Ádám Patačić

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Adam Aleksandar Patačić

(Ádám Sándor Patachich)
arcivescovo della Chiesa cattolica

Adam Patačić (1717-1784).jpg
ArchbishopPallium PioM.svg
Incarichi ricoperti vescovo di Gran Varadino; arcivescovo di Kalocsa
Nato 18 febbraio 1716 a Hrnetić
Ordinato presbitero 20 dicembre 1738 a Roma
Consacrato vescovo 9 marzo 1760 a Vienna
Deceduto 19 luglio 1784

Adam Aleksandar Patačić (in ungherese: Ádám Sándor Patachich; Hrenetić, nei pressi di Karlovac, 18 febbraio 171619 luglio 1784) è stato un archivescovo cattolico in Ungheria e nobile croato (dal 1735 barone di Zajezda).[1]

Fu vescovo di Gran Varadino e successivamente arcivescovo di Kalocsa (nome completo: Kalocsa-Bács).

Avviato alla carriera ecclesiastica, dopo i primi studi fatti a Zagabria, Graz e presso il Collegio Croato di Vienna (dove discusse una tesi dedicata all'Imperatore), nel novembre del 1735 si recò al Collegio Germanico e Ungarico di Roma. Adam trascorse con profitto gli anni di studio a Roma.

A Roma frequentò con il nome di Syrasius Acrotophoricus, l'Arcadia romana dal 1739, non smettendo mai di scrivere componimenti poetici in latino.

Finiti gli studi al Collegio Germanico e Ungarico, nel 1739 tornò subito in patria. Nel 1740 fu nominato abate di Abraham, nel 1741 canonico della cattedrale di Zagabria (fino al 1760), nel 1751 vescovo eletto di Novi e consigliere della Cancelleria del regno.

Il 29 agosto 1759 ottenne la nomina di vescovo di Gran Varadino (confermato dal papa il 28 gennaio 1760) e ispán (conte supremo) della contea di Bihar. A Gran Varadino Patačić trovò una realtà ecclesiastica abbastanza viva. Fervevano, infatti, i lavori per la costruzione degli edifici della Curia, del palazzo dei canonici e della stessa cattedrale (su progetto dell'italiano Giambattista Ricca, e del vescovo predecessore, Pál Forgách). A Gran Varadino Patačić creò intorno a sé una vera e propria corte, a cui accorrevano letterati, musicisti e teatranti da tutto l'impero. Nel teatro della sua residenza venivano rappresentate numerose opere, la cui direzione musicale era affidata a compositori eccellenti come Michael Haydn e Karl Ditters. Durante gli anni trascorsi a Gran Varadino Patačić rimase in contatto con Roma, come dimostrano i regolari invii di vino Tokaj al cardinale Albani.

L'8 marzo 1776 Adam Patačić fu trasferito da Gran Varadino a Kalocsa (confermato: 16 settembre), sede arcivescovile già ricoperta dallo zio Gabriel Herman Antun.

A Kalocsa riuscì a far completare il blocco centrale e l'ala est del palazzo episcopale, intorno al quale fece realizzare un giardino alla francese, mentre tutto intorno al complesso architettonico vennero realizzati giardini all'inglese (Patačić voleva, infatti, dare alla sua residenza un carattere decisamente "arcadico"). La Bibliotheca Patachichiana, custodita ancora a Kalocsa, fu una delle biblioteche più grandi in Ungheria. L'arcivescovo come preside dell'Università di Buda fu uno dei personaggi più importanti per la riforma educativa dopo la Ratio Educationis del 1777.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Barkóczy Sándor József, Oratio... occasione... introductionis... Adami e liberis baronibus Patachich de Zajezda Colocensis et Bacsiensis eccl. archiepiscopi... in metropolitana ecclesia die 17. nov. 1776, Colocae
  • P. Winkler, A Kalocsai és Bácsi Érsekség történeti összefoglalás [Compendio storico della diocesi di Kalocsa e Bács], Kalocsa, 1926
  • Maurizio Tani, La rinascita culturale del ‘700 ungherese. Le arti figurative nella grande committenza ecclesiastica, Roma, 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN42941922 · ISNI: (EN0000 0000 6142 2937 · GND: (DE130318817 · BNF: (FRcb167305099 (data) · CERL: cnp00669049