20th Century Man

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20th Century Man
Artista The Kinks
Tipo album Singolo
Pubblicazione 12 dicembre 1971
Durata 3:57 (singolo)
5:57 (album)
Album di provenienza Muswell Hillbillies
Genere Rock
Etichetta RCA Victor 74-0620
Produttore Ray Davies
Registrazione Agosto-settembre 1971, Morgan Studios, Willesden, Londra
Note n. 106 Stati Uniti
The Kinks - cronologia
Singolo precedente
(1971)
Singolo successivo
(1972)

20th Century Man è una canzone scritta dal cantautore britannico Ray Davies, inclusa nell'album Muswell Hillbillies, e pubblicata su singolo negli Stati Uniti dai The Kinks nel dicembre 1971.

Il brano è incentrato su temi sociali quali povertà, mancanza di alloggi, alienazione, welfare state, e altre problematiche dell'epoca moderna.[1]

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

In 20th Century Man, il cantante esprime i suoi rimpianti e preoccupazioni verso il mondo moderno governato dalle macchine e da troppa tecnologia. Inoltre, dichiara di volersene andare via e auspica che l'umanità trovi una soluzione ai problemi portati dal progresso. Nel ritornello afferma consapevolmente di sapere di essere un "uomo del ventesimo secolo" ma di non volere morire qui, in un mondo dove non esiste più privacy e libertà. Torna poi a criticare il presente prendendosela con l'arte moderna dicendo di preferire i vecchi classici come William Shakespeare, Rembrandt van Rijn, Tiziano, Leonardo da Vinci e Thomas Gainsborough.

Il testo del brano è così "retrogrado" che il National Review mise 20th Century Man alla posizione numero 10 nella lista delle 50 canzoni più conservatrici della storia del rock da loro stilata.[2]

Musicalmente la traccia si discosta leggermente dal resto dei brani presenti su Muswell Hillbillies, avendo sonorità più marcatamente rock.

Tracce singolo[modifica | modifica wikitesto]

RCA – 74-0620 - USA
  1. 20th Century Man - 3:57
  2. Skin and Bone - 3:36

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Muswell Hillbillies (1971) (PDF), su Kindskinks.net. URL consultato il 3 ottobre 2016.
  2. ^ John J. Miller, Rockin' the Right, su National Review. URL consultato il 14 gennaio 2016.
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