İsmail Gaspıralı

İsmail Gaspıralı o Gasprinskij (Avcıköy, 8 marzo 1851 – Bachčysaraj, 11 settembre 1914) è stato un editore, politico e educatore russo di etnia tatara di Crimea.


Noto intellettuale di etnia tatara, Gaspıralı conosciuto anche come Gasprinskij, rappresenta una delle più importanti figure della storia della Crimea. È stato uno dei primi intellettuali musulmani dell'Impero russo a rendersi conto della necessità di una riforma dell'istruzione e della cultura e della modernizzazione delle comunità turche e musulmane dell'impero zarista. Il suo cognome deriva dalla città di Gaspra, in Crimea. È considerato l'ispiratore del movimento riformista-islamico russo noto come jadidismo.[1]
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Gaspıralı/Gasprinskij ha comunicato le sue idee soprattutto attraverso il giornale Tercüman (Interprete) da lui fondato nel 1883, ed esistito fino al 1918, che aveva sottoscrittori nel Caucaso, tra i musulmani nell'impero russo, in Egitto e in Iran.[2]
Nelle sue pubblicazioni ha richiamato all'unità e alla solidarietà i popoli turchi dell'Impero russo e sostenuto la loro modernizzazione attraverso l'europeizzazione. Gaspıralı credeva che l'unico modo per arrivare alla modernizzazione fosse attraverso l'istruzione. Ha ampiamente sostenuto l'introduzione di una riforma dell'istruzione,[2] criticando il sistema di istruzione tradizionale nelle scuole musulmane concentrandosi molto sulla religione e mettendo a punto un nuovo metodo di insegnare a leggere ai bambini in modo efficace nella loro lingua madre.
Gaspıralı/Gasprinskij sostenne e sviluppò una lingua letteraria comune "pan-turchica" o "pan-turcmena" per i popoli turcofoni dell'impero russo, una variante semplificata del turco che ometteva le parole importate dall'arabo e dal persiano, che potesse essere compresa "dal barcaiolo del Bosforo e dal cammelliere di Kashgar".[3]
Nel suo libro Rus Musulmanlığı del 1881 Gaspıralı/Gasprinskij scriveva:[4]
Gaspıralı/Gasprinskij fondò anche una rivista per le donne, Alem-i Nisvan (Il mondo delle donne), a cura di sua figlia Şefiqa, così come una pubblicazione per bambini, Alem-i Subyan (Il mondo dei bambini).
Gaspıralı/Gasprinskij è stato uno dei fondatori dell'Unione dei Musulmani (Ittifaq-i Muslimin), creata nel gennaio 1906 a Pietroburgo e che riuniva i membri dell'intellighenzia dei vari popoli turchi di fede musulmana dell'Impero russo. Fu anche uno dei principali organizzatori del Primo Congresso dei Musulmani di tutta la Russia, congresso volto a introdurre riforme sociali e religiose tra i popoli musulmani di Russia.[5]
Nel 1912 Gaspıralı/Gasprinskij visitò l'India britannica.[6] Morì in Crimea nel 1914.
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Gasprinski, Ismail Bey - Oxford Islamic Studies Online, su Oxfordislamicstudies.com. URL consultato il 17 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
- 1 2 (EN) Ada Holland Shissler, Between Two Empires: Ahmet Agaoglu and the New Turkey, London, I.B.Tauris, 2003, pp. 130, ISBN 1-86064-855-X.
- ↑ (EN) Ada Holland Shissler, Between Two Empires: Ahmet Agaoglu and the New Turkey, London, I.B.Tauris, 2003, pp. 43–45, ISBN 1-86064-855-X.
- ↑ "Ismail Bey Gasprinski" by Rizaeddin Fahreddin, su Iccrimea.org. URL consultato il 17 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 aprile 2017).
- ↑ (EN) Jacob M. Landau, Gersten Professor of Political Science Jacob M. Landau e Yaʻaqov M. Landau, Pan-Turkism: From Irredentism to Cooperation, Indiana University Press, 1995, pp. 11-12, ISBN 978-0-253-32869-4.
- ↑ NADİR DEVLET, STUDIES IN THE POLITICS, HISTORY AND CULTURE OF TURKIC PEOPLES, in India from Turkish/Turkic Perspective in the beginning of 20th Century, Istanbul, Yeditepe University, 2004, p. 186. URL consultato il 17 dicembre 2017.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Vita e opere di İsmail Gaspıralı, su iccrimea.org. URL consultato l'8 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2017).
- İsmail Gaspıralı, su ismailgaspirali.org.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 25407541 · ISNI (EN) 0000 0000 8365 9660 · SBN RMLV253515 · LCCN (EN) n86009352 · GND (DE) 119203049 · BNF (FR) cb10353027g (data) · J9U (EN, HE) 987007580114005171 |
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