9 Metis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
9 Metis
(9 Metis)
Stella madreSole
Scoperta25 aprile 1848
ScopritoreAndrew Graham
ClassificazioneFascia principale
Classe spettraleS
Designazioni
alternative
1848 HA, 1974 QU2
Parametri orbitali
(all'epoca JD 2459400,5
5 luglio 2021)
Semiasse maggiore356894048 km
2,3856554 au
Perielio312842039 km
2,0911901 au
Afelio400946057 km
2,6801207 au
Periodo orbitale1345,89 giorni
(3,68 anni)
Velocità orbitale19,21 km/s (media)
Inclinazione
sull'eclittica
5,57657°
Eccentricità0,1234316
Longitudine del
nodo ascendente
68,90070°
Argom. del perielio6,21753°
Anomalia media130,99761°
Par. Tisserand (TJ)3,519 (calcolato)
Ultimo perielio29 febbraio 2020
Prossimo perielio6 novembre 2023
Dati fisici
Dimensioni235×195×140 km
Massa
~9×1018 kg (stima)
Densità media~2,7 g/cm³ (stima)
Acceleraz. di gravità in superficie~0,043 m/s² (stima)
Velocità di fuga~0,10 km/s (stima)
Periodo di rotazione0,2116 g
Temperatura
superficiale
~177 K
max: 282 K (+9 °C) (media)
Albedo0,243
Dati osservativi
Magnitudine ass.6,37

9 Metis (in italiano 9 Metide o 9 Meti) è un asteroide della fascia principale. Scoperto nel 1848, presenta un'orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 2,3856554 au e da un'eccentricità di 0,1234316, inclinata di 5,57657° rispetto all'eclittica.

È uno dei più grandi asteroidi della Fascia principale. È composto da silicati, nichel e ferro allo stato metallico; potrebbe trattarsi in realtà del nucleo residuo di un grande asteroide disintegratosi in seguito a una remota collisione.

Scoperta e nome[modifica | modifica wikitesto]

L'astronomo irlandese Andrew Graham lavorava presso l'osservatorio privato del Colonnello Edward Cooper nel castello di Markree nella Contea di Sligo. Metis, l'unico asteroide da lui scoperto, fu individuato il 25 aprile 1848 (le prime misurazioni furono effettuate la notte seguente) con un cercatore di comete da 4 pollici; è anche l'unico asteroide a essere stato scoperto dall'Irlanda.

L'asteroide è dedicato a Metide, nella mitologia greca una titanide figlia di Teti e Oceano, un'oceanina personificazione della prudenza.[1][2][3]

Cooper delegò a Graham la scelta del nome, che dovette decidere fra Metis, suggerito dal dottor Romney Robinson, direttore dell'osservatorio ad Armagh, e Thetis, suggerito da Sir John Herschel. Quest'ultimo fu dato più tardi all'asteroide 17 Thetis. Metis è anche il nome di un satellite di Giove.[3]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La direzione di rotazione di Metis è attualmente sconosciuta poiché i dati ricavati sono ambigui. L'analisi della curva di luce indica che il polo di Metis punta in direzione delle coordinate eclittiche (β, λ) = (23º, 181º) o (9º, 359º), con un'incertezza di 10º; ciò indica un'inclinazione assiale di 72º o 76º rispettivamente.

Le analisi delle immagini riprese dal Telescopio spaziale Hubble e della curva di luce concordano nel suggerire che Metis abbia una forma allungata irregolare, con un'estremità più sottile dell'altra (vedi immagini Archiviato il 30 ottobre 2008 in Internet Archive. e modelli della forma). Le osservazioni radar suggeriscono la presenza di una zona piana significativa, in accordo con il modello della forma ricavato dalle curve di luce.

La composizione superficiale è stata stimata in un 30-40% di olivina metallifera e 60-70% di nichel e ferro allo stato metallico.

Osservazioni compiute l'11 dicembre 1979 da parte di alcuni astronomi venezuelani portarono a ipotizzare l'esistenza di un satellite naturale dell'asteroide; i dati della curva di luce di Metis (che permettono di ricavare un primo abbozzo della forma dell'asteroide), ricavati il 23 dicembre 1979 e il 23 febbraio 1980 da un gruppo di astronomi cinesi del Purple Mt. Observatory, indicarono una luna dal diametro di 60 km, orbitante a 1100 da Metis. Tuttavia, osservazioni successive (1982) non riuscirono a confermare l'ipotesi.[4] Metis fu osservato più tardi dal Telescopio spaziale Hubble nel 1993, il quale fu in grado di risolvere la forma irregolare dell'asteroide, ma nessun satellite fu individuato.

Sono state osservate non meno di cinque occultazioni di una stella da parte di Metis.[5]

Raggruppamenti familiari[modifica | modifica wikitesto]

In passato, Metis era considerato come appartenente a una famiglia di asteroidi, denominata per l'appunto Metis, ma ricerche più recenti non hanno identificato alcun gruppo, né dall'analisi visuale dei diagrammi di distribuzione degli elementi orbitali caratteristici è evidenziabile alcun raggruppamento nelle sue immediate vicinanze.

Tuttavia, un'analisi spettroscopica ha evidenziato forti similarità spettrali fra Metis e il vicino asteroide 113 Amalthea, suggerendo che questi due corpi siano in realtà residui di una famiglia dinamica molto antica (> ~ 1 miliardo di anni), i cui membri più piccoli siano poi stati polverizzati da collisioni o spinti via da incontri ravvicinati. Si ipotizza che il corpo progenitore putativo avesse un diametro di 300 – 600 km (dimensioni paragonabili a Vesta) e che fosse differenziato; Metis sarebbe il nucleo residuo relativamente intatto, mentre Amalthea un frammento del mantello.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J. Torppa et al Shapes and rotational properties of thirty asteroids from photometric data, Icarus Vol. 164, p. 346 (2003).
  • PDS lightcurve data, su psi.edu. URL consultato il 18 marzo 2006 (archiviato dall'url originale il 14 giugno 2006).
  • asteroid lightcurve data file (March 2001) (TXT), su spiff.rit.edu.
  • MSX Infrared minor planet survey (at PDS), su psi.edu. URL consultato il 18 marzo 2006 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2005).
  • Hubble Space Telescope observations (PDF), su web.media.mit.edu. URL consultato il 20 luglio 2005 (archiviato dall'url originale il 30 ottobre 2008).
  • (FR) research at IMCCE, su bdl.fr. URL consultato il 20 luglio 2005 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2002).
  • "other" reports of asteroid companions, su johnstonsarchive.net.
  • W. M. Kissling et al The diameter of (9) Metis from the Occultation of SAO 190531, Proceedings of the Astronomical Society of Australia Vol 9, p. 150 (1991).
  • A. D. Storrs et al A closer look at main belt asteroids 1: WF/PC images, Icarus Vol. 173, p. 409 (2005).
  • G. A. Krasinsky et al Hidden Mass in the Asteroid Belt, Icarus, Vol. 158, p. 98 (2002).
  • J. G. Williams Asteroid Families - An Initial Search, Icarus Vol. 96, p. 251 (1992).
  • M.S. Kelley and M. J. Gaffey 9 Metis and 113 Amalthea: A Genetic Asteroid Pair, Icarus Vol. 144, p. 27 (2000).
  • D.L. Mitchell et al Radar Observations of Asteroids 7 Iris, 9 Metis, 12 Victoria, 216 Kleopatra, and 654 Zelinda, Icarus Vol. 118, p. 105 (1995).
  • L.F. Lim et al Thermal infrared (8 – 13 µm) spectra of 29 asteroids: the Cornell Mid-Infrared Asteroid Spectroscopy (MIDAS) Survey, Icarus Vol. 173, p. 385 (2005).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  Portale Sistema solare: accedi alle voci di Wikipedia sugli oggetti del Sistema solare