66391 Moshup

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Moshup
(66391 Moshup)
1999 KW4 animated.gif
Stella madreSole
Scoperta20 maggio 1999
ScopritoreLINEAR
ClassificazioneNEA,
asteroide Aten,
PHA,
ermeosecante,
citerosecante,
geosecante
Classe spettraleS
Designazioni
alternative
1999 KW4
Parametri orbitali
(all'epoca JD 2458600,5
27 aprile 2019)
Semiasse maggiore96 072 432 km
0,6421954 UA
Perielio29 905 429 km
0,1999026 UA
Afelio162 239 435 km
1,0844882 UA
Periodo orbitale187,97 giorni
(0,51 anni)
Inclinazione
sull'eclittica
38,88259°
Eccentricità0,6887199
Longitudine del
nodo ascendente
244,90962°
Argom. del perielio192,61834°
Anomalia media68,08651°
Par. Tisserand (TJ)8,499 (calcolato)
Ultimo perielio20 marzo 2019
Prossimo perielio24 settembre 2019
Satelliti1
Dati fisici
Dimensioni1,532 × 1,495 × 1,347 km
Diametro medio1,317 km
Densità media1,974 g/cm³
Periodo di rotazione2,7645 H
Dati osservativi
Magnitudine ass.16,5

66391 Moshup è un asteroide Aten che attraversa l'orbita di Mercurio. Scoperto nel 1999, presenta un'orbita caratterizzata da un semiasse maggiore pari a 0,6421954 UA e da un'eccentricità di 0,6887199, inclinata di 38,88259° rispetto all'eclittica.

Ha un satellite che lo accompagna. La luna, chiamata S/2001 (66391) 1 o anche 1999 KW4 Beta è circa 360 m di diametro, e compie la sua orbita attorno a 1999 KW4 Alpha in 0,758 giorni (circa 18 ore) ad una distanza di 2,6 km. La presenza di un compagno fu suggerita da osservazioni fotometriche compiute tra il 19 e il 27 giugno 2000 da Petr Pravec e Lenka Šarounová all'Osservatorio di Ondřejov e l'informazione fu confermata da osservazioni radar compiute presso il radiotelescopio di Arecibo dal 21 al 23 maggio 2001 da parte di Lance A. M. Benner, Steven J. Ostro, Jon D. Giorgini, Raymond F. Jurgens, Jean-Luc Margot e Michael C. Nolan.

Immagine radar di 66391 Moshup, le strisce sull'immagine sono le tracce del satellite che si sposta mentre l'immagine viene catturata

Le forme dei due corpi e le loro dinamiche sono relativamente complesse.[1] Tra le altre proprietà inusuali, le regioni equatoriali di Alpha sono molto vicine al limite della zona gravitazionale; sollevando una particella ad un metro dalla superficie questa si troverebbe in orbita attorno all'oggetto.

Osservazioni più dettagliate sono state effettuate il 25 maggio 2019 con lo spettrometro ad alto contrasto SPHERE del VLT, presso l'osservatorio europeo australe, in concomitanza con una campagna più ampia coordinata dalI'International Asteroid Warning Network (IAWN)[2]. In tale frangente l'asteroide aveva raggiunto una distanza minima di 5,2 milioni di km.[3][4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Asteroid Radar Research, su echo.jpl.nasa.gov. URL consultato il 7 marzo 2007 (archiviato dall'url originale il 7 dicembre 2007).
  2. ^ (EN) International Asteroid Warning Network (IAWN), su iawn.net. URL consultato il 3 giugno 2019.
  3. ^ (EN) ESO contributes to protecting Earth from dangerous asteroids, su eso.org, 3 giugno 2019.
  4. ^ Asteroide doppio immortalato dal Vlt, su media.inaf.it, 3 giugno 2019.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


V · D · M
L'asteroide 4 Vesta


Satelliti: S/2001 (66391) 1


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