...Ma cosa vuoi che sia una canzone...

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"...Ma cosa vuoi che sia una canzone..."
ArtistaVasco Rossi
Tipo albumStudio
Pubblicazione25 maggio 1978
Durata31:30
Dischi1
Tracce8
GenerePop rock
Musica d'autore
EtichettaLotus LOP 12802
ProduttoreAlan Taylor
ArrangiamentiGaetano Curreri
RegistrazioneStudi Fonoprint di Bologna
Certificazioni FIMI (dal 2009)
Dischi d'oroItalia Italia[1]
(vendite: 25 000+)
Vasco Rossi - cronologia
Album precedente
Singoli
  1. Jenny/Silvia
    Pubblicato: 15 giugno 1977
  2. La nostra relazione/...e poi mi parli di una vita insieme
    Pubblicato: 10 maggio 1978

...Ma cosa vuoi che sia una canzone... è il primo album in studio del cantautore italiano Vasco Rossi, pubblicato il 25 maggio 1978.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La registrazione di questo LP di debutto inizia nel 1976, ed il disco viene pubblicato il 25 maggio del 1978. Il tecnico del suono che ha curato le registrazioni è Maurizio Biancani.

Le canzoni hanno ancora uno stampo cantautorale, anche se affiorano spunti rock che verranno sviluppati maggiormente in futuro.

L'album contiene le due canzoni del singolo pubblicato l'anno precedente, Jenny/Silvia (le versioni del 33 giri sono diverse da quelle del singolo), ed è anticipato dal 45 giri La nostra relazione/...E poi mi parli di una vita insieme, pubblicato quindici giorni prima il 10 maggio 1978[2].

La prima versione dell'album (con in copertina una chitarra temperata) esce in sole 20.000 copie. Il disco viene passato in prevalenza dalle radio libere. L'album fu prevalentemente commercializzato nelle sole Emilia Romagna e Lombardia.

Da notare la presenza tra i musicisti di tre dei fondatori degli Stadio: Gaetano Curreri (che sul retro della copertina si firma con lo pseudonimo Bethoten, citato all'inizio della canzone Ambarabaciccicoccò: "Vai col pianino bito'!"), Giovanni Pezzoli e Ricky Portera, e del batterista forlivese Gilberto Rossi, soprannominato "Attila", che aveva suonato negli anni sessanta nel gruppo beat I Baci con Jimmy Villotti e Claudio Golinelli (a sua volta in seguito bassista di Vasco Rossi) e che negli anni successivi diventerà il batterista di Ivan Graziani.

Inizia già da ora la collaborazione con Maurizio Solieri che suona la chitarra in Ed il tempo crea eroi.

Per quel che riguarda le edizioni, le canzoni del disco sono edite dalle Edizioni musicali Sarabandas, tranne Silvia e Jenny è pazza, edite dalle Edizioni musicali Borgatti e ...E poi mi parli di una vita insieme (coedizione tra le Sarabandas e le Borgatti).

Le diverse edizioni e stampe[modifica | modifica wikitesto]

La prima stampa del disco, del 1978, edita dalla Lotus ha numero di catalogo LOP12802 e presenta l'immagine di una matita colorata bianca, appena temperata, che sotto il truciolo attorcigliato diventa la tastiera di una chitarra. Successivamente, numerose sono state le ristampe anche dovute alle cessioni del catalogo temporanee prima, e definitiva poi, da parte di Lotus/Saar, nonché dall'esplosione del successo del cantante. Fra le varie, con grafica via via modificata, si segnalano :

  • quella con etichetta Phoenix nel 1982 (PHOL 11310, foto di Vasco Rossi in un concerto con tratti di pennarello a colore)
  • Orizzonte di Dischi Ricordi, nel 1985 (ORL 8742, foto di Vasco Rossi ripresa dallo specchietto di un'automobile con contorni grigi).
  • La Sony ha recentemente ristampato una copia identica a quella originale del 1978, su LP.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. La nostra relazione - 3:00
  2. ... e poi mi parli di una vita insieme - 4:27
  3. Silvia - 3:31
  4. Tu che dormivi piano (volò via) - 4:17
  5. Jenny è pazza - 7:11
  6. Ambarabaciccicoccò - 4:00
  7. Ed il tempo crea eroi - 3:28
  8. Ciao (strumentale) - 1:22

Significato dei brani[3][modifica | modifica wikitesto]

“La Nostra Relazione”: diretta, chiara e impietosa denuncia di un rapporto finito che ormai si protrae solo per abitudine o convenienza, con relativo invito a prenderne atto, perché tanto è inutile negarlo. Il primo dei tanti inviti che Vasco farà durante la sua carriera a guardare in faccia la realtà, anche quando è dura.

“…E Poi Mi Parli Di Una Vita Insieme”: è la risposta di Vasco a un’improbabile richiesta di matrimonio. Una risposta argomentata con dolcezza ma anche con sarcasmo; interpretata in un modo più sentito di quanto non potrebbe fare il più bravo attore; e in grado, con poche parole, di “mettere a posto” sia la donna in questione sia, perfino, suo padre: E ogni volta che usciamo / mi dici che tuo padre / vuole sapere… / che cosa intendo fare! / Ma che ne sa lui di fare? / Se tutta la vita / non ha fatto altro… / che stare a guardare?!

La canzone si conclude, però, con un desiderio che è insieme uno sfogo sincero ma anche uno splendido e poetico invito per tutte le donne a emanciparsi da una cultura antica e maschilista: Io vorrei che tu… / che tu avessi qualcosa da dire / che parlassi di più / che provassi una volta a reagire / ribellandoti / a quell’eterno incanto / per vederti / lottare contro chi / ti vuole così / innocente e banale / donna! / donna sempre uguale / donna per non capire / donna… / donna per uscire / donna da sposare…

“Silvia”: una sorta di filastrocca poetica e dolcissima, ma sempre con una punta di malizia, che attesta la straordinaria capacità di Vasco nel ritrarre personaggi femminili.

“Tu Che Dormivi Piano (Volò Via)”: un acquerello delicato molto atipico per quello che sarà lo stile crudo e diretto di Vasco. E forse da descrizione più poetica di un rapporto sessuale:

Le anime calde / si fusero insieme / sospese in mezzo alla stanza! / E mentre il soffitto / sembrava cadere / stringevo in pugno la vita!

“Jenny E’ Pazza”: Ciò che oggi viene chiamata “depressione”, negli anni Settanta veniva chiamato “esaurimento nervoso” e, nei tempi più antichi, più semplicemente e genericamente “follia”. Malgrado molte ragazze si siano spesso ritrovate ed immedesimate nella protagonista di questo testo, in realtà “Jenny”, come molto più tardi anche “Sally” sono un alter-ego artistico dello stesso Vasco.

“Ambarabaciccicocco’”: testo provocatorio e paradossalmente “politicamente impegnato” proprio per andare contro l’imperativo dell’impegno politico. Una parodia degli incomprensibili discorsi politici e intellettualoidi che, per definizione, finiscono sempre nel non senso. A cominciare da ancora prima del testo, quando Vasco dice goliardicamente: “Ecco: ci vuole un po’ di batteria, adesso, però… Culturalizzata, magari! Perché così è nuda…!”

Da notare, poi, la voce che dice “Vai col pianino, Bito’”, che si riferiva a Gaetano Curreri (allora tastierista nei concerti dal vivo) che si faceva ironicamente chiamare “Bethoten” (Bitò è l’abbreviativo).

“Ed Il Tempo Crea Eroi”: Uno squarcio poetico sulla società italiana ed insieme un quadro maledettamente realistico e ancora attuale: E davanti è ancora tra la nebbia e la follia / ed in tasca la democrazia / E alla gente povera / rimanga l’onestà / a vantaggio… di chi non ce l’ha / …che comunque può / …comprarsela! La chitarra acustica è di Maurizio Solieri.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Musicisti
Produzione

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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