13º Gruppo caccia

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13º Gruppo caccia
CoA 13º Gruppo.png
Descrizione generale
Attivo 8 novembre 1917
Nazione Italia Italia
Italia Italia
Servizio RA-emblem.pngServizio Aeronautico Regio Esercito
Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svg Regia Aeronautica
Coat of arms of the Italian Air Force.svg Aeronautica Militare
Tipo Gruppo di volo
Ruolo Caccia
campo volo/aeroporto Marcon
Venaria Reale
Bengasi
Aeroporto di Bergamo-Orio al Serio
Aeroporto di Amendola
velivoli F-35
Parte di

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Il 13º Gruppo caccia è un Gruppo di volo che fa parte del 32º Stormo dell'Aeronautica Militare.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il XIII Gruppo venne costituito il 10 novembre 1917 a Marcon (Venezia) ed impiegato nelle operazioni di guerra sul Piave, dove ottenne rapidamente molti riconoscimenti con la famosa 77ª Squadriglia aeroplani "Cuore Rosso" su SPAD che annoverava tra le sue fila alcuni dei più esperti e decorati piloti dell'epoca tra cui il s.ten. Giovanni Ancillotto ed il s.ten Ernesto Cabruna, la 80ª Squadriglia caccia su Hanriot HD.1 e la 83ª Squadriglia Nieuport comandato dal Capitano Mario Gordesco per la 3ª Armata. Il 4 marzo 1918 cede la 83^ e l'8 giugno il comando passa al Cap. Umberto Venanzi che il 17 settembre lascia al Cap. Alberto de Bernardi. Prima della Battaglia di Vittorio Veneto la 77^ entra nella Massa da Caccia e restando solo con l'80^ a dicembre viene sciolto ma a fine mese con il ritorno della 77ª si riforma per un breve periodo prima di essere messo in posizione quadro.[1]

Fu ricostituito a Venaria Reale (Torino) nel 1923. Il Gruppo venne rischierato nell'Africa Settentrionale Italiana (Bengasi) dove, negli anni 1942-43, effettuò molte azioni belliche e di protezione e scorta ai convogli. Nell'agosto 1943, il 13º Gruppo confluì nel 24º gruppo C.T. ed inserito nuovamente in posizione quadro in seno al 2º Stormo nel 1951.

Riattivato nel 1953 sull'aeroporto di Bergamo-Orio al Serio, in poco più di un decennio operò da Brescia Montichiari, aeroporto di Cameri, aeroporto di Gioia del Colle ed infine, dal 1965, dall'aeroporto di Brindisi-Casale. Dall'1 ottobre 1967, dotato di G-91, il Gruppo passò alle dipendenze del 32º Stormo insieme al quale, il 1º luglio 1993, fu trasferito sulla base di aeroporto di Amendola. Negli anni '90 la partecipazione alle operazioni in Bosnia-Erzegovina e poi alle missioni in Kosovo ne sancirono la piena operatività sul velivolo AMX International AMX. Dal dicembre del 2009 il Gruppo contribuì all'operazione International Security Assistance Force presso il Task Group "Black Cats" a Herat (Afghanistan) fino alla chiusura dello stesso e, contemporaneamente, nel periodo luglio-ottobre 2011, partecipò all'operazione Unified Protector in Libia.

La ricostituzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre del 2013, nell'ambito di un programma di trasformazione e riorganizzazione dell'AM, venne posto in posizione quadro.

Viene definitivamente riattivato il 12 maggio 2016 come gruppo di volo del 32º Stormo di Amendola, quale primo gruppo in Europa ad acquisire i nuovi velivoli di quinta generazione F-35 Joint Strike Fighter "Lightning II", i primi due assegnati al Reparto il 12 dicembre dello stesso anno.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentili e Paolo Varriale, 1999 pag. 46
  2. ^ aeronautica.difesa.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lazzati, Stormi d'Italia
  • I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, AM Ufficio Storico - Roberto Gentili e Paolo Varriale, 1999

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]