Peschici

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Peschici
comune
Peschici – Stemma
Il centro abitato di Peschici dalla spiaggia
Il centro abitato di Peschici dalla spiaggia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Foggia-Stemma.png Foggia
Amministrazione
Sindaco Francesco Tavaglione (PdL) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 41°57′00″N 16°01′00″E / 41.95°N 16.016667°E41.95; 16.016667 (Peschici)Coordinate: 41°57′00″N 16°01′00″E / 41.95°N 16.016667°E41.95; 16.016667 (Peschici)
Altitudine 90 m s.l.m.
Superficie 48,92 km²
Abitanti 4 411[1] (31-12-2010)
Densità 90,17 ab./km²
Frazioni Manaccora, San Nicola
Comuni confinanti Vico del Gargano, Vieste
Altre informazioni
Cod. postale 71010
Prefisso 0884
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 071038
Cod. catastale G487
Targa FG
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 427 GG[2]
Nome abitanti peschiciani
Patrono sant'Elia
Giorno festivo 20 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Peschici
Posizione del comune di Peschici nella provincia di Foggia
Posizione del comune di Peschici nella provincia di Foggia
Sito istituzionale

Peschici è un comune italiano di 4.383 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Fa parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano.

Rinomata località balneare, per la qualità delle sue acque di balneazione è stata più volte premiata della Bandiera Blu dalla Foundation for Environmental Education.

Geografia fisica[edit | edit source]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia del Gargano.
Vista di Peschici via mare.

Peschici si trova sul litorale nord del Gargano, al centro di un tratto di costa, in parte sabbiosa e in parte rocciosa, compreso tra la Baia di Calenella (Vico del Gargano) a Ovest e la baia di Manaccore (Vieste) ad Est. Circa 30 miglia nautiche (47 kilometri) attraverso l'Adriatico in direzione nord ovest la separano dall'arcipelago delle Isole Tremiti[3].

Litorale[edit | edit source]

Il litorale di Peschici è caratterizzato da numerose baie e cale, con spiagge la cui granulometria è estremamente fine, talvolta mista a ghiaia. Nonostante le formazioni rocciose e la lussureggiante vegetazione che le circondano, risultano tutte più o meno facilmente raggiungibili[4]

Clima[edit | edit source]

Il clima, già temperato per latitudine e longitudine, risente dell'influenza del mare che mitiga i rigori invernali e le calure estive. La temperatura media annua è di 16 °C. Il mese più freddo è gennaio (8 °C di media) ed i più caldi sono luglio e agosto (27°).

Dal punto di vista legislativo il comune di Peschici ricade nella Fascia Climatica D in quanto i gradi giorno della città sono 1427, dunque limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 15 ore giornaliere dal 15 novembre al 15 aprile.

  • Classificazione climatica: zona D, 1427 GG[5]
Peschici

Dati dal 1973 ad oggi, opportunamente desunti

dai dati della stazione meteorologica di Amendola[5]
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12 13 15 19 24 28 32 31 28 22 17 13 12,7 19,3 30,3 22,3 21,2
T. mediaC) 8 8 10 13 18 22 25 24 22 17 12 9 8,3 13,7 23,7 17 15,7
T. min. mediaC) 3 3 5 7 11 15 18 18 15 11 7 4 3,3 7,7 17 11 9,8
Precipitazioni (mm) 42 41 43 36 37 36 26 27 46 53 53 57 140 116 89 152 497
Umidità relativa media (%) 80 77 74 71 69 65 61 64 68 74 79 81 79,3 71,3 63,3 73,7 71,9
Eliofania assoluta (ore al giorno) 4 5 5 7 8 9 11 10 8 6 5 4 4,3 6,7 10 6,3 6,8

Storia[edit | edit source]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Gargano.

Le origini[edit | edit source]

Le prime notizie risalgono al 970 d.C., quando, gli Schiavoni, dopo aver allontanato definitivamente i Saraceni su ordine di Ottone I, fondarono Pesclizio sulle rovine di un casale distrutto dai Saraceni[6].

Il primo documento circa la presenza slava circa l'esistenza dell'abitato di Peschici è una chartula offertionis del 1023, contenente, oltre alla donazione della Abazia di Calena all'Abazia di Santa Maria a Mare (Isole Tremiti) dell'arcivescovo Leone di Siponto. In tale documento sono presenti non solo riferimenti sull'abitato di Peschici, ma anche sulla presenza della comunità slava sul territorio e degli ottimi rapporti che tale comunità riuscì ad avere con la popolazione locale ed il suo sistema sociale. Un altro documento che conferma la presenza degli Slavi a Peschici è una donazione nel 1053, redatto da Slavi definiti come dimoranti nel castello Pesclizio[6].

Nel 1154, durante la dominazione normanna Peschici risulta essere dipendente dalla contea di Lesina. Sono moltissimi i documenti che lo confermano tra cui un rogito del conte Goffredo de Ollia di Lesina e il datario della regina Giovanna (figlia di Enrico II d'Inghilterra, futura sposa di Guglielmo II)[6].


Il nome stesso di Peschici è probabilmente di origine slava, infatti la radice slava "pès" (o "pèsc") si riferisce alla sabbia, i toponimi slavo pjèskusa e russo pèski indicano suolo sabbioso[6].

Nel 1177 è sotto il feudo di Monte Sant'Angelo, donato da Guglielmo II detto il Buono alla moglie Giovanna d'Inghilterra. Sotto il dominio degli Svevi, Peschici passò momenti drammatici nella contesa tra impero e papato. Un cronista del tempo ci riferisce che nel settembre 1239, 25 galee veneziane mandate da Papa Gregorio IX contro lo scomunicato Federico II, “prendono e prostrano Bestice (Peschici) e Bestie (Vieste)”. Federico II, tuttavia, farà ricostruire le fortificazioni dei due centri. Sotto la dinastia Angioina, Peschici è tra i pochi paesi fedeli a re Carlo, al tempo della venuta di Corradino di Svevia (1267). Nel 1274 prende parte con Bari, Monopoli, Trani, Vieste e Ortona nella flotta pugliese all'assedio di Almissa, città della costa Dalmata. Nel 1401 il feudo passa a re Ladislao di Durazzo.

Dal XV secolo all'unità d'Italia[edit | edit source]

Durante il dominio aragonese, i garganici appoggiarono (1458) i baroni contro il nuovo re Alfonso, che nel 1462 occupò il Gargano affidandolo a Giorgio Castriota Scanderbeg, alleato del sovrano spagnolo. Sullo sfondo di questo scenario è sempre presente Venezia, la città marinara che controlla tutti i traffici verso l'Oriente e le coste dell'Adriatico: tra il 1469 e il 1586 Peschici compare in 23 carte e portolani, gran parte dei quali redatte da geografi della Serenissima. Inoltre, in altri documenti è attestato che a Peschici si costruiscono navi ragusee tra il 1550 e il 1570: «Ser Antonio de Stephano de Ragusio et Ser Marco de Johanne fanno costruire in società una nave de la portata de carra 250. Ditta costruzione debia avvenire in terra Peschize. La dispesa sarà di ducati 500»[7] “In Peschize de Gargano si costruisce una nave pro parte Johannis de Natale de Ragusio, Baroli commorantis”. Il calefatore è Marinus de Ragusio.[8] Dopo la guerra franco-spagnola per il possesso del regno di Napoli, ma soprattutto dopo le ennesime scorrerie dei turchi, di cui abbiamo testimonianze in un manoscritto di Timoteo Mainardi (Ragioni del Monastero di S. Maria delle Tremiti, 1592), si ricorda nel 1554 la strage di Vieste, in cui ci furono migliaia di vittime, e nel 1567 l'assedio di Tremiti, fu decisa la costruzione di dieci torri lungo le coste della Capitanata.

Cinque anni dopo il numero delle torri sale a 21 e tra esse ci sono quella di Monte Pucci, quella detta dei doganieri a San Menaio e quella di Calalunga, che poi fu diroccata nel 1570. La prima descrizione di Peschici l'abbiamo dal Sarnelli nel 1676: “Terra Baronale. È situata in luogo eminente, e che gode della veduta del mare”. Scrive dell'abitato che è contenuto nelle mura di recinzione: fuori le chiese della Madonna di Loreto e di Santa Maria di Sfilzi, i conventi di Calèna, S. Francesco e S. Niccolò. La siccità o una delle ricorrenti invasioni di cavallette (1663) fecero tante vittime da decimare sensibilmente la popolazione.

Nel ‘700 una lapide posta sul Recinto Baronale, nel centro storico, attesta l'appartenenza di Peschici al principe d'Ischitella Emanuele Pinto. Durante l'insurrezione antiborbonca in tutto il Gargano si costituiscono le vendite, le associazioni carbonare, e nel 1848 il peschiciano antiborbonico-liberale nonché attivo uomo politico, poeta e scrittore Giuseppe Libetta (noto perché comandante del primo bastimento a vapore che osò varcare il Mediterraneo, il Ferdinando I, che salpò da Napoli il 27 settembre 1818) entra nel Parlamento nato dalla Costituzione Sabauda. Al plebiscito del 1860 quasi il 40% dei peschiciani votò a favore dei Borboni.

Dall'unità d'Italia ai giorni nostri[edit | edit source]

Nel 1865 l'isolamento del Promontorio Garganico è rotto grazie alla costruzione della strada circum garganica, l'attuale SS 89. Durante il ventennio fascista, nel 1931 arriva la ferrovia garganica e nel 1939 viene ultimato l'Acquedotto Pugliese. Nonostante le battaglie del regime per l'aumento della popolazione e della produzione del grano, Peschici al censimento del 1936 aumenta di un terzo, ma è in aumento anche il fenomeno dell'emigrazione. Non migliore è la situazione del dopoguerra, infatti, con la popolazione in aumento non cresce l'occupazione e il tenore di vita, ma solo il numero di emigranti. Solo con l'avvento del turismo intorno al 1960 ci saranno dei miglioramenti che porteranno molti frutti visibili tutt'oggi.

Monumenti e luoghi di interesse[edit | edit source]

Spiagge[edit | edit source]

Spiaggia di Jalillo[edit | edit source]

Detta anche del mappamondo, è collocata nella parte più occidentale del territorio di Peschici, a Est rispetto alla spiaggia della marina di Peschici da cui è separata da un grande masso roccioso e a cui è collegata tramite una passerella[4]. Lunga poco più di 150 metri e larga mediamente 15, è costituita da sabbia fine mista a ghiaia. È riparata dai venti meridionali e, per la sua esposizione verso Nord, è ombreggiata nel pomeriggio[4].

Marina di Peschici[edit | edit source]

Caratterizzata da una granulometria molto fine, si estende per circa 700 metri tra il porto turistico e il promontorio su cui è arroccato l'abitato di Peschici a Est e l'estremità di Monte Pucci a Ovest, per una larghezza media di 45 metri[4]. La spiaggia è occupata in prevalenza da stabilimenti balneari ed è raggiungibile tramite la SS 89[4]. La sua esposizione a Nord la rende ideale per praticare surf, oltre a darle la particolarità di poter assistere sia all'alba che al tramonto sul mare[4].

Spiaggia di San Nicola[edit | edit source]

Distante poco più di 3 km dall'abitato, è occupata in prevalenza da stabilimenti balneari a servizio delle vicine strutture ricettive[4]. Si estende per poco più di 600 metri per una larghezza media di 45 metri. La granulometria della sabbia è molto fine[4].

Spiaggia di Zaiana[edit | edit source]

Caratterizzata da sabbia fine e fondali degradanti, è circondata da costoni rocciosi da cui è possibile tuffarsi. Negli '70 - '80, oltre ad essere frequentata da naturisti, venne denominata la spiaggia dei giovani[4].

Altre spiagge[edit | edit source]

  • La Cala, racchiusa in una piccola nicchia rocciosa e raggiungibile solo via mare.
  • Baia di Procinisco, spiaggia sabbiosa che si estende per poco più di 200 metri tra due punte rocciose

I Trabucchi[edit | edit source]

I Trabucchi sono una presenza tipica della costa di Peschici, che ne conta ben sette, gli unici trabbuchisti ancora in vita e capaci di costruire un trabucco risiedono a Peschici e fanno capo alla Famiglia Ottaviano e Fasanella. I Trabucchi hanno un'architettura molto complessa, fatta di pali di legno che si intrecciano a fili e carrucole, essi sono uno strumento molto efficace, specie sul nostro litorale, per la pesca del pesce di passaggio. Il loro metodo è semplice e consiste nell'immergere nel mare una grossa rete a sacco sostenuta da svariate antenne, su di queste si posiziona una vedetta che dall'alto riesce a vedere l'arrivo del branco di pesce ed al suo segnale le persone presenti sul Trabucco iniziano a girare una ruota che tramite una fitta e complessa rete di fili e carrucole alza il sacco della rete dal mare ed imprigiona il branco di pesce. Questa pesca è stata praticata per molto tempo e sfrutta le migrazioni dei branchi di pesce da nord a sud dell'adriatico. Oggi svariati Trabucchi sono diventati dei ristoranti molto caratteristici dove si può gustare il pesce dopo averlo pescato.

Le torri[edit | edit source]

Fin dalle origini la storia di Peschici è profondamente legata al mare ed ai suoi pericoli. Il borgo fu fondato, infatti, nell'XI secolo da un manipolo di soldati slavi inviati nella zona da Ottone I per far fronte alla minaccia dei saraceni. A memoria di una storia secolare di attacchi ed incursioni restano oggi alcune torri costiere erette nella seconda metà del Cinquecento per difendere il territorio da pirati e corsari.

I fortilizi si levano su alte rupi a picco sul mare, in posizione dominante e panoramica rispetto all'Adriatico: tale ubicazione risulta strategica e funzionale all'avvistamento ed alla segnalazione delle navi nemiche. Le torri hanno base quadrangolare e presentano la forma di tronchi di piramide; l'accesso avveniva dal lato rivolto verso i monti per mezzo di scale retrattili in legno, successivamente sostituite da rampe fisse in muratura.

Le feritoie, invece, che fungevano anche da finestre, erano aperte nelle pareti laterali. Ogni torre doveva essere visibile da altre due torri: l'avviso delle imminenti incursioni di giorno avveniva per mezzo di segnali di fumo, di notte per mezzo di segnali di fuoco oppure ricorrendo al suono di campane o di corni. Talora venivano anche inviati dei messaggeri a cavallo ad allertare la popolazione locale.

Tra le torri superstiti la più famosa è sicuramente quella di Monte Pucci che regala ai suoi visitatori un panorama meraviglioso. La torre, arroccata sull'alta roccia calcarea, avvolta dall'esaltante profumo di pino misto a quello del mirto, ha perso l'originario coronamento e come le altre della zona presenta dimensioni assai ridotte che ne attestano la funzione di avvistamento e non, quindi, difensiva.

Società[edit | edit source]

Evoluzione demografica[edit | edit source]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[edit | edit source]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 230 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 127 2,88%

Cultura[edit | edit source]

Cinema[edit | edit source]

Nel 1953 a Peschici, fu girato il Film de il Figlio dell’uomo (Ecce Homo), un film di Virgilio Sabel sulla vita, la passione e la resurrezione del cristo prodotto dalla San Paolo Film. Nei fotogrammi del film in Bianco e Nero si distinguono chiaramente alcune location, dalla Torre di Monte Pucci all’abbazia di Calena, e alcuni volti: la popolazione del paese partecipò in massa alle riprese. Fu location nel 2001 del film I cavalieri che fecero l'impresa, di Pupi Avati. Nel 2002 viene girato un altro film: Nemmeno in un sogno, di Gianluca Greco. http://it.wikipedia.org/wiki/Nemmeno_in_un_sogno A Peschici è stato ambientato il primo episodio del film Un'estate al mare, dei fratelli Vanzina. L'episodio s'intitola Il Conte di Montecristo e ha per protagonisti Lino Banfi e Victoria Silvstedt.

Geografia antropica[edit | edit source]

Urbanistica[edit | edit source]

Peschici panorama da Montepucci.jpg
Peschici (I) Gargano (tone-mapping).jpg
Paese

Il tessuto urbano presenta una morfologia intricatissima, fatta di vicoli, piazzette, corti, scalinate, stretti passaggi, archi e soprattutto case bianche, tipiche dell'architettura mediterranea. L'espansione urbana ha avuto luogo in due aree e secondo modalità diverse: sul promontorio, verso l'entroterra, di tipo relativamente intensivo, e nella Valle Clavia, verso Monte Pucci, di tipo sporadico e con vocazione turistico-ricettiva.

Amministrazione[edit | edit source]

Sport[edit | edit source]

A Peschici si sono concluse tre tappe del Giro d'Italia:

Il comune ospita i campionati internazionali di Orienteering in primavera ed in autunno.[senza fonte]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Peschici Calcio.

Personaggi celebri[edit | edit source]

Eventi[edit | edit source]

  • Notte Arcobaleno per i diritti degli omosessuali, 30 luglio

Curiosità[edit | edit source]

Il 31 ottobre 1998 venne realizzata a Peschici una vincita record al Superenalotto. Con un maxisistema furono vinti oltre 63 miliardi di lire. In quella data questa cifra era la più alta mai vinta per un gioco a premi in Europa.[senza fonte]

Note[edit | edit source]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Comuni Italiani.it, Peschici, comuni limitrofi. URL consultato il 15-3-2013.
  4. ^ a b c d e f g h i APT Regione Puglia, 2009, op. cit., p. 25-38
  5. ^ a b Dati "Ilmeteo.it"
  6. ^ a b c d Sito istituzionale del comune di Peschici, op. cit.
  7. ^ Cod. Dipl. Barl., vol. 10, n.28>
  8. ^ Cod. Dipl. Barl., vol. 10, n.380>
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[edit | edit source]

Web[edit | edit source]

Voci correlate[edit | edit source]

Altri progetti[edit | edit source]

Collegamenti esterni[edit | edit source]