26P/Grigg-Skjellerup
Cometa 26P/Grigg-Skjellerup | |
|---|---|
| Stella madre | Sole |
| Scoperta | 23 luglio 1902 e 17 maggio 1922 |
| Scopritore | J. Grigg e J. F. Skjellerup |
| Designazioni alternative | 1808 III; 1902 II; 1922 I; 1927 V; 1932 II; 1937 III; 1942 V; 1947 II; 1952 IV; 1957 I; 1961 IX; 1967 I; 1972 II; 1977 VI; 1982 IV;1987 X; 1992 XVIII |
| Parametri orbitali | |
| (all'epoca 2461000,5 21 novembre 2025[1]) | |
| Semiasse maggiore | 3,0142 au |
| Perielio | 1,083 au |
| Afelio | 4,9454 au |
| Periodo orbitale | 5,233 anni |
| Inclinazione orbitale | 22,4416° |
| Eccentricità | 0,6407 |
| Longitudine del nodo ascendente | 211,5282° |
| Argom. del perielio | 2,1152° |
| Par. Tisserand (TJ) | 2,804[2] (calcolato) |
| Ultimo perielio | 24 dicembre 2023[3] |
| Prossimo perielio | 18 marzo 2029[3] |
| MOID da Giove | 0,0058 au[2] |
| Dati fisici | |
| Dimensioni | 2,6 km (diametro)[2] |
| Dati osservativi | |
| Magnitudine ass. |
|
26P/Grigg-Skjellerup, a volte indicata anche come Cometa Grigg-Skjellerup è una cometa periodica del Sistema solare, appartenente alla famiglia delle comete gioviane[4] inizialmente scoperta il 23 luglio 1902 dal neozelandese John Grigg a Thames[2] e successivamente nel 1922 da John Francis Skjellerup, un australiano che allora viveva e lavorava da circa due decenni in Sud Africa, dove è stato uno dei membri fondatori della Società Astronomica del Sud Africa.[5]
La cometa ha un diamtero stimato di 2,6 km.[2]
Si ritiene che tra i suoi componenti vi sia la brownleeite individuata nelle polveri del suo sciame ricadute verso la Terra.[6]
Osservazioni
[modifica | modifica wikitesto]John Grigg osservò per la prima volta la cometa il 23 luglio 1902 mentre questa era già in fase di allontanamento dopo il perielio avvenuto il precedente 3 luglio. Il maltempo permise a Grigg solo osservazioni sporadiche il 24, il 27 il 30 luglio e il 2 e 3 agosto. Inoltre per un disguido la sua comunicazione dell'avvistamento, effettuata dopo l'osservazione del 27 luglio, non raggiunse per tempo la Società Astronomica e quindi non si poterono aggiungere i dati di altri osservatori.[5][3]
Con i soli dati raccolti da sé, Grigg potè escludere che fosse il ritorno di un oggetto già noto ma non gli fu possibile determinare con accuratezza l'orbita, tanto che la valutò parabolica escludendo così che fosse periodica. La cometa passo inosservata nei successivi tre perielii del 1 giugno 1907, 29 maggio 1912 e 22 maggio 1917. Il 17 maggio 1922, John Francis Skjellerup, individuò un oggetto, due giorni dopo il perielio, e la sua comunicazione attivò l'osservazione del corpo celeste da più parti del globo: già prima di fine mese era stato accertato che si trattasse di una cometa periodica di breve periodo, mentre a metà giugno Robert Treat Crawford e William Frederick Meyer avevano individuato la possibile correlazione con la cometa scoperta vent'anni prima da Grigg.[5][3]
Solo con il passaggio al perielio del 10 maggio 1927 fu definitivamente possibile accertare la corrispondenza con la cometa di Grigg.[5][3]
Da allora, e fino al 1997, furono osservati tutti i successivi passaggi al perielio: 10 maggio 1927, 12 maggio 1932, 23 maggio 1937, 23 maggio 1942, 18 aprile 1947, 11 marzo 1952, 2 febbraio 1957, 31 dicembre 1961, 16 gennaio 1967, 2 marzo 1972, 11 aprile 1977, 14 maggio 1982, 18 giugno 1987, 22 luglio 1992 e 30 agosto 1997.[3]
Il successivo transito del 29 novembre 2002 avvenne con una geometria sfavorevole che ne impedì l'osservazione.[5][3]
Dopo di allora la cometa è stata nuovamente osservata per i perieli del 23 marzo 2008, 6 luglio 2013, 1 ottobre 2018 e 25 dicembre 2023.[3]
Inoltre uno studio di Ľubor Kresák del 1987 ha evidenziato che la cometa Grigg-Skjellerup corrisponde ragionevolmente all'oggetto osservata da Jean-Louis Pons nel marzo del 1808.[5]
Esplorazione
[modifica | modifica wikitesto]Avendo nel 1992 il perielio in prossimità dell'orbita della Terra, la cometa fu facilmente raggiungibile per la missione Giotto, il cui obiettivo primario era stato lo studio della cometa di Halley.[7]
Il massimo avvicinamento della sonda alla cometa Grigg-Skjellerup, avvenuto il 10 luglio 1992, è stato di 200 km, inferiore rispetto alla distanza minima raggiunta dal nucleo della cometa di Halley.[7]
Pur non potendo raccogliere immagini del nucleo della cometa, in quanto la macchina fotografica della sonda era andata distrutta durante l'incontro del 1986 con Halley, il sorvolo fu un successo e permise l'acquisizione di numerose informazioni sull'ambiente in prossimità di una cometa.[7]
Variazioni dei parametri orbitali
[modifica | modifica wikitesto]La cometa ha spesso subito l'influenza gravitazionale del pianeta Giove, che ne ha alterato considerevolmente l'orbita. Per esempio, la sua distanza perielica è cambiata da 0,77 UA nel 1725 a 0,89 UA nel 1922, a 0,99 UA nel 1977, fino a 1,12 UA nel 1999.[5]
Sciame meteorico
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1972 si scoprì che la cometa è responsabile dello sciame meteorico delle Pi Puppidi, che ha il suo picco attorno al 23 aprile: lo sciame è osservabile solo da osservatori posti nell'emisfero australe. Lo sciame è più intenso negli anni in cui la cometa passa al perielio.[5]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ I dati di 26P/Grigg-Skjellerup dal sito MPC.
- 1 2 3 4 5 6 I dati di 26P/Grigg-Skjellerup dal sito JPL.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 I dati di 26P/Grigg-Skjellerup dal sito di Seiichi Yoshida.
- ↑ (EN) List of Jupiter-Family and Halley-Family Comets, su physics.ucf.edu. URL consultato il 7 settembre 2008.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) La cometa 26P/Grigg-Skjellerup sul Gary W. Kronk's Cometography
- ↑ (EN) K. Nakamura-Messenger, Keller L. P., Clemett S. J., Jones J. H., Palma R. L., Pepin R. O., Klöck. W., Zolensky M. E., Messenger S. anno=2008, New manganese silicide mineral phase in an interplanetary dust particle (PDF), in Lunar and Planetary Science, vol. 39, pp. 2103-2103. URL consultato il 24 gennaio 2013.
- 1 2 3 (EN) Giotto incontra la cometa Grigg-Skjellerup sul sito dell'ESA
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su 26P/Grigg-Skjellerup
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) 26P/Grigg-Skjellerup - Dati riportati nel database dell'IAU, su minorplanetcenter.net, Minor Planet Center.
- (EN) 26P/Grigg-Skjellerup - Dati riportati nello Small-Body Database, su ssd.jpl.nasa.gov, Jet Propulsion Laboratory.
- (EN) 26P/Grigg-Skjellerup - Dati riportati sul sito di Kazuo Kinoshita, su jcometobs.web.fc2.com.
- (EN) 26P/Grigg-Skjellerup - Dati riportati sul sito di Seiichi Yoshida, su aerith.net.
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh93006807 · J9U (EN, HE) 987007539562705171 |
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