46P/Wirtanen
Cometa 46P/Wirtanen | |
|---|---|
| Stella madre | Sole |
| Scoperta | 17 gennaio 1948 |
| Scopritore | Carl Alvar Wirtanen |
| Designazioni alternative | 1947 XIII; 1954 XI; 1961 IV; 1967 XIV; 1974 XI; 1986 VI; 1991 XVI; |
| Parametri orbitali | |
| (all'epoca 2461000,5 21 novembre 2025[1]) | |
| Semiasse maggiore | 3,0925 au |
| Perielio | 1,0556 au |
| Afelio | 5,1295 au |
| Periodo orbitale | 5,4384 anni |
| Inclinazione orbitale | 11,7493° |
| Eccentricità | 0,6587 |
| Longitudine del nodo ascendente | 82,163° |
| Argom. del perielio | 356,354° |
| Par. Tisserand (TJ) | 2,818[2] (calcolato) |
| Ultimo perielio | 19 maggio 2024[3] |
| Prossimo perielio | 27 ottobre 2029 |
| MOID da Terra | 0,0713 au[2] |
| Dati fisici | |
| Dimensioni | 1,2 km (diametro)[2] |
| Dati osservativi | |
| Magnitudine app. |
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| Magnitudine ass. |
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46P/Wirtanen è una cometa periodica del sistema solare, appartenente alla famiglia delle comete gioviane,[2][4] scoperta fotograficamente il 17 gennaio 1948 dall'astronomo statunitense Carl Alvar Wirtanen mentre questa era in fase di allontanamento dopo il perielio avvenuto il precedente 2 dicembre.[5][3]
La cometa sarebbe stato l'obiettivo della missione Rosetta dell'Agenzia spaziale europea con lancio nel 2003 ma un problema al vettore Ariane 5-ECA occorso nel 2002 fece riprogrammare portando a scegliere come obiettivo la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.[6][7]
Osservazione
[modifica | modifica wikitesto]Wirtanen scoprì la cometa esaminando una lastra esposta il 15 gennaio durante una campagna osservativa del Lick Observatory sul moto proprio stellare. La cometa fu osservata fino all'11 marzo del 1948 permettendo di determinare che fosse una cometa di breve periodo.[3][5]
Fu sempre Wirtanen a osservarne il ritorno l'8 settembre 1954 mentre la cometa era in fase di allontanamento dopo il perielio del precedente 13 agosto.[3][5]
Il passaggio al perielio del 15 aprile 1961 non aveva una geometria favorevole, nonostante ciò Elizabeth Roemer riuscì ad osservarla tra il 26 ottobre 1960 e il 9 marzo 1961.[3][5]
Koichiro Tomita il 5 ottobre 1967 fu il primo ad osservarne il ritorno per il perielio del successivo 15 dicembre. In maniera del tutto inattesa la cometa perse luminosità a inizio dicembre mentre era ancora in fase di avvicinamento al Sole. La cometa fu osservata fino al 24 marzo 1968.[3][5]
Anche il passaggio al perielio del 5 luglio 1974 presentava una geometria sfavorevole nonostante ciò Elizabeth Roemer e L. M. Vaughn riuscirono a osservarla il 15 dicembre 1974 e il 24 marzo 1975.[3][5]
Per il passaggio al perielio del 22 maggio 1980 non fu possibile alcuna osservazione in quanto la cometa non si trovò mai a più di 22° di elongazione dal Sole.[3][5]
Alan Charles Gilmore e Pamela Margaret Kilmartin il 13 novembre 1985 furono i primi a recuperare la cometa durante il transito per il perielio del 19 marzo 1986. La cometa fu osservata fino al successivo 1º aprile.[3][5]
Durante il passaggio al perielio del 20 settembre 1991, la cometa transitò a 1,3501 au dalla Terra raggiungendo valori di magnitudine prossimi a 10 e mai esibiti in precedenza.[3][5]
Fu leggermente meno appariscente per il perielio del 14 marzo 1997 quando arrivò al più a magnitudine 11 con una chioma di 2 minuti d'arco.[3][5]
Ai successivi perieli la cometa mostrò magnitudini oscillanti: per il passaggio del 26 agosto 2002 non superò magnitudine 13, per quello del 2 febbraio 2008 raggiunse 8,5 e per quello del 9 luglio 2013 si limitò a 10,8.[8][9][3]
Quattro giorni dopo il passaggio al perielio del 12 dicembre 2018, si è trovata a solo 10,2 milioni di chilometri dalla Terra, con una magnitudine apparente stimata fino a 3.0 ed è rimasta visibile ad occhio nudo per diversi giorni.[10][3] L'approccio ravvicinato alla terra avvenuto a fine 2018 ha consentito inoltre di osservare dettagliatamente la cometa con il telescopio spaziale TESS, evidenziando le fasi di un'esplosione di gas e polveri.[11]
Per il passaggio al perielio del 19 maggio 2024, fu osservato solo il 5 ottobre e il 10 dicembre 2023 sempre con una magnitudine prossima a 20.[3][1]
Perturbazioni orbitali
[modifica | modifica wikitesto]Nel corso del XX secolo la cometa ha avuto tre incontri ravvicinati con Giove, di cui uno antecedente alla sua scoperta, Si prevede un ulteriore incontro nel XXI secolo. Ogni incontro ha significativamente alterato i parametri orbitali:[5][12][13]
| Data del passaggio ravvicinato | Distanza da Giove | Variazioni indotte |
|---|---|---|
| 31 dicembre 1912 | 0,53 au | Distanza al perielio da 1,63 a 1,43 au Periodo orbitale da 6,82 a 6,32 anni |
| 10 aprile 1972 | 0,28 au | Distanza al perielio da 1,61 a 1,26 au Periodo orbitale da 6,65 a 5,87 anni |
| 26 febbraio 1984 | 0,47 au | Distanza al perielio da 1,26 a 1,08 au Periodo orbitale da 5,87 a 5,50 anni |
| 25 novembre 2042 | 0,56 au | Distanza al perielio da 1,08 a 1,22 au Periodo orbitale da 5,49 a 5,78 anni |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 I dati di 46P/Wirtanen dal sito MPC.
- 1 2 3 4 5 6 I dati di 46P/Wirtanen dal sito JPL.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 I dati di 46P/Wirtanen dal sito di Seiichi Yoshida.
- ↑ (EN) List of Jupiter-Family and Halley-Family Comets, su physics.ucf.edu. URL consultato il 7 settembre 2008 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2020).
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 (EN) 46P/Wirtanen, su GARY W. KRONK'S COMETOGRAPHY. URL consultato il 28 dicembre 2025.
- ↑ Studio preparatorio per la missione Rosetta sulla cometa 46P/Wirtanen, su ss.astro.umd.edu. URL consultato il 12 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2007).
- ↑ (EN) David M. Harland e Ralph D. Lorenz, The Current Crop, in Space Systems Failures, Springer-Praxis, 2006, pp. 149–150, ISBN 978-0-387-21519-8. URL consultato il 3 gennaio 2026.
- ↑ COMETA WIRTANEN AL PERIELIO (2013-07-09 11:00 CEST), su oato.inaf.it. URL consultato il 19 ottobre 2021 (archiviato dall'url originale il 2 luglio 2013).
- ↑ 9/7/2013 ore 11:00 Perielio: 46P/Wirtanen, su skylive.it. URL consultato il 2 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2013).
- ↑ (EN) Comet 46P/Wirtanen, su theskylive.com. URL consultato il 4 novembre 2018.
- ↑ (EN) The College of Computer, Mathematical, and Natural Sciences (a cura di), UMD Astronomers Catch a Natural Comet Outburst in Unprecedented Detail, su cmns.umd.edu, 3 dicembre 2019. URL consultato il 5 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2019).
- ↑ (EN) La cometa 46P/Wirtanen sul: BAA Comet Section : Periodic Comets, sito dell'Istituto di Astronomia dell'Università di Cambridge
- ↑ (EN) M. Krolikowska, G. Sitarski, Evolution of the orbit of comet 46P/Wirtanen during 1947-2013, giugno 2006, (PDF)
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su 46P/Wirtanen
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) 46P/Wirtanen - Dati riportati nel database dell'IAU, su minorplanetcenter.net, Minor Planet Center.
- (EN) 46P/Wirtanen - Dati riportati in MPC Explorer, su data.minorplanetcenter.net, Minor Planet Center.
- (EN) 46P/Wirtanen - Dati riportati nello Small-Body Database, su ssd.jpl.nasa.gov, Jet Propulsion Laboratory.
- (EN) 46P/Wirtanen - Dati riportati sul sito di Kazuo Kinoshita, su jcometobs.web.fc2.com.
- (EN) 46P/Wirtanen - Dati riportati sul sito di Seiichi Yoshida, su aerith.net.
