Vitorchiano

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Vitorchiano
comune
Vitorchiano – Stemma Vitorchiano – Bandiera
Palazzo comunale di Vitorchiano
Palazzo comunale di Vitorchiano
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
Sindaco Nicola Olivieri (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 42°27′59″N 12°10′24″E / 42.466389°N 12.173333°E42.466389; 12.173333 (Vitorchiano)Coordinate: 42°27′59″N 12°10′24″E / 42.466389°N 12.173333°E42.466389; 12.173333 (Vitorchiano)
Altitudine 285 m s.l.m.
Superficie 29,83 km²
Abitanti 4 844[1] (31-12-2010)
Densità 162,39 ab./km²
Frazioni Il Pallone, Paparano
Comuni confinanti Bomarzo, Soriano nel Cimino, Viterbo
Altre informazioni
Cod. postale 01030
Prefisso 0761
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 056060
Cod. catastale M086
Targa VT
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti vitorchianesi
Patrono san Michele
Giorno festivo 8 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vitorchiano
Posizione del comune di Vitorchiano nella provincia di Viterbo
Posizione del comune di Vitorchiano nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Vitorchiano è un comune italiano di 4.424 abitanti della provincia di Viterbo nel Lazio.

Veduta di Vitorchiano
Emblema dei Fedeli di Vitorchiano nella Sala del Carroccio al Campidoglio

Geografia fisica[edit | edit source]

Territorio[edit | edit source]

Vitorchiano si trova ai piedi dei monti Cimini, proteso verso la verdeggiante valle del Vezza. L'antico borgo, noto per le attività legate all'estrazione ed alla lavorazione del peperino, è adagiato su un banco, fratturato in enormi massi, di questa pietra, con pendii ripidi a strapiombo su due fossi che confluiscono a formare il Rio Acqua Fredda, affluente del Vezza.

Il territorio che circonda Vitorchiano è caratterizzato da un paesaggio collinare, ricco di boschi di querce (in particolare il cerro), frassini, faggi (limitatamente alle pendici dei Cimini), olmi e castagni, e attraversato da ruscelli in parte ancora limpidi. Ciò lo rende un habitat favorevole per numerose specie di animali selvatici come volpi, faine, donnole, falchi, civette, lepri e cinghiali. Altrettanto varia è la flora, ricca di splendidi fiori e frutti selvatici, così come rigoglioso è il sottobosco con ginepri, felci, ginestre, agrifogli, pungitopi e numerose specie di funghi commestibili tra cui il porcino.

Clima[edit | edit source]

Classificazione climatica: zona D, 1917 GR/G

Storia[edit | edit source]

Il nome Vitorchiano viene fatto derivare da Vicus Orclanus, il che rivelerebbe una presunta dipendenza dal centro di Norchia (o Orcla) presso Vetralla, luogo sacro alla dea etrusca Norzia.

La rupe di Vitorchiano, come è stato accertato da ritrovamenti della fine del secolo scorso, fu sede di un abitato già nell'età del bronzo; la forte posizione dell'insediamento ripropone anche qui la vicenda comune a gran parte dei paesi dell'Etruria meridionale, in cui un florido villaggio del periodo finale dell'età del bronzo (XI secolo a.C.) ne ha preceduto lo sviluppo storico.

Forse occupato in epoca etrusca, castrum romano e poi centro urbano fortificato nella parte più meridionale della Tuscia Longobardorum, Vitorchiano vanta una storia secolare influenzata a lungo dalla politica espansionistica della vicina e potente Viterbo.

Quando nel 1199 Vitorchiano si dichiarò libera da ogni legame con Viterbo il borgo fu assediato dalle milizie viterbesi contro le quali fu invocato l'aiuto di Roma. Nel 1201, Vitorchiano fu liberato dall'assedio e divenne feudo di Roma. Ma i contrasti tra Roma e Viterbo continuarono per tutta la metà del Duecento.

I Fedeli di Vitorchiano[edit | edit source]

Nel 1232 i Viterbesi si impadronirono del paese e lo devastarono. L'Annibaldi fortificò il borgo con nuove mura che resero Vitorchiano praticamente imprendibile, i Vitorchianesi però non sopportarono il suo governo. Dopo aver inutilmente supplicato Roma di liberarli dal giogo, nel 1267 provvidero a proprie spese a rifondere Giovanni Annibaldi per i costi sostenuti. Quando ormai al senato romano apparve evidente che Vitorchiano era perduto a causa della politica poco lungimirante, avvenne un fatto straordinario: i Vitorchianesi fecero atto solenne e formale di sottomissione a Roma. Il Senato Romano a questa notizia nominò Vitorchiano "Terra Fedelissima all'Urbe", le riconobbe ampie esenzioni fiscali, le consentì di aggiungere al proprio stemma la sigla S.P.Q.R., di fregiarsi della Lupa Capitolina e di usare il motto Sum Vitorclanum castrum membrumque romanum, cioè Vitorchiano, castello e parte di Roma. Il privilegio più importante fu rappresentato dall'onore di fornire gli uomini per la guardia capitolina. Essi furono denominati "Fedeli di Vitorchiano". Questo privilegio è stato costantemente esercitato da Vitorchiano dal 1267 fino ai nostri giorni. Ancora oggi è possibile ammirare la Guardia del Campidoglio nei costumi che, secondo la tradizione, furono disegnati da Michelangelo Buonarroti, nelle manifestazioni ufficiali del comune di Roma.

La città di Roma conferisce un appannaggio annuale a Vitorchiano tratto dalle imposte comunali che serve a retribuire la Guardia tra i cui compiti c'è anche quello di suonare le particolari trombe romane, dette clarine, in occasione delle principali manifestazioni pubbliche ufficiali, che proprio per questo motivo sono dette tradizionalmente "le clarine di Vitorchiano" e a Roma la frase "suonare le clarine" è divenuta proverbiale e sta a significare chiamare a raccolta il popolo per la lotta.

Società[edit | edit source]

Evoluzione demografica[edit | edit source]

Abitanti censiti[2]

Religione[edit | edit source]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comunità ebraica di Vitorchiano.

Vitorchiano, nel periodo precedente ai decreti di espulsione della fine del XVI secolo, fu sede di una piccola comunità ebraica.[3]

Tradizioni e folclore[edit | edit source]

  • Sagra del Cavatello, primo fine settimana di agosto.
  • Poggiata: escursione pomeridiana nelle campagne sacre al patrono San Michele Arcangelo a maggio. Di solito si svolge nel sabato più vicino al giorno festivo in onore del santo (8 maggio). La Poggiata assume la veste di una grande scampagnata che coinvolge la gran parte dei cittadini del paese.
  • Il Fidelato e i Fedeli a Roma, cioè un'alleanza con la capitale presente fin dai tempi antichi.

Economia[edit | edit source]

Agricoltura[edit | edit source]

Alla bellezza ed alla dolcezza del paesaggio corrispondono prodotti tipici di grande qualità come le castagne, le nocciole, i funghi, pregiati oli di oliva, ottimi vini, formaggi di pecora e di mucca, prosciutti e salumi.

Artigianato[edit | edit source]

Questo paese inoltre è il più importante centro della stamperia vaticana relativa ai santini. Di tale occupazione sono depositarie le Suore trappiste presenti nel comune, che da oltre un secolo si preoccupano delle arti grafiche della religione cattolica in Italia.

Attività estrattive[edit | edit source]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi peperino.

Questa pietra caratteristica costituisce una risorsa specifica del luogo.

Infrastrutture e trasporti[edit | edit source]

Strade[edit | edit source]

Vitorchiano tramite la Strada Provinciale 23 Valle del Vezza, è collegata a Grotte Santo Stefano, frazione di Viterbo.

Amministrazione[edit | edit source]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Vitorchiano passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Altre informazioni amministrative[edit | edit source]

Fa parte della Comunità Montana Cimini.

Note[edit | edit source]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Annie Sacerdoti, Guida all'Italia ebraica, Marietti, Genova 1986.

Voci correlate[edit | edit source]

Altri progetti[edit | edit source]

Collegamenti esterni[edit | edit source]

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