Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Đura Jakšić

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Autoritratto eseguito nel 1858

Đura Jakšić, pseudonimo di Georgije Jakšić (Srpska Crnja, 27 luglio 1832Belgrado, 16 novembre 1878), è stato uno scrittore e pittore serbo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sua carriera, Jakšić rivolse le sue attenzioni soprattutto a due attività: la pittura e la letteratura.

Da giovane si avvicinò all'arte ed abbandonò gli studi commerciali per frequentare dapprima corsi di pittura in Ungheria ed in Romania, e successivamente per dedicarsi come professionista a questa arte, diventando uno dei più importanti rappresentanti del periodo pittorico romantico.[1]

Nel 1848 si iscrisse all' Accademia delle Arti a Budapest e si perfezionò a Belgrado, a Vienna ed a Monaco di Baviera dove, per un breve periodo, alternò il mestiere di insegnante di disegno alla vita da bohemien ed all'attività pittorica.[2]

I prodotti della sua maestria artistica si trovano presso i luoghi di culto o in collezioni private.

Busto di Đura Jakšić situato al Kalemegdan di Belgrado

Come letterato, Jakšić scrisse prevalentemente poesie (circa centocinquanta), racconti (quaranta) e drammi (tre).

Le sue liriche si caratterizzarono per i contenuti tendenti al pessimismo, a tematiche sociali e patriottiche, all'esaltazione della libertà politica e della ribellione alle tradizioni, alla descrizione della natura.[3]

Il pessimismo di Jakšić fu motivato sia dalle sue condizioni sociali e relazionali problematiche, sia dallo scarso entusiasmo che provava nei confronti del mondo circostante e della situazione politica serba.[1][4]

Tra i suoi modelli di riferimento letterario si possono citare George Gordon Byron e Jovan Jovanović Zmaj, ed il suo stile si dimostrò vicino al Romanticismo,[5] seppur non privo di caratteri realistici e naturalistici.[1][6] La sua opera poetica più significativa risultò Prve žrtve (Le prime vittime), ispirata alle memorie del religioso Matej Nenadović.

I suoi racconti più apprezzati furono Pripovetke (Novelle, 1876), imperniato su tematiche sociali e scritto con stile realistico, Komadič svajcarskog sira (Un pezzetto di formaggio svizzero), Pismo pokojnoj cenzuri... (Una lettera alla defunta censura...) e Ciča Tima (Zio Tima), impreziositi da elementi satirici e umoristici. Tutti i suoi racconti evidenziarono una profonda ed arguta indagine psicologica dell'uomo, della società e dell'evoluzione storica.[7]

Infine sono da ricordare i drammi Seoba Srbalja (La migrazione dei serbi, 1863), Jelisaveta kneginja cronogorska (Jelisaveta principessa di Montenegro, 1868) e Stanoje Glavaš (1878), basati su argomenti storici slavi e balcanici.[3]

Opere (pittura)[modifica | modifica wikitesto]

Le seguenti opere sono conservate al Museo nazionale di Serbia a Belgrado:

  • Autoritratto Đura Jakšić;
  • Battaglia di Montenegro;
  • Kosovo;
  • Orologio notturno (Nocna straza);
  • L'omicidio di Karađorđe Petrović (Ubistvo Karađorđa);
  • Strahinja Banović;
  • Knez Lazar Hrebeljanović;
  • Donna in blu (Devojka u plavom);
  • Ritratto di Director Ćirić;
  • Car Dušan;
  • Knaz Milan Obrenović IV;
  • La rivolta di Takovski (Takovski ustanak).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Le Muse, vol. 6, Novara, De Agostini, 1965, p. 33.
  2. ^ Biografija Đure Jakšića (biografia nel sito Poezija noći), su poezijanoci.com. URL consultato il 24 settembre 2016.
  3. ^ a b Jakšić, Ðura (biografia nel sito Sapere.it), su sapere.it. URL consultato il 24 settembre 2016.
  4. ^ Biografia nel sito della Treccani :/ Đura Jakšić, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 24 settembre 2016.
  5. ^ Serbian literature (nel sito dell'Encyclopædia Britannica), su britannica.com. URL consultato il 24 settembre 2016.
  6. ^ Đure Jakšića (1832—1878) (biografia nel sito riznicasrpska.net), su riznicasrpska.net. URL consultato il 24 settembre 2016.
  7. ^ Biografija Đure Jakšića (biografia nel sito Opusteno), su opusteno.rs. URL consultato il 24 settembre 2016.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN47570198 · ISNI (EN0000 0001 0897 0771 · LCCN (ENn82254629 · GND (DE11937756X · BNF (FRcb12303632z (data) · NLA (EN35957298