9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin"

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9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin"
CoA mil ITA rgt paracadutisti 009.png
stemma "nono"
Descrizione generale
Attiva 1953 - oggi
Nazione Italia Italia
Servizio Coat of arms of the Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Forze Speciali (FS - TIER1)
Ruolo Operazioni speciali, guerriglia, azioni dirette, guerra non convenzionale, antiterrorismo internazionale, liberazione ostaggi, scorta, ricognizioni speciali
Dimensione Reggimento (il numero esatto è segreto militare)
Guarnigione/QG Caserma "Vannucci" di Livorno, Toscana
Soprannome Col Moschin
Nono
Patrono San Michele Arcangelo
Motto Della Folgore l'impeto
Marcia Come Folgore dal Cielo
Battaglie/guerre Libano II, UNOSOM II Guerra in Afghanistan
Guerra d'Iraq
Parte di
Comandanti
Comandante attuale colonnello Giuliano Angelucci

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia
Incursori del Col Moschin durante la parata del 2 giugno 2007

Il 9º Reggimento d'assalto incursori paracadutisti "Col Moschin" è il reparto di Forze speciali dell'Esercito Italiano. Il Reggimento "Col Moschin" è inquadrato nel Comando delle forze speciali dell'Esercito e tiene in custodia la bandiera del 10º Reggimento arditi, del quale ha ereditato l'anno di costituzione (1918), il nome del luogo di un'epica azione e le mostrine (fiamme nere), riadottate nel 2006. Dal 1995, nel quadro di ristrutturazione dell'Esercito Italiano, è passato da battaglione a reggimento.

La base del Reggimento è a Livorno presso la caserma "Vannucci". Esiste anche un centro di addestramento, denominato Base addestramento incursori (BAI) a Pisa, situato nel parco regionale di San Rossore (ex tenuta presidenziale) vicino alla foce del fiume Arno, che viene utilizzato per le attività anfibie e subacquee del reggimento.

Per l'attività operativa dipendono dal COFS, il Comando interforze per le operazioni delle forze speciali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

trincee italiane sul Col Moschin

La storia del Reggimento può essere associata a quella di alcune unità di Arditi della prima guerra mondiale, quale il IX Reparto d'assalto.[1] Gli arditi si imposero sulla scena militare, guadagnandosi una fama impressionante grazie ai loro atti di eroismo e per la violenza delle loro azioni. Gli arditi erano specialisti degli assalti con lancio di bombe a mano e con combattimenti all'arma bianca nelle trincee nemiche. Il IX Reparto, in particolare, si distinse sul monte Grappa, dove il 15 giugno 1918 salì urgentemente in quota con 600 arditi guidati dal maggiore Giovanni Messe per recuperare le linee perdute. Alle 22 Valle San Lorenzo, Col Fagheron e Col Fenilon erano riconquistati. Rimaneva il Col Moschin. Alle 7 di mattina del 16 giugno 1918, gli arditi di Messe partirono all'attacco del Col Moschin (comune di Solagna). Dopo 10 minuti, la sommità veniva ripresa, peraltro facendo numerosi prigionieri (più di 300) e sottraendo molte mitragliatrici. Pochi giorni dopo prese parte alla conquista dell'Asolone (comune di Pove), che costò al IX un enorme contributo di sangue e fu solo temporanea, perché un contrattacco avversario ebbe la meglio sulle sue forze esauste. In poche ore il IX perse quasi il 50% degli effettivi.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della Seconda guerra mondiale, il 20 luglio 1942, si costituisce a Santa Severa un Reggimento arditi che pochi mesi dopo viene denominato 10º Reggimento arditi. Il reparto, con mostrina dalle fiamme azzurre, opera alle dipendenze dell'Ufficio operazioni dello stato maggiore del Regio Esercito. Impiegato in operazioni dietro le linee nemiche in Tunisia, Algeria, e nella Sicilia invasa dagli Alleati, cessa di esistere l'8 settembre del 1943.

Guerra di Liberazione[modifica | modifica wikitesto]

Il I Battaglione, noto anche come battaglione arditi "Boschetti" dal nome del suo comandante, originariamente su tre compagnie numerate 101ª, 102ª e 103ª (paracadutisti, nuotatori poi "da sbarco" e camionette poi "terrestre"), dislocato in Sardegna nel gennaio del 1943, dopo la proclamazione dell'armistizio dell'8 settembre 1943 rimase dislocato nell'isola in funzione di riserva mobile e ridenominato IX reparto d'assalto venne riordinato nel 1944 su una compagnia da sbarco, una terrestre e una speciale (102ª, 123ª e 110ª) entrando a far parte dal 20 marzo del 1944 nel 1º Raggruppamento Motorizzato in via di trasformazione in Corpo Italiano di Liberazione, inquadrando dal 27 giugno anche lo Squadrone Volontari "Guide" che ha rappresentato l'Arma di Cavalleria nel Corpo Italiano di Liberazione.

Il IX reparto d'assalto venne assegnato alla II Brigata del C.I.L. per essere poi inquadrato, quando il 24 settembre 1944 il C.I.L. venne sciolto, con la denominazione di III Battaglione "Col Moschin" nel 68º Reggimento fanteria del Gruppo di Combattimento "Legnano",[2] partecipando alla Guerra di Liberazione. Il 9º reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin" ne ha ereditato le tradizioni.

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Smobilitato nel 1946, viene ricostituito come compagnia presso la scuola di fanteria a Cesano nel 1953, ed un anno dopo diviene Reparto sabotatori paracadutisti. Assegnato alla scuola di paracadutismo di Pisa nel 1957, diviene Battaglione sabotatori paracadutisti il 25 settembre 1961. Segue quindi le sorti della rinata Brigata paracadutisti "Folgore", e nel 1975 assume la denominazione di 9º Battaglione d'assalto paracadutisti "Col Moschin",[3] inquadrato nel 9º Rgt. Paracadutisti d'Assalto “Folgore”. Dal 1995 assume la denominazione attuale Reggimento d'Assalto paracadutisti incursori “Col Moschin”.

Operatività[modifica | modifica wikitesto]

Il reparto è stato protagonista di numerose operazioni militari ed antiterroristiche in tutto il mondo ed è l'unico ad aver partecipato a tutte le missioni all'estero dell'Esercito Italiano dal dopoguerra ad oggi.

Il reggimento, inquadrato nel Comando delle forze speciali dell'Esercito, per l'attività operativa dipende dal COFS, il Comando interforze per le operazioni delle forze speciali. Dal 2016 opera anche, su richiesta dei servizi d'intelligence dell'AISE, per singole missioni riservate all'estero, colmando una lacuna rispetto ai servizi di altri paesi.[4]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

9th Parachute Assault Regiment "Col Moschin" (Italian).png
  • CoA mil ITA rgt paracadutisti 009.png 9º Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col Moschin"
  • Comando di Reggimento
    • Compagnia Comando e Supporto Logistico
    • Compagnia Trasmissioni
    • 1º Battaglione Incursori (si presume disponga di circa 300-350 incursori operativi)
      • 110ª Compagnia Incursori
      • 120ª Compagnia Incursori
      • 130ª Compagnia Incursori
      • 140ª Compagnia Incursori
    • Reparto Addestramento Forze per Operazioni Speciali (RAFOS)
      • 101ª Compagnia Allievi[5]
      • 102ª Compagnia Allievi[5]
      • Base Addestramento Incursori

Distaccamento operativo[modifica | modifica wikitesto]

Un distaccamento operativo del Col Moschin (di solito sei per ciascuna compagnia) ha al suo interno: un Incursore con specializzazione Combat Medic, un Breacher (maneggio esplosivi), un disattivatore EOD-IEDD (artificiere), un SF JTAC – Special Forces Joint Terminal Attack Controller (controllo aereo avanzato), un addetto alla raccolta informativa e uno o due Sniper (tiratori scelti).

Formazione degli operatori[modifica | modifica wikitesto]

Selezione[modifica | modifica wikitesto]

Fregio del Reggimento

I candidati al reparto vengono scelti attraverso un iter selettivo della durata di 21 giorni, presso il centro di addestramento BAI (Base Addestramento Incursori) di Pisa; successivamente vengono formati attraverso un lungo ciclo addestrativo della durata di circa due anni. La selezione e l'addestramento iniziale vengono svolti insieme ai candidati per il 185º Reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi "Folgore", per il 4º Reggimento Alpini Paracadutisti "Btg Monte Cervino" e per il 3º Reggimento elicotteri operazioni speciali "Aldebaran", per poi proseguire la formazione specifica presso i loro reparti di destinazione. Partecipano alle selezioni ufficiali (grado di sottotenente e tenente), sottoufficiali (sergenti o marescialli), VSP e VFP-4, di qualsiasi reparto e incarico.

Fase selettiva (7 settimane) è strutturata in diverse prove fisiche:[6]

  • corsa piana: 2000 m entro 8’20’’;
  • trazioni alla sbarra: minimo 10 in 1’ (impugnatura prona);
  • piegamenti sulle braccia (piegamenti): minimo 30 in 1’;
  • piegamenti alle parallele: minimo 10 in 1’;
  • piegamenti addominali: minimo 40 in 1’;
  • salita alla fune (**): 4 m entro 1’45’’ (qualunque tecnica);
  • salto in alto: minimo 120 cm (qualunque tecnica);
  • marcia celere: 7000 m entro 45’ (in uniforme da combattimento e servizi);
  • marcia zavorrata: 10 km con zaino 10 kg entro 1h 12’;
  • prova di apnea in piscina (**): 15 m lineari in uniforme da combattimento e servizi senza stivaletti;
  • prova di galleggiamento (**): minimo 12’ in uniforme da combattimento e servizi senza stivaletti;
  • prova di nuoto: 50 m entro 2’15’’ in uniforme da combattimento e servizi senza stivaletti (qualunque stile).

(**) Prova di sbarramento

Chi supera le pre-selezioni fisiche partecipa presso la 101ª Compagnia Allievi, al Tirocinio di selezione, seconda fase dell'iter selettivo, che include:

  • 5 marce zavorrate a tempo, in uniforme da combattimento e zaino di 20 kg senza arma, su itinerari di difficoltà, dislivello e distanza variabile;
  • prove d'ardimento, presso il complesso “Lustrissimi” di Livorno, che prevedono il superamento di percorsi di guerra, ostacoli aerei e ponti di corda, per accertare le doti di coraggio, coordinazione e velocità.
  • test d'acquaticità e Anfibia, alla Base a Mare, nuoto di superficie e voga.

Chi supera con successo entrambe le fasi della selezione, (preselezione all'idoneità fisica e il tirocinio), viene invece ammesso alla frequenza del corso Operatore Basico Operazioni Speciali (OBOS).

Fase formativa comune (19 settimane)[modifica | modifica wikitesto]

  • Corso di paracadutismo Fune di Vincolo (FV) (4 settimane) presso il Centro Addestramento Paracadutisti (CAPAR) della Brigata paracadutisti “FOLGORE”, permette agli aspiranti di conseguire il brevetto di paracadutista militare;
  • Corso Operatore Basico per Operazioni Speciali (OBOS) (15 settimane), a fattor comune sotto egida del RAFOS nelle sedi di Livorno e di Montorio Veronese (VR). È incentrato sul potenziamento della prestanza e della resistenza fisica e sull’acquisizione delle nozioni di base per la pianificazione e la condotta delle Operazioni Speciali.

Include il conseguimento del brevetto di paracadutismo con la fune di vincolo, per chi non ne risulta titolare, presso il CAPAR di Pisa; formazione teorico pratica sulla topografia, alle marce topografiche, all'apprendimento delle tecniche di orientamento e di navigazione terrestre, procedure tecnico tattiche (PTT) delle FOS, addestramenti tecnici specifici sulle trasmissioni, sulle procedure di pronto soccorso e medicina tattica con la frequenza di un corso che ricalca il BLS (Basic Life Support).

Dopo aver superato il corso Operatore Basico Operazioni Speciali – OBOS, i futuri incursori rimangono al RAFOS per incominciare l'addestramento specialistico con i corsi OBOS (Operatore basico operazioni speciali) organizzati annualmente dal RAFOS (Reparto Addestramento Forze Operazioni Speciali) del 9º Reggimento Col Moschin, completando il blocco di circa 25 allievi, tra aspiranti incursori E.I., ranger, acquisitori, e reparti di volo del 26º REOS.

Fase formativa specialistica (52 settimane)[modifica | modifica wikitesto]

Corso Combattimento per Forze Speciali (CCFS)[modifica | modifica wikitesto]

Della durata di 23 settimane, è condotto, come nell'OBOS, da istruttori di grande esperienza assegnati al RAFOS a rotazione dalle compagnie operative del Nono, si tiene interamente presso il RAFOS ed è suddiviso in diverse parti:

  • Sopravvivenza, evasione e fuga, resistenza agli interrogatori, della durata di 3 settimane.
  • Corso Maneggio Esplosivi, della durata di 8 settimane, che insegna le tecniche e le procedure di maneggio degli esplosivi, sulle tecniche di sabotaggio e di demolizione speditiva.
  • Combat Medic secondo i protocolli Combat Life Support, che forniscono i rudimenti delle tecniche di primo soccorso.
  • Modulo di operatore radio per Forze Speciali, che abilita all'impiego delle sofisticate apparecchiature radio VHF, HF e satellitari in dotazione, necessarie a garantire le comunicazioni tattiche e strategiche.
  • Procedure Tecnico Tattiche per Forze Speciali (PTT/FS), per l'approfondimento delle procedure del distaccamento operativo incursori nelle situazioni tipiche d'impiego.

Infine viene approfondita la conoscenza di tutte le armi leggere in dotazione al reparto e gli allievi frequentano un ciclo di lezioni sulla fotointerpretazione delle riprese aeree. Al termine, conseguito il brevetto di "Guastatore Paracadutista", l'allievo affronterà la fase successiva, il corso di qualificazione Incursore Paracadutista.

Corso Combattimento Avanzato per Forze Speciali (CCAFS)[modifica | modifica wikitesto]

Della durata di 5 settimane e destinato ad approfondire le tecniche avanzate di combattimento in ambiente urbano, di tiro istintivo, discriminato e ravvicinato, di irruzione e intervento nei più disparati scenari contro obiettivi posti all'interno di varie tipologie di edifici.

Abilitazione da Incursore[modifica | modifica wikitesto]

I candidati, che hanno terminato con successo la prima fase di specializzazione, incominciano il "Corso di qualificazione Incursore Paracadutista", che ha lo scopo di completare la formazione degli allievi, specializzare il personale e renderlo in grado di operare nei diversi ambienti e scenari di impiego peculiari delle forze speciali. Il perfezionamento include una serie di corsi di durata variabile gestiti direttamente dal RAFOS o svolti presso enti scolastici esterni e sono i seguenti:

  • Corso di mobilità anfibia, della durata di sei settimane, per l'apprendimento delle tecniche delle operazioni anfibie, che include esercitazioni di navigazione diurna e notturna con gommoni con motore fuoribordo, pratica del nuoto operativo di superficie, messa a mare e recupero veloce da imbarcazioni in movimento e conoscenza sia teorica sia pratica dei mezzi nautici in dotazione al reparto: battelli a scafo rigido, canoe, gommoni autogonfianti a scafo rigido. Al termine del corso viene conseguita la patente nautica per l'impiego dei mezzi più piccoli entro la fascia costiera delle 12 miglia.
  • Corso Riconoscimento Mezzi e Materiali, della durata di 3 settimane, per la conoscenza e riconoscimento delle armi, i mezzi e le uniformi di alcune forze armate straniere.
  • Corso di Paracadutismo con la Tecnica della Caduta Libera (TCL), al superamento del traguardo di 20 lanci con la tecnica della fune di vincolo; si svolge presso il Centro Addestramento Paracadutismo (CAPAR) di Pisa per un periodo compreso tra le cinque e le sei settimane, durante le quali si effettuano lanci ad apertura comandata da una altezza massima di 3-4000 metri (10.000 piedi).
  • Corso basico Addestramento Alpinistico (CA1), presso il Centro Addestramento Alpino (CEALP) di Aosta, della durata di 6 settimane (dal 2011), per fornire le conoscenze fondamentali relative alle tecniche d'arrampicata e movimento in montagna, necessarie a conferire la capacità di operare in ambienti montani in condizioni di sicurezza.
  • Corso basico di Addestramento Sciistico (CS1), sempre presso il CEALP di Aosta, della durata di 6 settimane dal 2011 dedicate all'apprendimento delle tecniche di movimento in montagna in ambiente innevato: sci alpinistico e sci di fondo, prevenzione delle valanghe e sopravvivenza in climi freddi.
  • Corso Basico di Lingua Inglese, della durata di 5 settimane, presso la SLEE (Scuola di Lingue Estere dell'Esercito) di Perugia, o presso istituti scolastici convenzionati a Livorno.

Al termine di questo lungo processo formativo, i candidati ricevono l'agognato brevetto da Incursore Paracadutista e transitano in un distaccamento di compagnia operativa.

Corsi ulteriori di perfezionamento e specializzazione[modifica | modifica wikitesto]

Corsi di perfezionamento[modifica | modifica wikitesto]

  • Corso Subacqueo, della durata di 12 settimane, presso il COMSUBIN del Varignano (La Spezia), per apprendere a operare con sicurezza nell'ambiente marino, con un approfondimento delle tecniche di nuoto operativo di superficie e subacqueo, e per conseguire l'abilitazione all'uso degli apparati subacquei A.R.O. (Auto Respiratore ad Ossigeno) e A.R.A. (Auto Respiratore ad Aria).
  • Corso di Perfezionamento Alpinistico e Sciistico, presso il Centro addestramento alpino di Aosta, per l'approfondimento delle tecniche alpinistiche e per l'apprendimento della capacità d'agire in ambienti artici e d'alta montagna, ed elevare il grado di mobilità operativa in condizioni particolarmente impegnative e in presenza di un avversario addestrato a operare in montagna. Il succedersi dei corsi può portare all'ottenimento delle qualifiche di istruttore o istruttore militare scelto di sci e di combattimento in montagna.
  • Corso Avanzato di Paracadutismo, della durata di 3-4 settimane, per l'apprendimento delle tecniche per lanci ad alta quota (di 7.000-11.000 metri) con ossigeno ad apertura a quote basse – HALO (High Altitude Low Opening), o con apertura ad alta quota e navigazione sotto vela – HAHO (High Altitude High Opening).

Corsi per specialità[modifica | modifica wikitesto]

  • Corso Tiratore scelto, tenuto presso il Reggimento, per l'abilitazione al corretto utilizzo dei numerosi fucili di precisione in dotazione, derivato dal S.O.T.I.C. (Special Operations Target Interdiction Course) statunitense, studiato per il calibro.308.
  • Corso FAC (Forward Air Controller), per abilitazione alle missioni relative alla direzione da terra degli attacchi aerei e la designazione ai piloti degli obiettivi, tenuto presso la Scuola di Aerocooperazione dell'Aeronautica Militare, della durata di cinque settimane (tre teoriche e due pratiche). Tale qualifica è limitata agli elementi in possesso del necessario livello di conoscenza della lingua inglese (che può essere conseguita con la frequenza del corso avanzato alla SLEE di Perugia). Di norma, il corso è seguito da quello di Controllore del Fuoco per Operazioni Speciali (CF/OS), di ulteriori tre settimane. Tutto ciò prelude all'abilitazione alla funzione di Laser Target Marking (FAC/LTM) per l'impiego dei designatori laser in dotazione al Reggimento.
  • Corso Combat Medic. A livello nazionale gli Incursori destinati a questo settore conseguono la qualifica di “Soccorritore militare” presso la Scuola di Sanità di Roma, dopo un corso di tre settimane che garantisce, tra l'altro, una sorta di veste legale per operare nell'ambito del primo soccorso, anche se con significative limitazioni. Inoltre si può frequentare lo "Special Operations Combat Medics (SOCM) Course”, svolto presso l'ISTC di Pfullendorf e che insegna le procedure fondamentali di pronto soccorso, come fermare le emorragie e garantire una corretta terapia infusionale e anti shock, e il corso “18D – Special Operations Combat Medic” dei Berretti Verdi americani.
  • Corso EOD (Operatore Bonifica Ordigni Esplosivi) e Corso IEDD (Operatore Bonifica Ordigni Esplosivi Improvvisati),da frequentare presso il Centro Addestramento EOD della Scuola del Genio dell'Esercito.

Altri corsi[modifica | modifica wikitesto]

  • Corso Scorte e Protezione ravvicinata di personalità, tenuto al Reggimento, sulle tecniche di protezione e scorta di V.I.P, della durata di cinque settimane.
  • Corso avanzato di lingua inglese, di approfondimento del corso base, per un completa conoscenza della lingua inglese, presso la Scuola Lingue Estere dell'Esercito di Perugia.

Armamento individuale[modifica | modifica wikitesto]

Nome Calibro Tipo Nazionalità
Glock 17 9x19 mm Parabellum pistola semiautomatica Austria Austria
Beretta 92 9x19 mm Parabellum pistola semiautomatica Italia Italia
Beretta 8000 Cougar 9x19 mm Parabellum pistola semiautomatica Italia Italia non più in dotazione
FN Five-seveN 5,7x28 mm pistola semiautomatica Belgio Belgio
Heckler & Koch MP5 9x19 mm Parabellum pistola mitragliatrice Germania Germania
Heckler & Koch MP7 4,6x30 mm pistola mitragliatrice/PDW Germania Germania
FN P90 5,7x28 mm pistola mitragliatrice/PDW Belgio Belgio
Colt M4 5,56x45 mm NATO fucile d'assalto Stati Uniti Stati Uniti
Beretta ARX-160 5,56x45 mm NATO fucile d'assalto Italia Italia
FN SCAR-L 5,56x45 mm NATO fucile d'assalto Belgio Belgio solo sperimentale
FN SCAR-H 7,62x51 mm NATO fucile da battaglia Belgio Belgio solo sperimentale
Heckler & Koch G36 5,56x45 mm NATO fucile d'assalto Germania Germania
Beretta SCP 70/90 5,56x45 mm NATO fucile d'assalto Italia Italia
Benelli M4 Super 90 12 fucile a canna liscia semiautomatico Italia Italia
Beretta RS202 12 fucile a pompa Italia Italia
Heckler & Koch MSG-90 7,62x51 mm NATO fucile di precisione Germania Germania non più in dotazione
Accuracy International AWM .338 Lapua Magnum fucile di precisione Regno Unito Regno Unito
Sako TRG-42 .338 Lapua Magnum fucile di precisione Finlandia Finlandia
M107 12,7x99 mm NATO fucile di precisione Stati Uniti Stati Uniti
GAC Grande Armeria Camuna THUNDER .408 Chey TAC fucile di precisione Italia Italia solo sperimentale
Extrema Ratio Col Moschin coltello da combattimento Italia Italia

Operazioni note[modifica | modifica wikitesto]

Italcon Libano 2[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 marzo 1983 alle 21.00 una pattuglia del Battaglione San Marco cadde in una imboscata nei pressi del campo di Sabra, in Libano e quattro Maro' rimasero feriti, di cui uno gravemente. Quella stessa notte l'allora generale di brigata Franco Angioni, comandante della missione Italcon ed ex comandante del Col Moschin, decise di uscire con gli incursori per intercettare gli assalitori, che ancora non avevano lasciato la zona. Al contatto col nemico iniziò un violento scontro a fuoco, nel quale i libanesi si batterono con armamento più pesante e armi controcarro. Nel combattimento tre incursori rimasero feriti e si decise di sospendere l'azione. Uno degli italiani perse una gamba.

Il giorno dopo, 16 marzo, al contingente italiano arrivò un messaggio via radio dal comando dell'esercito israeliano:

"Comunicate al vostro comandante che siamo ammirati, perché in Medio Oriente nessuno combatte di notte.".[7]

Il 18 marzo il sottocapo del Battaglione San Marco Filippo Montesi di 20 anni, ferito nell'imboscata, fu trasferito in Italia per essere operato all'ospedale militare del Celio. Nonostante l'intervento dei medici, egli morì il 22 marzo.

Achille Lauro[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Dirottamento dell'Achille Lauro.

Lunedì 7 ottobre 1985, il giorno del sequestro dell'Achille Lauro (avvenuto alle ore 13:15), già in tarda serata 60 incursori del Col Moschin arrivarono alla base militare di Akrotiri, nell'isola di Cipro, messa a disposizione dal governo britannico, pronti ad intervenire seguendo un piano sviluppato insieme all'UNIS del COMSUBIN, presenti in fase di pianificazione. I sessanta operatori avrebbero dovuto effettuare una "saturazione a macchia d'olio" e lo sgombero degli ostaggi, mentre gli operatori UNIS del COMSUBIN avrebbero effettuato l'irruzione iniziale. I fatti andarono diversamente e prevalse la linea diplomatica.

Somalia[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 dicembre 1992, scattata l'operazione Restore Hope in Somalia, un C-130 Hercules della 46ª Aerobrigata arrivò a Mogadiscio con una squadra di incursori del 9º Reggimento "Col Moschin". Gli operatori occuparono il palazzo dell'ambasciata italiana[8], lasciata abbandonata dopo lo scoppio della guerra civile nel 1991.

Il 5 giugno 1993, alle 09:30 un flash del corrispondente dell'agenzia di stampa ANSA Remigio Benni, unico giornalista presente a Mogadiscio, parla di "situazione drammatica, disordini e sparatorie". Un reparto di caschi blu pakistani cade in un'imboscata dei miliziani somali di Mohammed Farah Aidid nei pressi di Radio Mogadiscio: 24 soldati sono massacrati a colpi di Kalashnikov e di mitragliatrice. L'intervento di circa 20 incursori, guidati dal tenente colonnello Marco Bertolini, evitò una strage di proporzioni ancora maggiori. Le forze speciali italiane, combattendo corpo a corpo, portarono in salvo circa 80 pakistani delle forze ONU.

Quattro settimane dopo, il 2 luglio 1993, avvenne la Battaglia del pastificio. Un gruppo di intervento italiano, composto da paracadutisti della Folgore, cavalleria corazzata e fanteria, riuscì a salvare molti militari italiani rimasti intrappolati in un'imboscata congegnata dai miliziani somali, subendo però gravi perdite: 3 morti e 26 feriti. Tra i morti uno degli incursori, il sergente maggiore Stefano Paolicchi, 30 anni, colpito sul lato destro della milza, nell'unica parte non protetta dal giubbetto antiproiettile. Per il suo contributo all'azione verrà decorato con la medaglia d'oro al valor militare (alla memoria).

Ruanda[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994, in Ruanda, gli Incursori ebbero il compito di evacuare i civili italiani dalla terra africana martoriata dalla guerra. L'operazione, detta Operazione Ippocampo, si concluse il 19 novembre con il recupero dei connazionali.

A seguito degli scontri tribali che hanno distrutto il paese centrafricano, il "Col Moschin" tornò a più riprese in Ruanda, portando in salvo molti connazionali ed evacuando numerosi bambini locali. Nel corso delle operazioni, perse la vita il sergente maggiore Marco Di Sarra (già decorato di medaglia di bronzo al valore dell'Esercito per il suo comportamento in Somalia durante l'operazione IBIS) colpito da una forma grave di malaria.

L'Italia per consentire l'evacuazione dei suoi connazionali inviò un distaccamento composto da operatori del "Col Moschin" e da incursori del Comsubin trasportati da velivoli dell'Aeronautica Militare.[9] Giunti a Kigali, la capitale,[10] il gruppo iniziò la sua attività in un clima di tragedia muovendosi tra corpi lasciati agli angoli delle strade; occorse recuperare persone a vari chilometri dall'aeroporto e il distaccamento non aveva potuto portare mezzi di trasporto con sé; contattati, gli altri contingenti non resero disponibili alcun mezzo, così gli operatori decisero di requisire dei pick up civili all'aeroporto e, dopo aver smontato le portiere e averli adattati alle loro esigenze, si diressero verso i luoghi dove rimanevano civili da recuperare. Muovendosi sempre con le armi pronte, gli operatori riuscirono ad evacuare tutti, affrontando anche molte resistenze.[11]

Afghanistan[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 2007 il Reggimento ha partecipato, insieme all'SBS britannico, ad un blitz per liberare due agenti del servizio di sicurezza italiano, l'AISE, rapiti pochi giorni prima nella provincia di Farah, nell'ovest dell'Afghanistan. Gli incursori italiani fornirono la copertura di sicurezza, mentre l'assalto finale fu effettuato dai soldati britannici dotati di appositi mezzi a trazione integrale. L'operazione non ha avuto possibilità di pianificazione, poiché i terroristi hanno improvvisamente cercato di trasferire i prigionieri e gli incursori sono dovuti intervenire immediatamente. Nella battaglia che ne è seguita, i due agenti dell'AISE sono rimasti gravemente feriti, forse da fuoco amico, e uno dei due è morto alcuni giorni dopo.

Libia[modifica | modifica wikitesto]

Almeno 40 incursori (forse anche più) sono stati inviati sul terreno per addestrare, coordinare, aiutare negli scontri i ribelli del CNT e per illuminare i bersagli agli aerei NATO.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce di cavaliere dell'ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cavaliere dell'ordine militare di Savoia
— 5 giugno 1920
Croce di cavaliere dell'ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cavaliere dell'ordine militare d'Italia
— 10 gennaio 1995
Croce di cavaliere dell'ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cavaliere dell'ordine militare d'Italia
— 4 maggio 2011
Medaglia d'oro al valore dell'esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valore dell'esercito
— 10 ottobre 1994
Medaglia di argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di argento al valor militare
— 10 giugno 1920
Medaglia di argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di argento al valor militare
— 16 giugno 1945
Medaglia di argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di argento al valor militare
— 10 agosto 1947
Medaglia d'argento al valore dell'esercito - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valore dell'esercito
— 19 aprile 2002

Persone legate al reparto[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel celebre gioco di guerra Battlefield 1 sono presenti più plotoni ispirati al IX Reg. Col. Moschin (IX CM).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Righe 1-10.
  2. ^ Righe 11-24.
  3. ^ Righe 25-34.
  4. ^ Sole 24 Ore, 5 marzo 2016.
  5. ^ a b "Gli idonei alle preselezioni, al termine dei rispettivi iter di formazione presso Scuole e RAV, raggiungono la 101ª Compagnia del Reparto Addestramento Forze Speciali del Reggimento".
  6. ^ L'Incursore - Esercito Italiano.
  7. ^ [unaacies.iobloggo.com/390/in-medio-oriente-nessuno-combatte-di-notte In Medio Oriente nessuno combatte di notte], unaacies.iobloggo.com, 4/3/2008.
  8. ^ (EN) AGGIORNATO – Somalia 1992 -1994: un Incursore racconta | Corpi d' élite - Forze speciali italiane, antiterrorismo, intelligence, su corpidelite.net. URL consultato il 22 settembre 2017.
  9. ^ Operazione Ippocampo, esercito.difesa.it. URL consultato il 09 febbraio 2009. «L'"operazione Ippocampo" in Costa d'Avorio, in gergo sinonimo di "operazione d'Evacuazione" - che ha impegnato i velivoli C130J dell'Aeronautica Militare, nel portare in salvo cittadini italiani e stranieri dalle zone in mano ai ribelli - si è conclusa definitivamente il 19 novembre, con il rientro dell'ultimo velivolo con a bordo una parte dei militari della task force, che ha assicurato lo svolgimento dell'operazione in sicurezza. Una task force, composta da personale delle quattro forze armate, che ha operato alle dipendenze del Comando operativo di vertice interforze (COI) in stretto coordinamento con l'Unità di Crisi del Ministero degli Esteri».
  10. ^ OPERAZIONE IPPOCAMPO: UNA NUOVA MISSIONE PER I C-130J DELL'AERONAUTICA MILITARE, aeronautica.difesa.it. URL consultato il 09 febbraio 2009. «All'operazione partecipa anche l'Italia con un contingente formato da 112 uomini della "Folgore", 65 uomini del Comando Subacquei Incursori "Teseo Tesei" della Marina e 3 velivoli da trasporto della 46ª Brigata Aerea».
  11. ^ Sito ufficiale "Col Moschin", http://www.colmoschin.it/africa/ruanda.html.

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