Walmart

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Walmart Stores, Inc.
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Stato Stati Uniti Stati Uniti
Tipo Public company
Borse valori NYSE: WMT
ISIN US9311421039
Fondazione 1962 a Rogers (AR)
Fondata da Sam Walton (1918-1992)
Sede principale Bentonville (AR)
Persone chiave
Settore GDO
Prodotti
Fatturato Green Arrow Up.svg 446,950 miliardi $ (2012)
Risultato operativo Green Arrow Up.svg 26,558 miliardi $ (2012)
Utile netto Red Arrow Down.svg 15,699 miliardi $ (2012)
Dipendenti approx. 2.200.000 (2012)
Slogan «Save Money, Live Better. (Stati Uniti)
WE SELL FOR LESS! (Canada
Sito web www.walmart.com

La Walmart Stores Inc, è una multinazionale statunitense, proprietaria dell'omonima catena di negozi al dettaglio Walmart, fondata da Sam Walton nel 1962. È il più grande rivenditore al dettaglio nel mondo, prima multinazionale al mondo nel 2010 per fatturato[1] e numero di dipendenti.

Oggi è la più grande catena operante nel canale della grande distribuzione organizzata.

Dopo la morte del fondatore, ora la multinazionale è di proprietà dei suoi eredi: il figlio Robson è anche l'attuale amministratore delegato e figura-chiave dell'azienda. Altri soci sono gli altri figli di Sam Walton: John T. Walton, Jim Walton, Alice Walton e la moglie del fondatore Helen Walton. Dopo la morte di John Walton gli è succeduta la moglie Christy Walton.

Critiche verso il sistema Walmart[modifica | modifica wikitesto]

Modello economico adottato[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti, e in altri paesi in cui Walmart si è diffuso, spesso vi sono state numerose proteste per il modo di operare della compagnia; proteste relative in particolare al suo impatto sull'economia locale, sull'uso della forza lavoro e sulla sua dannosità complessiva in ottica macroeconomica. Riassumendo molto, molto sinteticamente, Walmart (soprattutto negli ultimi anni) ha ottenuto il proprio successo commerciale sia tagliando le spese sulla forza lavoro attraverso l'impiego di operai non specializzati o part-time, e opponendosi ai sindacati tra i lavoratori, sia fornendo merce fabbricata in paesi con costi minori (Cina, Filippine ecc). In un'ottica macroeconomica, tale sistema non può che impoverire le nazioni in cui si stabilisce, danneggiando la base produttiva (cioè portando alla chiusura gli stabilimenti nazionali i quali producevano i beni a un prezzo non competitivo con quelli importati dall'estero) e, nel lungo periodo, diminuendo i salari medi e il tasso di occupazione in detti paesi (sempre secondo i critici). In effetti, tali critiche coincidono con quelle rivolte all'immagine più negativa della globalizzazione: lo sfruttamento contemporaneo dei paesi meno sviluppati, nei quali si può produrre a basso costo sottopagando i lavoratori, e dei paesi avanzati nei quali si è formata una classe di consumatori relativamente benestante la quale trova conveniente acquistare i beni importati; il tutto danneggiando sia i paesi produttori (i cui lavoratori rimangono sottopagati) sia i paesi importatori (la cui base produttiva viene danneggiata) a solo profitto delle aziende importatrici.

Sfruttamento minorile[modifica | modifica wikitesto]

La Walmart è stata accusata di sfruttamento minorile. Bambini tra i 5 e i 12 anni vengono mandati nei campi a raccogliere mirtilli poiché hanno mani delicate per raccogliere il frutto senza rovinarlo[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ WAL-MART: The High Cost of Low Price. URL consultato il 3 giugno 2011.
  2. ^ Usa: bambini di 5 anni al lavoro nei campi, i piccoli usati per raccogliere i mirtilli, Corriere della Sera. URL consultato il 2 novembre 2009.

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