Legnaro

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Legnaro
comune
Legnaro – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Padova-Stemma.png Padova
Amministrazione
Sindaco Ivano Oregio Catelan (centrodestra) dal 7/06/2009
Territorio
Coordinate 45°21′00″N 11°58′00″E / 45.35°N 11.966667°E45.35; 11.966667 (Legnaro)Coordinate: 45°21′00″N 11°58′00″E / 45.35°N 11.966667°E45.35; 11.966667 (Legnaro)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 14,91 km²
Abitanti 8 594[1] (31-12-2010)
Densità 576,39 ab./km²
Frazioni Casone, Volparo
Comuni confinanti Brugine, Padova, Polverara, Ponte San Nicolò, Sant'Angelo di Piove di Sacco, Saonara
Altre informazioni
Cod. postale 35020
Prefisso 049
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 028044
Cod. catastale E515
Targa PD
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti legnaresi
Patrono san Biagio
Giorno festivo 3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Legnaro
Posizione del comune di Legnaro all'interno della provincia di Padova
Posizione del comune di Legnaro all'interno della provincia di Padova
Sito istituzionale

Legnaro è un comune italiano di 8.129 abitanti[2] della provincia di Padova, in Veneto, situato a sud-est del capoluogo.

Importante comune della provincia di Padova per la ricerca e la formazione universitaria, ospita uno dei quattro laboratori italiani dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e le facoltà di Agraria e di Medicina veterinaria dell'Università degli studi di Padova. Vi si trova inoltre la sede centrale dell'ente regionale Veneto Agricoltura, situata all'interno delle storiche mura della Corte Benedettina.

Evoluzione demografica[edit | edit source]

Abitanti censiti[3]

Storia[edit | edit source]

L'origine del nome[edit | edit source]

Il toponimo deriva da "Lignarium", forse, per la grande produzione di legna tagliata fuori dai centri abitati e per la presenza di grandi quantità di boschi un tempo esistenti su questo territorio.

Le antiche Origini[edit | edit source]

Tra Padova e Piove di Sacco, in direzione sud, si trova Legnaro. Il paese sorge su una pianura alluvionale, un tempo coperta da boschi, da cui deriva l’antico nome. Fu centro importante della Saccisica, area di insediamenti Paleoveneti, di centuriazione Romana, di”arimannia” longobarda e di proprietà imperiale (per questo indicata come oggetto di fisco o saccus. Di Legnaro si parla per la prima volta in un documento dell'828 che conferma al Monastero di S. Giustina (di Padova) il possesso dei beni in quel territorio. Con la conquista dei Veneziani (intorno al '400), il territorio coperte di selve e paludi fu oggetto di una profonda opera di bonifica grazie ai monaci Benedettini che riuscirono a migliorare di molto le condizioni del territorio, organizzando una vera e propria "azienda" di tipo agricolo. Questa florida situazione durò fino alla venuta di Napoleone che requisì i beni dei monaci. Dall'anno mille in poi, comincia la ripresa grazie al Vescovo di Padova e all'ordine dei Benedettini che si condividevano i territori di Legnaro.

Lo stemma di Legnaro[edit | edit source]

Descrizione Araldica: Lo Stemma di Legnaro si presenta con al centro: la volpe, rappresentata nella parte superiore dello stemma che rievoca la frazione di Volparo, ai confini con Polverara e nel contempo l'antica fauna locale ed il tronco di un albero che ricorda la quantità di legname che qui si conservava e che proveniva dalla selva di Scandalò o dal bosco che si estendeva nell'odierna località Ronchi (da cui deriva il toponimo da "roncare", disboscare), o da altri luoghi. Sopra al riquadro è “sormontato da una stella di sei raggi d'azzurro, corrente sulla campagna bandata d'oro e d'azzurro” colori che avvolgono lo stemma sono: l’azzurro ed il verde, che ricordano visivamente foreste e a paludi.

Tradizioni[edit | edit source]

Il patrono di Legnaro è San Biagio che si celebra il 3 febbraio di ogni anno. È venerato come il protettore della gola perché la leggenda racconta della guarigione di una bambina usando un'arancia. San Biagio era un medico che a causa della sua fede venne perseguitato ed imprigionato dai romani. Durante il processo rifiutò di rinnegare la sua fede cristiana e per punizione fu torturato con fettini di ferro, morì martire dopo tre anni dalla concessione di libero culto ( nel 313). San Biagio morì decapitato.

Casone di famiglia

La sagra[edit | edit source]

La “Sagra di Legnaro” si svolge nel centro della città dal venerdì precedente la prima domenica di settembre comprendendo la festività della Natività di Maria (8 settembre), per la durata di 12 giorni, fino al primo o martedì successivo alla medesima festività. Le iniziative organizzate durante i giorni di festa: spettacoli teatrali, spettacoli folcloristici, mostre, rassegne e conferenze, esibizioni sportive, raduni di mezzi agricoli, lotterie, pesche di beneficenza e tombole nonché gli immancabili stands gastronomici per consumare molti prodotti tipici locali. Durante la sagra si organizzano serate danzanti e spettacoli all'interno della storica Corte Benedettina. Le cinque contrade cittadine si sfidano in varie gare di abilità e durante la serata finale viene proclamata la contrada vincitrice. Nella giornata finale inoltre, davanti al palazzetto del sport si allestisce il grande mercato dei cavalli. grande fiera del cavallo mercato, dove molti mercanti cercano di vendere dei cavalli.

Festa del Cavallo[edit | edit source]

La festa del cavallo è la festa tradizionale di Legnaro più importante e partecipata. È "celebrata" da ormai moltissimi anni con una durata di circa dieci giorni dal 1 giugno al 11 giugno. Negli stand enogastronomici della festa si preparano vari piatti a base di carne di cavallo, il piatto tipico dei legnaresi. Durante la festa sono organizzati tornei ed esibizioni equestri.

Alcuni proverbi legnaresi[edit | edit source]

doe se magna en tri,se magna anca en quatro; i ultimi sarà i primi....se i primi i gà creansa; montagna scura piova sicura; nel grande ghe sta el poco e anca el tanto; la galina che canta ga fato el ovo; quel che no ingossa, ingrassa. inpianta i fasoli e i cresse con el mitra

Cucina[edit | edit source]

Sfilacci di cavallo[edit | edit source]

Si prendono delle bistecche di cavallo e si mettono sotto sale per qualche giorno, dopodiché si appendono ad una trave sospesa su di un caminetto. La carne va poi affumicata molto lentamente, mantenendo il fuoco sempre dolce e senza fiammate . Una volta essiccata la carne va sfilacciata, preferibilmente a mano. È ottima come antipasto, soprattutto se accompagnata dalla polenta, oppure come condimento per primi piatti.

Risi coi Figadini[edit | edit source]

focolare

Pietanza tipica dei pranzi di nozze di una volta. Ecco la ricetta: riso(350 g.), 3 fegatini di pollo, una cipolla, burro (35 g.), 3 cucchiai di grana, sedano e brodo. Tagliare a pezzetti i fegatini ed aggiungerli ad un soffritto di cipolla e sedano tritati. Versare il riso aggiungendo poi brodo bollente un poco alla volta fino ad ultimarne la cottura. Unire una noce di burro, grana e servire ben caldo.

Fritajeta col Salame[edit | edit source]

Ricetta per 4 persone: salame morbido(100 g.), 6 uova, olio e burro, sale e pepe, grana. Tagliare il salame a pezzetti e farlo friggere in una farsura con un po' d'olio. Intanto in una terrina sbattere le uova con il grana, sale, pepe, poi versare il composto nella padella con il salame. Mescolate, lasciate cuocere, poi voltate la frittata e completate la cottura.

Schisòto[edit | edit source]

Tipico pane da gustare con il prosciutto. Il padovano era famoso in passato per l'ottimo pane, "il più bianco d'Italia", erano tanti i tipi di pane con le forme più strane: pane da masseria (che doveva bastare per l'intera settimana), ciope, piavette, corneti, pan con uva passa.

Spezzatino di cavallo[edit | edit source]

Rosolare una cipolla e mezzo tritata nell'olio, aggiungere la carne tagliata a pezzi non molto grandi, mettere sale e pepe con un gambo di sedano e due carote tritati, un po' di salsa di pomodoro. Irrorare infine,con un bicchiere di vino bianco e portare a cottura a fuoco lento, fino ad ottenere un sugo denso. Già nel 1866 risulta che a Legnaro si facesse uso di carne equina in parte salata ed affumicata per la preparazione di salumi ed insaccati. Con la carne di cavallo si preparavano stufati ed arrosti, ma si usava anche lessarla in minestre di fagioli. Il puledro si usava per il brasato al vino, spezzatino alla cacciatora e sfilacci.

Chiese, monumenti e palazzi[edit | edit source]

La chiesa di S. Biagio[edit | edit source]

La chiesa di San Biagio - Facciata

La chiesa di Legnaro è stata costruita tra il 1779 e il 1786 su disegno dell'architetto Giorgio Massari, benedetta il 25 luglio del 1786 e inaugurata nel 1803 anche se i lavori della facciata continuarono fino al 1821.

La chiesa fu poi consacrata nel 1907 e nel 1917 divenne arcipretale. L'ampia navata in stile ionico appariva nel 1822 completamente arredata con sette altari: l'altare maggiore con tabernacolo marmoreo sovrastato da una pala “Cristo, gli apostoli e una folla adorante”; l'altare dei Santi Biagio, Carlo Borromeo e Girolamo; l'altare dell'Addolorata. Di particolare rilievo sono i tre quadri del Seicento: ”Disputa con Gesù nel tempio”, “Disputa con S. Stefano” ed il “Martirio di S. Lorenzo”.

Nel 1920 fu approvata la cessione alle Gallerie dell'Accademia di Venezia della “Madonna con Bambino”, opera matura di Jacopo Bellini. Il 9 novembre 1973 fu deciso per motivi di sicurezza di affidare alla Curia Vescovile di Padova la bella tavola di Palma il Vecchio, “S. Giustina” e altre opere di pregio: “Sacra Famiglia”, attribuita al Fontebasso; “Gesù sale al Calvario”; “Gesù al Calvario”; un bellissimo “Crocefisso”in legno, messali, reliquiari, e libri liturgici.

Villa Baretta[edit | edit source]

Villa Baretta
Interno di Villa Baretta

Nel 1675 Clemente Fossa acquistò una casa padronale con costruzioni annesse, un orto e un brolo nel centro di Legnaro. Successivamente la famiglia Fossa realizzò un'ingente sistemazione della residenza, sia all'esterno che all'interno. Le arcate del prospetto principale furono modificate con l'introduzione di una loggia colonnata e affrescata, mentre le sale del primo livello furono dotate di controsoffitti che ricoprirono gli originali soffitti a cassettoni.

Tra il 1872 e il 1873 il nuovo proprietario, il dottor Vincenzo Boscaro, fece innalzare il secondo piano e aggiungere un terzo livello mansardato. La villa venne adibita a casa di cura per nobili; infine sarà venduta al commerciante Giulio Rampin, conosciuto con il soprannome di Spigon. Nel XX sec. la proprietà del complesso mutò varie volte, come la sua destinazione d'uso. L'edificio prima di essere abbandonato fu utilizzata anche come scuola materna per circa vent'anni. La famiglia Baretta acquisto' l'immobile nel 1990 e diede avvio a una generale opera di restauro. La villa si presenta oggi in un buono stato di conservazione.

La Corte Benedettina[edit | edit source]

La Corte Benedettina - il cortile interno

Il monumento più prezioso e significativo della comunità di Legnaro è la Corte Benedettina, centro economico, sociale e culturale della città. Sorta nel '400 per iniziativa dei monaci di S. Giustina di Padova.

All'inizio del Cinquecento venne completata l'ala di nord-est con la parte residenziale per i monaci e quella destinata a magazzino. L'area della corte fu cintata da un muro con torre colombaia a ovest. Verso la metà del Settecento vennero prolungate le ali su via Roma e via Orsaretto. Nel 1810, in occasione della soppressione delle corporazioni religiose, la Corte passò allo stato che nel 1837 la vendette a Ermanno Todesto, un banchiere e imprenditore ebreo di Vienna. Per volere di questi fu edificata l'ala ovest con la stalla e il fienile ed infine nel 1852 il prolungamento dell'ala nord su via Orsaretto con la filanda. Tra il 1850 e il 1960 la proprietà del complesso mutò varie volte, infine divenne proprietà della Regione che l'assegnò in parte a Veneto Agricoltura ed in parte al Comune di Legnaro per attività culturali e sociali. Oggi,una parte della corte è occupata da un residence-ristorante "Corte Benedettina". Il complesso, molto rimaneggiato e alterato nei secoli, possiede ancora preziosi elementi antichi, ad esempio le eleganti colonnine in pietra di Nanto con capitelli antecedenti al XV secolo, le tracce di pittura sul lato interno della palazzina a est, i soffitti a cassettoni in legno dipinto in alcune stanze della palazzina a nord e due caminetti di pietra ottocenteschi con maioliche dipinte. È stata anche recuperata l'antica chiesetta di santa Giustina. La Corte fu per secoli il fulcro da cui si irradiavano tutti gli interventi sul territorio riguardanti il lavoro e la salvaguardia del suolo; qui si raccoglievano decime, quartesi, onoranze, affitti, qui si ricorreva per la giustizia e la pietà. Intorno all'ampio spiazzo centrale con la pesa si aprivano un tempo stalle, granai, cantine, fienili, rimesse, magazzini, locali per cedraia, legnaia, allevamento dei bachi da seta. La potenza economica del Monastero e il lavoro della popolazione si integravano e si manifestarono nella Corte, vero monumento alla Comunità di Legnaro.

Prospettive di sviluppo della comunità[edit | edit source]

Sede Facolta' di Agraria

Fino a pochi anni fa (circa 50 anni fa) il settore economico trainante per Legnaro come per il resto dell'Italia era l'agricoltura, ma a partire dal 1960, data della nascita della zona industriale e artigianale, il settore industriale è diventato l'asse portante dell'economia legnarese. Infatti le famiglie che vivevano in campagna di sola agricoltura erano molte, oggi si preferisce il centro della città per essere più comodi ai servizi. Le principali attività industriali e artigianali di Legnaro sono varie: industria del legno, officine meccaniche, industrie per la produzione dei metalli, calzaturifici e aziende specializzate nell'elettronica. Un esempio per tutti è la società "NAR", un'industria di materiale adesivo che ha stabilimenti in tutto il mondo ed è tra i leaders mondiali del settore.

L'Università[edit | edit source]

L'Università di Padova è presente nel territorio di Legnaro con due importanti insediamenti: la facoltà di Agraria e di Medicina Veterinaria. Le suddette facoltà sono frequentate da 4000 studenti e oltre 1000 addetti tra docenti, funzionari, tecnici di laboratorio, ricercatori,... Negli ultimi anni si è discusso ripetutamente della possibilità di inserire nuove facoltà legate alla ricerca scientifica, anche in considerazione del fatto che nel territorio è già presente un importante parco scientifico.

Acceleratore di particelle dei laboratori dell'INFN di Legnaro

Il parco scientifico[edit | edit source]

Il parco scientifico è composto dai laboratori di ricerca dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie, che collabora strettamente con le Facoltà di Agraria e con il Dipartimento di Medicina Veterinaria, e dai laboratori dell' INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) che promuove, coordina ed effettua la ricerca scientifica nel campo della fisica nucleare, subnucleare e astroparticellare. Nella seconda metà degli anni '50 l'INFN progettò il primo acceleratore italiano, l'elettrosincrotrone realizzato a Frascati dove nacque il primo laboratorio nazionale dell'Istituto. Nello stesso periodo l'INFN iniziò un'attività di ricerca in collaborazione con il CERN, Centro europeo di ricerche nucleari di Ginevra, per la costruzione e l'utilizzo di macchine acceleratrici.

Persone legate a Legnaro[edit | edit source]

Sport[edit | edit source]

Polisportiva Legnaro PGS 2000[edit | edit source]

La Polisportiva è nata nel 1998 dall'unione delle tre realtà pallavolistiche legnaresi: la PGS Ardor, la New Volley e il G.S. La Torre. La società ha mantenuto nel nome la sigla PGS della vecchia PGS Ardor ed ha scelto di continuare a far parte delle Polisportive Giovanili Salesiane con l'intenzione di "educare" attraverso lo sport. Attualmente le discipline sportive praticate presso la Legnaro PGS 2000 sono: Pallavolo, Ginnastica artistica, Pattinaggio artistico e Hockey in-line.

U.S. Legnarese[edit | edit source]

La storica società di calcio è la U.S. Legnarese presso cui molti atleti praticano lo sport suddivisi nelle seguenti squadre per fascia d'età: juniores, prima squadra. Attualmente la prima squadra milita nel campionato di Prima Categoria. In questa società ha militato anche il calciatore ex Milan e Padova, Filippo Maniero.

Legnaro Calcio[edit | edit source]

Il 28 febbraio 2013 è stato costituito il Legnaro Calcio che vanta tra i suoi dirigenti Filippo Maniero.[4]

Note[edit | edit source]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31/05/2007 [1].
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Martina Maniero, C’è Pippo Maniero a guidare il neonato Legnaro. Ai genitori: «Contiamo sui vostri ragazzi» in Il Mattino di Padova, 2 marzo 2013. URL consultato il 16 luglio 2013.

Bibliografia[edit | edit source]

  1. Narratori Legnaresi - Memorie di Legnaro - patrocinato dal Comune di Legnaro e dalla Regione Veneto.
  2. Marilia Ciampi Righetti - Legnaro e il suo territorio - Comune di Legnaro
  3. Sito del Comune di Legnaro.
  4. Sito della Pro Loco di Legnaro.
  5. Sito dei comuni italiani.
  6. Sito del Dipartimento di medicina veterinaria.
  7. Sito dell'Universita' di Padova.

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