(I Can't Get No) Satisfaction

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(I Can't Get No) Satisfaction

Artista The Rolling Stones
Tipo album Singolo
Pubblicazione 6 giugno 1965
Durata 3 min : 44 s
Dischi 1
Genere Blues rock
Rock and roll
Garage rock
Etichetta London 45-LON 9766 (USA)
Decca F12220 (UK)
Produttore Andrew Loog Oldham
Registrazione 12 maggio 1965, RCA Studios, Hollywood
Note n. 1 Stati Uniti
n. 1 Gran Bretagna
The Rolling Stones - cronologia
Singolo precedente
(1965)
Singolo successivo
(1965)
« I can't get no... I can't get no... Satisfaction! »
(Ritornello della canzone)

(I Can't Get No) Satisfaction è un singolo dei Rolling Stones, scritto da Mick Jagger e Keith Richards e prodotto da Andrew Loog Oldham. La rivista Rolling Stone l'ha collocata alla seconda posizione nella "Lista delle 500 migliori canzoni"[1], mentre VH1 l'ha posizionata in vetta alla classifica delle "100 più grandi canzoni Rock & Roll"[2]. Nel 2006 è stata aggiunta dalla Biblioteca del Congresso nel National Recording Registry[3]. Il riff di chitarra del brano è uno dei più celebri della storia del rock, insieme a quello di Smoke on the Water dei Deep Purple.

Il brano[modifica | modifica sorgente]

La canzone è stata pubblicata come singolo per la prima volta negli Stati Uniti nel giugno 1965, estratta dall'album dei Rolling Stones Out of Our Heads, pubblicato nel luglio dello stesso anno. Satisfaction fu un successo senza precedenti, portando il gruppo per la prima volta in vetta alla Billboard Hot 100. In Europa la canzone fu inizialmente trasmessa solo da alcune emittenti pirata, perché quelle ufficiali ritenevano il testo del brano troppo sessualmente esplicito. Uscì ufficialmente soltanto ad agosto, ma non venne inserita in Out of Our Heads, dato che all'epoca non era consuetudine inserire negli album tracce pubblicate in precedenza.

Il testo del brano, un inno all'insoddisfazione giovanile e si dichiara apertamente contro il consumismo, cosa che fece percepire la canzone come un attacco allo status quo sociale dell'epoca.[4]

Otis Redding, Devo, The Residents, Gloria Trevi, gli italiani Tritons, Alejandra Guzmán, Vanilla Ice, Cat Power e Britney Spears sono soltanto alcuni degli artisti che in seguito hanno registrato una cover della canzone.

Composizione e registrazione[modifica | modifica sorgente]

Keith Richards registrò la versione grezza del celebre riff di chitarra di Satisfaction in una stanza di hotel. Il riff gli era venuto in mente al risveglio dopo una dormita. Il chitarrista accese un registratore portatile e lo incise su nastro prima di riaddormentarsi. La mattina seguente, Richards riascoltò il nastro e notò come ci fossero circa due minuti di chitarra acustica seguiti poi dal rumore del suo russare per i successivi quaranta minuti prima della fine del nastro.[5]

I Rolling Stones registrarono il brano il 10 maggio 1965 ai Chess Studios di Chicago[6], in una versione con Brian Jones all'armonica. Il gruppo riregistrò in seguito la traccia due giorni dopo agli RCA Studios di Hollywood, con un ritmo differente e con un effetto distorsione sul riff di chitarra principale ottenuto per mezzo di un fuzzbox.[7][8] Richards avrebbe voluto reincidere ancora la traccia con una sezione fiati a ripetere il riff principale poiché aveva immaginato la canzone come un pezzo alla Otis Redding[7], ma gli altri Stones, e il manager Andrew Loog Oldham insistettero per mantenere la versione chitarristica che inoltre venne selezionata come nuovo singolo della band, nonostante il parere contrario di Richards.[8][9]

Cover dei Residents[modifica | modifica sorgente]

Satisfaction

Artista The Residents
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1976
Durata 4 min : 30 s
Genere Noise rock
Rock sperimentale
Etichetta Ralph Records
Registrazione 1975

Nel 1976, il gruppo rock d'avanguardia The Residents pubblicò una cover fortemente destrutturata di Satisfaction con un testo riscritto per l'occasione ed un assolo di chitarra da parte del collaboratore del gruppo Snakefinger. Il singolo, nonostante la quasi totale irriconoscibilità del motivo originario, fu il maggiore successo dei The Residents fino a quel momento, e successivamente venne incluso nella ristampa in CD del 1988 dell'album The Third Reich 'n Roll.

Cover dei Devo[modifica | modifica sorgente]

(I Can't Get No) Satisfaction

Artista Devo
Tipo album Singolo
Pubblicazione settembre 1977
Durata 3 min : 00 s
Album di provenienza Q: Are We Not Men? A: We Are Devo!
Genere New wave
Etichetta Warner Bros Records
Registrazione luglio 1977
Devo - cronologia
Singolo precedente
(1977)
Singolo successivo
(1978)

Il gruppo new wave americano dei Devo pubblicò una versione stravolta di (I Can't Get No) Satisfaction come singolo nel 1977. A causa delle pesanti modifiche che i Devo avevano fatto al brano, i membri del gruppo si incontrarono con Mick Jagger e i suoi avvocati in modo da raggiungere un accordo e il benestare degli Stones alla pubblicazione della cover. Durante il colloquio, Jagger disse che gli piaceva molto la versione dei Devo di Satisfaction, e così l'accordo fu raggiunto.[10]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The RS 500 Greatest Songs of All Time, Rolling Stone, 9 dicembre 2004. URL consultato l'8 marzo 2008.
  2. ^ 100 Greatest Songs of Rock & Roll (20-1), VH1. URL consultato l'8 marzo 2008.
  3. ^ 2006 Registry, Library of Congress, 6 marzo 2007. URL consultato l'8 marzo 2008.
  4. ^ Sold on Song: (I Can't Get No) Satisfaction, BBC. URL consultato il 9 marzo 2008.
  5. ^ Keith Richards - In His Own Words by Mick St Michael, Omnibus Press, 1994, page 24. ISBN 0-7119-3634-X
  6. ^ Nico Zentgraf, The Complete Works of the Rolling Stones 1962–2008. URL consultato il 23 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 27 febbraio 2008).
  7. ^ a b Ian McPherson, Track Talk: Satisfaction. URL consultato il 5 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2009).
  8. ^ a b Bill Wyman, Rolling With the Stones, DK Publishing, 2002, p. 187. ISBN 0-7894-9998-3.
  9. ^ "(I Can't Get No) Satisfaction by The Rolling Stones".
  10. ^ RBMA Radio – Devo (De-evolution, Devonia) – Fireside Chat, Redbullmusicacademyradio.com. URL consultato il 27 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2010).

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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