203/45 Mod. 1897

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Cannone da 203/45 Mod. 1897
EOC 8 in Pattern W
Incrociatore corazzato Garibaldi.jpg
Torre binata di poppa da 203 dell'incrociatore "Garibaldi"
Tipoartiglieria navale/pesante d'assedio
OrigineItalia Italia
Impiego
UtilizzatoriItalia Italia

Argentina Argentina

Giappone Giappone
ConflittiGuerra russo-giapponese
Guerra italo-turca
Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Produzione
ProgettistaElswick Ordnance Company
Data progettazione1897
CostruttoreArmstrong-Pozzuoli
Entrata in servizio1900
Ritiro dal servizio1945
Varianti203/45 D.S.
Descrizione
Peso19,4 t
Lunghezza canna9,141 m
Rigaturadestrorsa costante a 28 righe
Peso proiettile116 kg
Azionamentootturatore a vite interrotta
Velocità alla volata790 m/s
Gittata massima18 000 m
Elevazione-5°/+30°
Angolo di tiro-150°/+150°
Sviluppata daEOC 8 in Pattern W
Sviluppi successivi8 in Type 41
20,3 cm Type 41
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I cannoni da 203/45 erano un cannone navale, prodotto nel Regno d'Italia dalla Armstrong ed impiegato da diverse marine. In seguito alla dismissione delle navi venne impiegato come artiglieria costiera ed in Italia, durante la prima guerra mondiale, anche come artiglieria pesante d'assedio su affusto terrestre De Stefano, con la denominazione 203/45 D.S.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questo cannone derivava dal pezzo inglese EOC 8 in Pattern W[1], armamento secondario per corazzate pre-dreadnought ed incrociatori corazzati negli '90 dell'Ottocento. Fu realizzato dalla Armstrong Withworth negli stabilimenti meccanici di Pozzuoli per Italia, Argentina e Giappone.

Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Un EOC 8 in Pattern W scudato di produzione Elswick Ordnance Company.

Nel 1895 iniziò la realizzazione della fortunata ed eccellente serie di incrociatori corazzati classe "Giuseppe Garibaldi". L'armamento, nonostante alcune differenze tra le varie unità e le varie marine, era incentrato sulle artiglierie di grosso calibro EOC 10 in Pattern R da 254/40 mm e EOC 8 in Pattern W. In particolare le tre unità italiane, ovvero la RN "Garibaldi", la RN "Varese" e la RN "Ferruccio", erano armate con due cannoni da 203/45 Mod. 1897.

I 203/45 costituivano anche l'armamento secondario delle navi da battaglia della Regia Marina classe "Regina Margherita" e classe "Regina Elena", realizzate rispettivamente a partire dal 1898 e dal 1901, ognuna con quattro cannoni in due torri binate corazzate.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale il 203/45 era ancora in servizio in installazione fissa costiera con le batterie costiere della Regia Marina e della MILMART.

Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Delle quattro unità della Armada de la República Argentina, l'ARA "Garibaldi" imbarcavano 2 cannoni da 254 mm e 2 da 203 mm, mentre l'ARA "San Martín" imbarcava 4 cannoni da 203 mm in 2 torri binate.

Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Le due unità giapponesi "Kasuga" e "Nisshin" erano entrambe dotate di due pezzi da 203/45. In conseguenza dell'ottimo comportamento delle due navi durante la guerra russo-giapponese, il pezzo da 204/45 dell'Ansaldo venne riprodotto direttamente in Giappone, con i dati progettuali forniti direttamente dalla Armstrong; denominato nel 1908 8 in/45 Type 41[2] e poi il 5 ottobre 1917 in base al sistema decimale 20 cm Type 41[1], il cannone equipaggiò gli incrociatori classe "Kasuga", "Izumo" e "Chikuma". In seguito alla dismissione di queste navi, i pezzi rimasero in servizio nelle batteria costiere fino alla fine della seconda guerra mondiale[3].

203/45 D.S.[modifica | modifica wikitesto]

Un 203/45 D.S. su affusto "De Stefano", tra i paranchi per incavalcare la bocca da fuoco.
La bocca da fuco da 203/45 mentre viene incavalcata sull'affusto "De Stefano".

Il 203/45 D.S. (o 203 R.M., Regia Marina, sigla che l'esercito posponeva a tutti i suoi pezzi di derivazione navale) era un cannone pesante d'assedio del Regio Esercito, realizzato incavalcando la bocca da fuoco da 203/45 Mod. 1897 su un affusto modello "De Stefano" (D.S.). Questo apparteneva ad una famiglia di affusti ruotati ideati per movimentare ed impiegare i cannoni navali da 254/40, 254B, 305/40 e 305/46 A. Mod. 1909 e quelli di grande calibro come i 305/17 e 210/8 D.S.

La versione da 203 mm era un affusto a cassa con sottoaffusto a lisce, su quattro ruote, con avantreno; in batteria esso scorreva su due lisce (rotaie) inclinate posteriormente verso l'alto, unite tra loro e fissate ad una piattaforma di travi tramite. Era un affusto rigido, quindi l'energia del rinculo veniva dissipata dal movimento retrogrado dell'affusto sulle lisce; essendo queste inclinate, il pezzo tornava poi in batteria per gravità.

Il traino si eseguiva su una sola vettura; l'assale dell'avantreno infatti era munito di ralla e, installate le rotaie a cingolo ideate dal maggiore Crispino Bonagente sulle 4 ruote, si eseguiva direttamente il traino con il trattore d'artiglieria Pavesi-Tolotti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Da NavWeaps.
  2. ^ La denonominazione giapponese Type 41 si riferisce al 41º anno di regno dell'imperatore Meiji.
  3. ^ (EN) 8 in Type 41 - da NavWeaps.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Campbell, Naval Weapons of World War Two, Naval Institute Press, 1985.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]