250. Infanterie-Division

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250. Infanterie-Division
Spanische Legion 3 Bat.jpg
Descrizione generale
Attiva 1941 - 1943
Nazione Flag of the NSDAP (1920–1945).svg Germania nazista
Flag of Spain (1938 - 1945).svg Spagna franchista[1]
Alleanza Asse
Tipo Unità di fanteria formata da volontari spagnoli
Dimensione circa 50.000 uomini
(nel corso della guerra)[2]
Soprannome División Azul o Blaue Division
Battaglie/guerre Assedio di Leningrado
Comandanti
Degni di nota Flag of Spain (1938 - 1945).svg Agustín Muñoz Grandes
Flag of Spain (1938 - 1945).svg Emilio Esteban Infantes
Flag of Spain (1938 - 1945).svg Ramón Serrano Súñer

Fonti nel testo

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

La 250. Infanterie-Division della Wehrmacht, meglio conosciuta come Divisione Blu (in spagnolo: División Azul o Blaue Division per l'esercito tedesco), è stata una delle unità di volontari spagnoli che hanno servito dal 1941 e ufficialmente fino al 1943, nelle forze dell'Asse durante la seconda guerra mondiale, soprattutto nel fronte orientale contro l'Unione Sovietica.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Pur non essendo entrata in guerra nel secondo conflitto mondiale, la Spagna non restò neutrale ma si dichiarò "non belligerante" nel giugno 1940[3] e permise ai propri cittadini che volevano arruolarsi come volontari di prestare servizio nell'esercito tedesco. Le Potenze dell'Asse avevano già inviato volontari durante la guerra civile spagnola (cfr. Legione Condor e Corpo Truppe Volontarie).

Il ministro degli esteri del tempo, Ramón Serrano Súñer, propose la creazione di un corpo volontario all'inizio dell'Operazione Barbarossa e Franco inviò una formale offerta di aiuto a Berlino. Hitler approvò l'impiego di volontari spagnoli il 24 giugno 1941. Essi furono raccolti presso le bandiere di tutte le caserme delle aree metropolitane in Spagna. Molti furono i cadetti della Scuola Ufficiali di Saragozza.

Inizialmente, il governo spagnolo progettò l'invio di circa 4.000 uomini, ma venne positivamente sconfessato accorgendosi dell'adesione di un numero talmente alto di volontari che formò un'intera divisione: 18.104 uomini, tra cui 2.200 ufficiali. Il cinquanta per cento di ufficiali e soldati erano militari di carriera, molti di loro falangisti veterani della Guerra Civile, mentre tra i civili molti erano studenti provenienti da varie università. Il generale Agustín Muñoz Grandes, segretario general del Movimiento, fu inizialmente nominato alla guida dei volontari, poi successivamente sostituito da Emilio Esteban Infantes.

Non potendo utilizzare l'uniforme dell'esercito spagnolo, fu adottata un'uniforme simbolica che comprendeva il rosso dei berretti carlisti, pantaloni di colore cachi utilizzati dalla Legione spagnola e l'azzurro delle camicie falangiste, per il quale venne chiamata Divisione Blu. Questa uniforme è stata utilizzata solo durante le parate in Spagna: sul campo di battaglia i soldati utilizzavano l'uniforme grigioverde della Wehrmacht, leggermente modificata per la visualizzazione sulla parte superiore della manica destra e sul lato destro dell'elmetto della parola 'España' con i colori nazionali spagnoli.

Il 13 luglio 1941 partì da Madrid per Grafenwöhr (Baviera) il primo treno di volontari per cinque settimane di istruzione. A questi primi inviati fu data la denominazione di 250. Einheit spanischer Freiwilliger ('250ª Divisione volontaria spagnola'), inizialmente divisa in quattro reggimenti di fanteria. Per rispettare l'organizzazione nell'esercito tedesco uno dei reggimenti fu eliminato e le sue truppe distribuite nei restanti tre. I reggimenti presero il nome delle tre città spagnole da cui provenivano la maggior parte dei volontari: Barcellona, Valencia e Siviglia[senza fonte]. Ogni reggimento aveva tre battaglioni, formati da quattro compagnie ciascuno, così come un reggimento di artiglieria era formato da quattro gruppi: tre gruppi composti ciascuno da tre batterie leggere da 105 mm dotati di obici leFH 18, ed un gruppo su tre batterie pesanti da 150 mm. Nell'organico divisionale era inoltre inserito un battaglione anticarro su due compagnie, per un totale di 12 cannoni anticarro Pak 36 da 37 mm, un battaglione genio, un battaglione da ricognizione, un battaglione trasmissioni, ciascuno su tre compagnie.

Aviatori volontari costituirono la Squadriglia Blu (Escuadrilla Azul), equipaggiata con caccia Messerschmitt Bf 109 e Focke-Wulf Fw 190 che contribuì allo sforzo bellico con l'abbattimento di 156 velivoli sovietici.

Il 20 agosto, dopo aver prestato il giuramento (modificato appositamente per elencare in particolare la lotta contro il comunismo), la Divisione fu inviata sul fronte orientale. Fu trasportata in treno fino a Suwałki in Polonia, da cui dovette poi proseguire a piedi. Dopo aver avanzato verso Smolensk, fu deviata per partecipare all'assedio di Leningrado, unendosi alla XVI armata tedesca.

Battesimo del fuoco[modifica | modifica wikitesto]

La Divisione Blu subì pesanti perdite nell'Assedio di Leningrado, a causa tanto della lotta quanto dell'azione del freddo. A partire da maggio 1942 arrivarono dalla Spagna altre truppe a coprire le perdite ed alleviare i combattenti feriti. Complessivamente fino a 46.000 volontari servirono sul fronte orientale, tra i quali circa 24.000 reclute. Molti sono stati decorati per l'azione ed il coraggio sia dall'esercito spagnolo che da quello tedesco.

Dopo la caduta del fronte nella Battaglia di Stalingrado la situazione è cambiata e più truppe tedesche sono state utilizzate in luogo degli Spagnoli. Ciò ha coinciso con il cambiamento di comando della divisione, che venne assegnato al generale Emilio Esteban Infantes. Infine gli Alleati cominciarono ad esercitare pressioni su Franco per ritirare le truppe volontarie. Il governo spagnolo tornò neutrale e i negoziati avviati da lui alla fine del 1943 si conclusero con un ordine per il rimpatrio graduale a partire dal 10 ottobre.

Gli ultimi spagnoli nelle file del Terzo Reich[modifica | modifica wikitesto]

Tra 1.500 e 3.000 soldati spagnoli rifiutarono di seguire l'ordine di Franco e tornare in madrepatria. Ci furono volontari Spagnoli anche in altre unità tedesche, soprattutto nelle Waffen-SS (SS 101), ed anche dopo il 1943 nuovi volontari continuarono ad affluire sul fronte orientale attraversando la frontiera spagnola clandestinamente a Lourdes, Francia. Anche queste nuove unità venivano chiamate Divisione Blu. Gli spagnoli rimasero inizialmente inquadrati nella 121ª Divisione di fanteria e rientrarono in Spagna il 21 giugno 1944, solo dopo il secondo appello di rimpatrio del marzo 1944.

Il resto dei volontari fu raggruppato in altre unità tedesche, come la 3ª Divisione di montagna e la 357ª Divisione di fanteria. Un'altra unità fu inviata in Lettonia. Due compagnie furono unificate con il reggimento della 121ª Divisione brandemburghese in Iugoslavia per combattere i partigiani di Tito. Cinquanta spagnoli espatriarono nei Pirenei per lottare contro la resistenza francese. La 101ª compagnia Spanische Freiwilligen Kompanie delle SS, 140 uomini, composta di quattro plotoni di fucilieri e un plotone di ufficiali, fu assegnata alla 28. SS-Freiwilligen-Grenadier-Division der SS "Wallonien" ed impegnati nella lotta contro l'esercito sovietico in Pomerania.

Più tardi, come parte della 11. SS Freiwilligen-Panzergrenadier-Division "Nordland", al comando dello SS-Haupsturmführer Miguel Ezquerra, combatterono gli ultimi giorni della guerra contro le truppe sovietiche nella Battaglia di Berlino.

Bilancio[modifica | modifica wikitesto]

Monumento in ricordo dei Caduti della Division Azul

In totale, circa 47.000 soldati servirono nella Divisione Blu in Russia. Il numero delle perdite ammonta a 4.954 morti e i feriti a 8.700. Le forze russe catturarono 372 prigionieri di questa divisione, tra cui anche alcuni volontari della SS 101 Spanische Freiwilligen Kompanie. Di questi, 286 sono stati tenuti in prigionia fino al 1954, quando arrivarono al porto di Barcellona il 2 aprile, trasportati dalla oramai famosa nave Semiramis, noleggiata dalla Croce Rossa.

Decorazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il contributo militare della Divisione Blu a fianco del Terzo Reich nella guerra sul fronte orientale contro l'Unione Sovietica può essere testimoniato dal numero di medaglie e decorazioni ai soldati e gli ufficiali:

Battaglie[modifica | modifica wikitesto]

Battaglie in cui la Divisione Azzurra (o i suoi veterani) ha partecipato:

Ordine di battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Totale di 17.046 uomini, cosi suddivisiː

  • Stato Maggiore divisionale = 189 uomini
  • 262° Regg. Fant. = 3012 uomini
  • 263° Regg. fant. = 3012 uomini
  • 268° Regg. fant. = 3012 uomini
  • gruppo anticarro = 574 uomini
  • 250° regg. art. = 2793 uomini
  • 250° batt. riserva = 601 uomini
  • gruppo artigl. = 531 uomini
  • gruppo trasm. = 511 uomini
  • genieri = 712 uomini
  • servizio trasp. = 1034 uomini
  • servizio amm. = 257 uomini
  • servizio medico = 518 uomini
  • servizio veterinario = 237 uomini
  • Polizia Militare = 33 uomini
  • Posta Militare = 18 uomini

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ De facto. La Spagna franchista fu uno stato "non belligerante", ma consentì a volontari del proprio paese di prendere parte alla guerra nelle file della Wehrmacht.
  2. ^ http://www.feldgrau.com/InfDiv.php?ID=163
  3. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/non-belligeranza_(Enciclopedia-Italiana)/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Miguel Ezquerra, Berlino: a vida o muerte, Ritter, Milano, 2004.
  • Torcuato Luca de Tena Ambasciatore per l'inferno. Le memorie del capitano Palacios: (Undici anni di prigionia in Russia), Ed. Homo legens, 2006. ISBN 84-934595-7-7
  • Giuseppe Franzo Division Azul, i volontari spagnoli al fronte dell'est, Novantico editrice, Pinerolo, 2005.
  • Giuseppe Franzo e Ernesto Zucconi Divisione 250, Novantico, collana editoriale RomAntico, Pinerolo, 2009.
  • (EN) Jesus Dolado Esteban, Eduardo Ramos Redondo, Eduardo Robles Esteban The Military Intervention Corps of the Spanish Blue Division, Schiffer, 2008.
  • (ES) F. Martinez Canales Leningrado 1941-1944. La Division Azul en combate, Almena, 2009.
  • (ES) Fernando Vadillo División Azul, la gesta militar española del s.XX, Raccolta Hub, Editoriale est-ovest S.L., Madrid, 1991.
  • (ES) G.R. Kleinfeld / L.A. Tambs La división española de Hitler, Ed. San Martín S.L. Madrid, 1983.
  • (ES) J. Scurr / R. Hook La División Azul, voluntarios españoles en Alemania, Collezione Elite truppe, Ediciones del Prado, Madrid, 1994.
  • (ES) Antonio Maria Garcia Galubaia Divisia, Crónica de la División Azul, Ed. Fondo di Studi Sociali, Madrid, 2001.
  • (ES) Jorge Gonzalez Crespo Regalía del III Reich, Editoriale San Martín SL, Madrid, 1995.
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  • (ES) Xavier Moreno Julia La División Azul - Sangre Española en Rusia, Ed. Critica, Barcellona, 2004.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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