4ª Divisione corazzata (Siria)

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4ª Divisione Corazzata
الفرقة الرابعة
Syrian-4thDIV-TRF.svg
Marcatura di colore verde posta sui veicoli della divisione
Descrizione generale
Attiva1984-oggi
NazioneSiria Siria
ServizioEsercito arabo siriano
TipoDivisione corazzata
RuoloTruppe d'assalto
Dimensione14.000 uomini (2012)[1][2]
Guarnigione/QGDamasco
EquipaggiamentoT-72
Missili terra-aria
Mil Mi-24
Battaglie/guerreGuerra civile siriana
Assedio di Dar'a
Assedio di Rastan e Talbiseh
Assedio di Jisr a-Shughur[3]
Assedio di Baniyas
Rivolte del Governatorato di Idlib
Assedio di Homs[4]
Rivolte di Damasco del 2011-2012
Battaglia di Damasco
Battaglia di Aleppo
Battaglia di Zabadani (2015)
Offensiva del Rif Dimashq (giugno-agosto 2016)
Offensiva del Khan al-Shih (ottobre-novembre 2016)
Assedio di Wadi Barada
Offensiva di Qaboun (2017)
Offensiva di Jobar del 2017
Offensiva di Beit Jinn
Battaglia di Harasta (2017-2018)
Offensiva della Siria Nord-occidentale (ottobre 2017-febbraio 2018)
Battaglia di Khasham (2018)
Offensiva della Siria Nord-occidentale (2019-in corso)
Comandanti
ComandanteGenerale di divisione
Maher al-Assad
(de facto)[5]
Maggior generale
Mohamed Ali Durgham
(de jure)
Comandante dell'ufficio della riservaGenerale
Ghassam Belai[6]
Comandanti di brigataGenerale di divisione
Maher al-Assad
(42ª brigata)
Generale di brigata Jawdat Ibrahim Safi
(154º reggimento)
Generale di brigata
Jamal Yunes
(555º reggimento)
Hayel al-Assad
(Comandante della polizia militare)
Kifah Moulhem
Simboli
Mostrina da spalla della 4ª divisione corazzataSyrian 4th Armoured Division SSI.svg
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La 4ª Divisione Corazzata in (arabo: الفرقة الرابعة, Al-Firqa ar-Rābiʿah) è una divisione d'élite dell'Esercito arabo siriano, il cui principale compito è di proteggere il governo siriano da minacce interne ed esterne.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

la divisione ha le sue origini nelle Compagnie di difesa siriane comandante dal generale Rifa'at al-Assad. Dopo l'espulsione di Rifa'at dalla Siria nel 1984, le compagnie di difesa sono state riorganizzate nella 569ª divisione corazzata, e in seguito nella 4ª divisione corazzata.

la 4ª divisione corazzata è considerata come la migliore addestrata ed equipaggiata unità dell'Esercito arabo siriano. La 4ª divisione corazzata, la Guardia repubblicana e il Direttorato d'Intelligence militare costituiscono il cuore delle forze di sicurezza della Siria. Come risultato, la 4ª divisione è composta principalmente da ufficiali provenienti dalla fede alauita come i membri della famiglia Assad.[7] Circa l'80% dei soldati e degli ufficiali della divisione sono di fede alauita e circa il 90% dei soldati sono di carriera, in contrasto con i coscritti che rappresentano la maggior parte dell'Esercito siriano.[1]

la divisione ha base a sud di Damasco, che copre circa 91 chilometri di spazio e che include diversi bunker di montagna. La sua principale entrata e localizzata vicino ad un villaggio chiamato Al Horjelah.

Ordine di battaglia[modifica | modifica wikitesto]

  • 40ª brigata corazzata
  • 41ª brigata corazzata
  • 42ª brigata corazzata
  • 138ª brigata meccanizzata
  • 154º reggimento d'artiglieria
  • 63º reggimento d'artiglieria
  • 555º reggimento di forze speciali (aviotrasportato)
  • leoni di protezione (commandos), formato nel maggio del 2014
  • Scudo nazionale
  • Harakat Hezbollah al-Nujaba[8]

Ruolo nella guerra civile siriana[modifica | modifica wikitesto]

durante la Guerra civile siriana, la 4ª divisione corazzata ha assunto un ruolo chiave nel tentativo di reprimere l'insurrezione, venendo inviata a reprimere le proteste nella città di Dar'a, la città costiera di Banias, la provincia centrale di Homs e nella provincia nord di Idlib. Gli ufficiali alauiti provenienti dalla 4ª divisione corazzata sono stati spostati in altre formazioni dell'Esercito siriano, in un tentativo da parte del governo di tenere sott'occhio e di tenere saldamente sotto controllo alcune formazioni di prevalenza sunnita[9], con gli ufficiali da relatori riguardo alla paura delle divisioni di inviare i soldati in prima linea.

Sia la 4ª divisione corazzata che i suoi componenti sono stati accusati di compiere abusi di diritti umani durante l'insurrezione siriana, come ad esempio arresti arbitrari e percosse, e la fucilazione di protestanti inermi.[10] L'uso di questi metodi da parte dei militari siriani ha causato sanzioni e divieti di viaggio a diversi ufficiali della divisione.

a luglio del 2013 un articolo di giornale controllato dal governo siriano ha affermato che Maher al-Assad è comandante delle truppe ad Aleppo e nel teatro d'operazione di Homs.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Syrian Rebel Leader to Haaretz: Assad's Opposition Will Secure Chemical Weapons, 28 maggio 2012. URL consultato il 1º settembre 2019.
  2. ^ (EN) Kofi Annan's plan is destined to fail, 27 marzo 2012.
  3. ^ (EN) Syria’s army holds the key to Assad regime’s future, 13 giugno 2011. URL consultato il 1º settembre 2019.
  4. ^ (EN) Elite Syrian troops sent to embattled Homs, 28 febbraio 2012. URL consultato il 1º settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2012).
  5. ^ (EN) US imposes sanctions against Syria's intelligence service, officials Read more at: https://www.sify.com/news/us-imposes-sanctions-against-syria-s-intelligence-service-officials-news-international-le4mamfjjca.html?ref=false, 30 aprile 2011. URL consultato il 1º settembre 2019.
  6. ^ (EN) COUNCIL REGULATION concerning restrictive measures in view of the situation in Syria and repealing Regulation (EU) No 442/2011, 9 dicembre 2011.
  7. ^ (EN) 'The enforcer' who heads Syria’s dreaded army division, 1º marzo 2012. URL consultato il 1º settembre 2019.
  8. ^ (EN) Harakat al-Nujaba': Interview, 5 settembre 2018. URL consultato il 1º settembre 2019.
  9. ^ (EN) Syrian fighters withdraw from Homs district, 1º marzo 2012. URL consultato il 1º settembre 2019.
  10. ^ (EN) “By All Means Necessary!”,Individual and Command Responsibility for Crimes against Humanity in Syria, 15 dicembre 2011. URL consultato il 1º settembre 2019.
  11. ^ (EN) Report: Maher al-Assad Commanding Homs Assault (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2015).
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