3DO Interactive Multiplayer

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da 3DO)
Jump to navigation Jump to search
3DO Interactive Multiplayer
console
3do logo.jpg
3D0 game console.jpg
Un 3DO Interactive Multiplayer di Panasonic
ProduttorePanasonic
LG Group
Creative Technology
Sanyo
Tipoconsole a 32 bit
GenerazioneQuinta
Presentazione
alla stampa
6 giugno 1993
In vendita4 ottobre 1993
Dismissione31 dicembre 1996
Unità vendute5 milioni
Gioco più diffusoGex (videogioco)
1.500.000 di unità
Predecessorenessuno
SuccessoreM2 (mai messo in commercio)
Caratteristiche tecniche
Supporto di
memoria
CD-ROM
Dispositivi
di controllo
joypad

3DO Interactive Multiplayer (meglio noto come 3DO) è una console presentata nel 1993 e commercializzata verso la fine dello stesso anno da Panasonic, GoldStar, Sanyo e Creative Technology.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppata dalla The 3DO Company da un'idea di Trip Hawkins dopo aver abbandonato la Electronic Arts, la produzione della console veniva affidata in licenza alle diverse società, unite in consorzio, che avevano progettato e sviluppato la console basandosi sulle specifiche tecniche concepite dalla New Technology Group, società gestita da Dave Needle e R. J. Mical. Sebbene AT&T, Samsung e Toshiba avessero ottenuto le licenze necessarie, decisero di non lanciare mai le proprie versioni del sistema. Inoltre, gli obiettivi iniziali di Hawkins erano Matsushita, Sony e Philips, leader del settore CD. Mentre la prima accettò, le altre rifiutarono avendo già in sviluppo una propria macchina (Sony) o perché disinteressate alla faccenda (Philips). Tom Kalinske, numero uno della divisione americana di SEGA, confermò inoltre che, dopo aver saputo delle specifiche del 3DO, la compagnia tentò di ottenere in esclusiva la licenza del sistema, per sostituire il Mega Drive. New Technology Group però non volle accettare, avendo già accordi con molti partner, che avrebbero garantito maggiore ritorno economico rispetto ad un'unica trattativa con SEGA. La console si rivelò uno dei maggiori flop commerciali nel campo videoludico: questo perché nonostante la sua potenza i suoi creatori la fecero distribuire alle terze parti. Questo diede vita a numerosi cloni, ma che presentavano alcune differenze fra loro; per questo motivo i compratori, non riuscendo bene a identificare la console con un solo marchio, furono scoraggiati. In aggiunta, la console era stata progettata per non essere una console normale, ma una d'élite e il suo prezzo oscillava tra i 599-699$ e molti decisero di acquistare console magari poco meno potenti, ma più economiche. La produzione cessò definitivamente nel 1996.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dettami stabiliti dal consorzio, la macchina doveva disporre di un lettore di CD-ROM a doppia-velocità di trasferimento dati a 300 kB/s con un buffer con RAM da 32 kB, e di un sistema operativo multitasking a 32 bit.

Panasonic, le cui versioni erano conosciute come R•E•A•L, fu la più intraprendente, esordendo subito sul mercato con lo "FZ-1". Disponibile alla cifra di 699.99 dollari, si identificava nella fascia alta del mercato e si distingueva per una buona qualità costruttiva. Ad esso fece seguito lo "FZ-10", variante low-cost, molto meno pregiata ed al prezzo di 499.99 dollari. Infine, solo per il mercato giapponese, arrivò il controverso "ROBO": un 3DO con un lettore a cinque dischi, molto raro e dai prezzi assai proibitivi.

GoldStar invece decise sin da subito di puntare su una versione economica, conosciuta come GDO. Ne uscirono in tutto tre incarnazioni. Dapprima arrivò, solo per il mercato sudcoreano, il "101", simile nell'aspetto allo FZ-1 di Panasonic. Seguì subito il "101M", per il mercato nordamericano ma, soprattutto, per quello europeo, dal design più originale. Infine, solo in Corea del Sud, fu disponibile il "203P", simile a PlayStation. In ogni caso, tutte e tre le varianti si cotraddistinguevano per una scarsa qualità di assemblaggio e per il basso costo, pari a 399.99 dollari.

Dal canto suo Sanyo piazzò il sistema nei soli negozi di elettronica specializzati, concependolo come hardware high-tech. In effetti questo modello, noto come TRY, era superiore agli altri in ogni suo aspetto. La decisione di venderlo a prezzi esorbitanti, superiori al migliaio di dollari, unita al fatto che fosse acquistabile solo in Giappone, rende questo 3DO il più raro e ricercato dai collezionisti.

Infine Creative Technology optò nel proporlo come scheda video per PC, chiamandolo Blaster. Permetteva, in linea con le altre schede acceleratrici, di donare prestazioni all'avanguardia ai computer, fornendo inoltre un'interfaccia CD-ROM integrata ed il joypad, rendendo di fatto eseguibili su PC i giochi 3DO. Rispetto ad altre schede ISA, tale tecnologia era però più costosa, piazzandosi sui 599.99 dollari.

In Giappone inoltre, alcuni gestori di sale giochi, incastonarono alcuni FZ-1 di Panasonic in dei cabinati, spacciandoli per macchine arcade. In realtà erano loro a cambiare disco ogni volta che ce ne fosse bisogno, rendendo di fatto multiuso questi coin-op.

I giochi ed il software sviluppato erano, chiaramente, eseguibili su ciascuno di questi modelli. La volontà di enfatizzare i nuovi supporti CD, fece sì che molti titoli presentassero filmati in full motion video che contribuirono, insieme con uno sviluppo spesso veloce ed approssimativo, ad abbassare drasticamente la qualità dell'intera softeca. Nonostante ciò, non mancarono i bei giochi, da Doom a Gex, passando per Alone in the Dark e Wing Commander III.

Specifiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Processore[modifica | modifica wikitesto]

Scheda di sistema[modifica | modifica wikitesto]

  • Velocità bus di 50 Mbit/s
  • 36 canali DMA
  • 2 MB di RAM principale[1]
  • 1 MB di VRAM[1]
  • 2 porte di espansione

Video[modifica | modifica wikitesto]

  • Risoluzione 640×480 (interpolata), 320×240 (effettiva) a 60 Hz per la versione NTSC e 768×576 (interpolata), 384×288 (effettiva) a 50 Hz per la versione PAL con una palette di colori a 16-bit (da 24 bit) oppure a 24 bit con colori originali.[2]
  • 2 co-processori video con capacità di produrre 9-16 milioni di pixels per secondo (36-64 megapix/s interpolati), distorsioni, ridimensionamenti, rotazioni e texture mappate.

Audio[modifica | modifica wikitesto]

  • 16 bit stereofonico[1]
  • Frequenza di campionamento di 44,1 kHz[1]
  • Supporto del Dolby Surround
  • DSP personalizzato a 20 bit – accumulatore a 20 bit con registri di parametro 16 bit per una maggior precisione

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Which Game System Is the Best?, in Next Generation (Imagine Media), nº 12, dicembre 1995.
  2. ^ (EN) 3DO FAQ – Classic Gaming, su www.webcitation.org. URL consultato il 6 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2012).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Videogiochi Portale Videogiochi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Videogiochi