36º Stormo

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36º Stormo
Ensign of the 36º Stormo of the Italian Air Force.png
Descrizione generale
Attivodal 1º febbraio 1938 ad oggi
NazioneItalia Italia
Italia Italia
ServizioLesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svgRegia Aeronautica
Coat of arms of the Italian Air Force.svgAeronautica Militare
TipoStormo
Compitidifesa aerea
Sedeaeroporto di Gioia del Colle
VelivoliEF-2000 "Typhoon"
MottoCon l'ala tesa a gloria o morte
Decorazioni1 Valor militare gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al valor militare
2 Valor militare silver medal BAR.svg Medaglie d'argento al valor militare
Parte di
Reparti dipendenti
Comandanti
colonnelloBruno Levati

fonte Coccarde Tricolori 2010[1]

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Il 36º Stormo è un reparto da caccia dell'Aeronautica Militare dotato di velivoli Eurofighter Typhoon. Dipende gerarchicamente dal Comando delle forze da combattimento di Milano e oggi ha sede presso l'aeroporto di Gioia del Colle.

Ensign of the 36º Stormo of the Italian Air Force.png

Lo stormo, intitolato alla memoria del colonnello pilota Riccardo Hellmuth Seidl è costituito da due gruppi: il X Gruppo C.I.O. "Francesco Baracca" ed il 12º Gruppo caccia (caccia intercettori ognitempo). Il XII Gruppo è alle dipendenze del 36º Stormo fin dalla sua ricostituzione, avvenuta nel 1966, mentre il X Gruppo è entrato a farne parte nel 2010.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 36º Stormo da bombardamento terrestre fu creato il 1º febbraio 1938 sull'aeroporto di Bologna-Borgo Panigale e aveva in dotazione i trimotori da bombardamento Savoia-Marchetti SM.79 e Savoia-Marchetti SM.81.

Lo Stormo partecipa alla II Guerra Mondiale prima come reparto da bombardamento, dislocato sul campo di Castelvetrano e operando su Tunisia e Malta, poi dopo essere rientrato in Italia è trasformato in reparto aerosilurante ed opera contro la flotta inglese dalla base di Decimomannu.

Dal 1 novembre 1948, a causa delle clausole armistiziali, lo Stormo assume la denominazione di 36º Stormo trasporti, su Cant. Z.1007bis,Savoia Marchetti S.82 e FIAT G.12, ed opera dall'aeroporto di Guidonia (Roma), dove resterà fino alla primavera del 1953, quando verrà trasferito a Latina.

Il 12 giugno 1955 il 36º Stormo viene chiuso e posto in posizione quadro. L'acuirsi della Guerra fredda e lo scontro tra l'Occidente e il Blocco Sovietico furono alla base della prima rinascita del 36°. Il 1º maggio 1960 viene costituita la 36ª Aerobrigata I.S. (Interdizione Strategica) il cui compito sarà quello di minacciare, con i suoi missili PGM-19 Jupiter, bersagli posti al di là della Cortina di ferro.

La Brigata viene dislocata a Gioia del Colle e le sue basi missilistiche vengono stanziate su tutto il territorio delle Murge. I missili verranno ritirati nel 1963, dopo la Crisi di Cuba e gli accordi tra John F. Kennedy e Nikita Kruscev. Il 10 luglio 1963 la 36ª Aerobrigata viene collocata in posizione quadro. Sull'aeroporto di Gioia del Colle rimane il XII Gruppo Caccia che, insieme al 156° Gruppo, dal 1° giugno 1966 ricostituisce il 36° Stormo, questa volta in versione caccia.

Tra gli aerei in forza allo stormo nel passato, l' F86K (al XII Gruppo), l'F84F (al 156º Gruppo), l'F104 (per entrambi i gruppi volo), il Panavia Tornado assegnato al 156º gruppo CBOC Le Linci in forza al 36° fino al 2008, l'F3 Tornado ADV, assegnato al XII dal 1995 al 2004. Nel 1969 arriva Lamberto Bartolucci come vice comandante diventandone il comandante nel 1970.

Dal 29 giugno 1999 al 1° marzo 2001 ha fatto parte del 36° anche il XXI Gruppo Caccia "Le Tigri".

Dal 1º ottobre 2007 la linea di volo è costituita dall'Eurofighter Typhoon.

Il 1° luglio 2008 il 156° Gruppo lascia il 36° Stormo per ritornare al 6° Stormo Alfredo Fusco di Ghedi. Due anni dopo, nello stesso giorno, il X Gruppo arriva a Gioia del Colle per affiancare il XII nella missione dello Stormo.

XXI gruppo "Le Tigri" con la livrea speciale degli 80 anni nel 1998
Stemma 12º Gruppo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lista dei reparti, in Coccarde Tricolori 2010, 2010, pp. 129-130.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]