid Redirection Test della NASA.

Le due agenzie spaziali hanno convenuto che unire le missioni avrebbe fatto risparmiare i costi e incrementato i risultati scientifici. Verranno mandati ben quattro veicoli spaziali[1] sullo stesso asteroide per questa missione.

Bersaglio[modifica | modifica wikitesto]

L'asteroide scelto come obiettivo della missione è 65803 Didymos, scoperto nel 1996 è in realtà un sistema binario di asteroidi formato da Didymos A, che misura circa 800 metri di diametro, e Didymos B, largo 160 metri. La coppia è separata da appena 1,18 km, con l’asteroide minore che ruota intorno al maggiore in poco meno di 12 ore. I due corpi compiono un’orbita completa intorno al Sole in 2,11 anni. La massa complessiva del sistema è di 528 milioni di tonnellate, con una densità media di 1,7 g/cm³ (meno di 1/3 della densità terrestre). Didymos A è un asteroide di tipo S: ha cioè una composizione rocciosa, a base di silicati, con presenza di metalli. La composizione di Didymos B è per il momento sconosciuta.

La scelta è ricaduta su questa coppia di asteroidi perché è molto più facile verificare l’effetto di un minima variazione orbitale su un sistema binario piuttosto che su un oggetto singolo: lo studio preliminare ha stimato, infatti, che, dopo l’impatto della sonda DART su Didymos B, il più piccolo dei due asteroidi, ci sarà un cambiamento di 4,4 minuti nel periodo del sistema binario.

Nel 2022[2] passerrano a soli 0,11 UA dalla Terra consentendo al momento dell'impatto un'ottima possibilità di osservazione radio dalla Terra.

Obiettivi scientifici[modifica | modifica wikitesto]

La missione sarà la prima della storia dell'umanità ad alterare l'equilibrio del sistema solare, cambiando l'orbita di due corpi celesti. Tra gli obiettivi, oltre a quelli scientifici comuni a molte missioni spaziali, come lo studio geologico di un asteroide, c'è anche la dimostrazione della possibilità di difesa planetaria da un evento di impatto astronomico con gravi conseguenze per la Terra[3].

Budget e rischi di annullamento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2017, a seguito della revisione del budget dell'ESA, il finanziamento di 250 milioni di euro richiesto per la missione è stato rifiutato[4]. Questo non vuol dire che la missione sia stata cancellata, ma che deve essere sottoposta a una revisione per limitare in qualche modo il budget, per esempio riducendo il numero di strumenti scientifici a bordo.

Note[modifica | modifica wikitesto]