22º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre

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22º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre
Ensign of the 22º Gruppo of the Italian Air Force.svg
Lo spauracchio, simbolo del 22º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre
Descrizione generale
Attiva5 luglio 1918
NazioneItalia Italia
Italia Italia
ServizioRA-emblem.png Servizio Aeronautico
Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svgRegio Esercito
Regia Aeronautica
Coat of arms of the Italian Air Force.svg Aeronautica Militare
Tipogruppo di volo
campo voloAeroporto di Brescia-Ghedi
Campo di aviazione di Busiago
Velivoli storiciCaproni Ca.40
Macchi M.C.200
Reggiane Re.2001
Battaglie/guerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Decorazionimedaglia d'argento al valor militare
medaglia di bronzo al valor militare
Parte di
Reparti dipendenti
359ª squadriglia
362ª squadriglia
369ª squadriglia
371ª squadriglia
Comandanti
Degni di notaManlio Biccolini
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Il 22º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre, o semplicemente 22º Gruppo Caccia, fu un gruppo della Regia Aeronautica che combatté sul fronte russo durante la seconda guerra mondiale. Il 22º Gruppo venne inviato al fronte nell'estate del 1941 con quattro squadriglie formate da piloti veterani, la 359ª, 362ª, 369ª e la 371ª. Il Gruppo restò al fronte sino al maggio 1942, quando venne sostituito dal 21º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre. A partire dal 1953 il 22º Gruppo venne annesso al 51º Stormo della rifondata Aeronautica Militare della Repubblica italiana.

La prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il XXII Gruppo nasce il 5 luglio 1918 con la 181ª Squadriglia e 182ª Squadriglia di Caproni Ca.40 triplani all'Aeroporto di Brescia-Ghedi al comando del Maggiore Costantino Quaglia alle dipendenze dal 31 di luglio del Comando d'Aeronautica a Disposizione del Comando supremo militare italiano. Il 9 settembre le squadriglie passano alla Regia Marina ed il 20 settembre il gruppo si scioglie. Il 20 ottobre rinasce con la 89ª Squadriglia e 90ª Squadriglia Ansaldo S.V.A. al Campo di aviazione di Busiago di Campo San Martino al Comando del Capitano Francesco Fourquet entrando nella Massa da Bombardamento.

Nel gennaio 1919 diventa Gruppo da Bombardamento Leggero ed agli inizi dell'anno la 89^ e 90^ vanno in Africa per la Campagna di Libia (1913-1921) determinando il probabile scioglimento del gruppo.[1]

Rinasce il 1º luglio 1936 nel 52º Stormo formato dalla 357ª, 358ª e 359ª Squadriglia sui Fiat C.R.32 a Ghedi. Il 16 agosto 1938 si sposta all'Aeroporto di Ciampino Sud.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Al 10 giugno 1940 era all'Aeroporto di Pontedera con la 357ª, 358ª e la 359ª Squadriglia rispettivamente con 9 ed 8 Fiat G.50 e 6 Fiat C.R.32 al comando del Capitano Giovanni Borzoni nel 52º Stormo Caccia Terrestre nella 3º Squadra aerea - SQA3. Il Comando Aviazione del Corpo di spedizione italiano in Russia venne ufficialmente costituito il 29 luglio 1941 sull'aeroporto di Tudora (Botoșani). Il Gruppo atterrò in questo aeroporto il 12 agosto con la 359ª, 362ª, 369ª e la 371ª Squadriglia.

Gli apparecchi erano 51 Macchi M.C.200 che adottavano una mimetizzazione mediterranea: fondo ocra chiaro, con fitto reticolo di macchie irregolari verde opaco, mentre la cappottatura del motore, la fascia sulla fusoliera appena dietro l'abitacolo e il bordo inferiore all'estremità alare erano gialle. Sul bordo d'attacco delle ali apparivano due grossi triangoli bianchi, con la punta rivolta verso l'interno dell'ala. Il numeri identificativi e della squadriglia erano dipinti di nero. I Macchi erano accompagnati da due Savoia-Marchetti S.M.81 e tre Caproni Ca.133 per il supporto logistico. Il 16 agosto arriva anche il 61º Gruppo da Osservazione Aerea con 32 Caproni Ca.311 (34ª, 119ª, e 128ª squadriglia) ed un Savoia-Marchetti S.M.82 per il supporto.

Lo stemma del Gruppo era uno spauracchio su triangolo bianco. Il 27 agosto il Gruppo effettua il battesimo del fuoco abbattendo otto aerei sovietici, due Polikarpov I-16[2] e sei Tupolev SB-2,[3] senza riportare perdite. Nei giorni successivi i sovietici non portarono più in volo i loro apparecchi, troppo vecchi al confronto coi Macchi. Gli italiani pensarono quindi di aver spaventato il nemico, da qui l'adozione dello spaventapasseri che fuma gli aerei nemici, rappresentati da otto stelle rosse.

Il 22º Gruppo rientrò in Italia il 4 maggio 1942 lasciando i velivoli al subentrante 21º Gruppo. A fine giugno verrà rischierato in Sardegna con i nuovi Reggiane Re.2001 e poi in Sicilia, al comando del maggiore Vittorio Minguzzi. Poi il reparto passerà alla difesa di Napoli. A partire dalla primavera del 1943 una delle squadriglie del gruppo, la 362ª, avrà in carico alcuni nuovissimi Reggiane Re.2005 di pre serie, che utilizzerà in missioni di intercettazione assieme ai Macchi M.C. 202, ai Reggiane Re. 2001 e ai Dewoitine D.520 già in carico. Il primo pilota a portare in combattimento il nuovo caccia sarà il comandante del gruppo maggiore Minguzzi.

Nel 1995 ricevette la medaglia d'argento e di bronzo al valor militare per l'attività svolta durante la seconda guerra mondiale.

Dopo la guerra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la guerra, il 22º Gruppo, ribattezzato Gruppo Intercettori, venne integrato nel 51º Stormo e operò con i caccia intercettori F-104S e, dal 1989, F-104ASA. Adelchi Pillinini dal 1956 al 1959 ha volato presso il Gruppo.

Il 25 febbraio 1999 nell'ambito dei provvedimenti volti alla riorganizzazione dell'Aeronautica Militare il gruppo venne posto in "posizione quadro" e gli ultimi velivoli e parte del personale vennero ereditati dal 20º Gruppo del 4º Stormo.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Lo spaventapasseri stemma del gruppo compare nel personaggio di "Testa di Rapa", nel film d'animazione Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999 pag. 49
  2. ^ Chiamati Rata, topo in castigliano, dai piloti italiani che li avevano conosciuti nella guerra di Spagna.
  3. ^ Chiamati Katiuska dai Repubblicani spagnoli e Martin Bomber dai Nazionalisti, in quanto erroneamente attribuiti all'ingegneria statunitense, nonostante gli SB-2 fossero stati esibiti nell'Esposizione Aeronautica di Milano nel 1935.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola Malizia, Ali sulla Steppa, la Regia Aeronautica nella Campagna di Russia, Edizioni dell'Ateneo, 1987, Roma.
  • Dimensione Cielo (Aerei italiani nella 2ª Guerra Mondiale), Volumi 1-2-4-7, Edizioni Bizzarri, Roma.
  • Antonio Ricchezza, La storia illustrata di tutta la campagna di Russia, Volumi 1 e 2, Longanesi & C., 1971, Milano.
  • Angelo Emiliani, Giuseppe F. Ghergo, Achille Vigna, Regia Aeronautica: Balcani e Fronte Orientale, Edizioni Intergest, 1974, Milano.
  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentilli e Paolo Varriale, 1999
  • I Reparti dell'Aeronautica Militare Italiana, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1977.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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