(di nuovo) Tante scuse

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(di nuovo) Tante scuse
Di nuovo tante scuse.png
PaeseItalia
Anno1975 - 1976
Generevarietà, commedia
Puntate8
Durata50 min (puntata)
Lingua originaleitaliano
Crediti
ConduttoreRaimondo Vianello, Sandra Mondaini
RegiaRomolo Siena
MusicheMarcello De Martino
Casa di produzioneRai
Rete televisivaProgramma nazionale

(di nuovo) Tante scuse è stato un programma televisivo di varietà condotto da Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, per la regia di Romolo Siena, trasmesso il sabato sera sul programma nazionale (l'attuale Rai 1) in otto puntate dal 13 dicembre 1975 al 31 gennaio 1976.

Gli autori erano Italo Terzoli, Enrico Vaime e Raimondo Vianello, il direttore d'orchestra e compositore delle musiche era il maestro Marcello De Martino.

Il programma[modifica | modifica wikitesto]

Ricalcava il precedente show intitolato Tante scuse, trasmesso con grande successo l'anno precedente, ed era basato sui duetti comici di Vianello e Mondaini, affiancati da Enzo Liberti, che interpretava il capoclaque del programma. Lo spettacolo era completato da balletti, musiche e canzoni. Nel cast figuravano nuovamente i Ricchi e Poveri, Tonino Micheluzzi, Massimo Giuliani e Attilio Corsini.

Le sigle[modifica | modifica wikitesto]

La sigla d'apertura, Piru pirulì (Vistarini-Terzoli-Vaime-De Martino), aveva per protagonista la coppia, che interagiva con le animazioni. Alla fine di ogni strofa, Raimondo Vianello interveniva pronunciando diverse volte la frase «Noi... no!», che sarà il titolo del loro successivo varietà.

La sigla finale divenne un cult della televisione italiana: i coniugi Vianello si notavano da lontano e si correvano incontro al rallenty sulle note del brano Coriandoli su di noi (C. Vistarini-Terzoli-Vaime-De Martino) dei Ricchi e Poveri. Raimondo in ogni puntata, inventava stratagemmi sempre più drastici per evitare l'abbraccio con Sandra. Nell'ultima puntata Sandra riesce a raggiungerlo con un bambino in braccio e schiaffeggia un Raimondo incredulo di essere vittima, per una volta, di un'inaspettata trovata della moglie.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Enciclopedia della televisione, Garzanti
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