Pechino

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Pechino
municipalità
(ZH) 北京市 (Beijīng)
abbrev. 京
Pechino – Veduta
Localizzazione
Stato Cina Cina
Amministrazione
Governatore Guo Jinlong
Segretario PCC Liu Qi
Territorio
Coordinate 39°54′20″N 116°23′29″E / 39.905556°N 116.391389°E39.905556; 116.391389 (Pechino)Coordinate: 39°54′20″N 116°23′29″E / 39.905556°N 116.391389°E39.905556; 116.391389 (Pechino)
Altitudine 43,5 m s.l.m.
Superficie 16 801,25 km²
Abitanti 19 612 368 (2010)
Densità 1 167,32 ab./km²
Prefetture 16
Contee 2
Comuni 289
Altre informazioni
Cod. postale 100000 – 102629
Prefisso 10
Fuso orario UTC+8
ISO 3166-2 CN-11
Targa 京A, C, E, F, H, J, K, L, M, N, P
京B (taxi)
京G, Y (fuori dall'area urbana)
京O (polizia)
京V (in rosso, militari e governo centrale)
Nome abitanti pechinesi
PIL (nominale) 1 377,79 MLD ¥ (2010)
PIL procapite (nominale) 70 251 ¥
Cartografia

Pechino – Localizzazione

Sito istituzionale

La metropoli di Pechino (in cinese: 北京sempl., Beijīngpinyin) pronuncia in mandarino[?·info], letteralmente "capitale del nord", è la capitale della Repubblica popolare cinese.

L'intera municipalità ha dimensioni pari a poco più della metà del Belgio e conta oltre 18 milioni di abitanti. Pechino è la seconda città più popolosa della Cina, la capitale di stato più popolosa al mondo ed è la terza città al mondo per popolazione. Confina esclusivamente con la provincia dell'Hebei e a sud-est con la municipalità di Tianjin.

Per quanto concerne la sua estensione superficiale, Pechino è la città più estesa del mondo, seguita dalle sue connazionali Qingdao e Shanghai. Basti pensare che la sua estensione è pari a poco meno dell'intera superficie della regione Lazio.

Pechino è una delle quattro municipalità con status di provincia della Repubblica popolare cinese ed è sotto il controllo diretto del governo centrale. Pechino è una municipalità sin dalla costituzione della Repubblica popolare cinese.

È riconosciuta come il centro politico, culturale e scientifico della nazione al contrario di Shanghai, che gode dello status di maggiore centro economico.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo Beijing significa letteralmente "Capitale del nord", in linea con la tradizione orientale di denominazione delle capitali. Altra città che segue tale criterio sono Nanchino (in cinese: 南京sempl., Nanjingpinyin, letteralmente "capitale del sud") e Tokyo (東京 Tōkyō?, capitale orientale).

Il nome Pechino segue la romanizzazione del sistema postale cinese, ed è il nome ufficiale e più comune di Beijing in italiano. Il termine, originato da alcuni missionari francesi, risale a quattro secoli fa.

In passato, il nome è cambiato diverse volte. Dal 1928 al 1949 la città era conosciuta come Peiping (in cinese: 北平sempl., Beipingpinyin, Pei-p'ingWade-Giles), letteralmente "pace settentrionale". Il nome fu cambiato – con la rimozione dell'elemento significante "capitale" (jing 京) – perché il governo del Kuomintang spostò la capitale a Nanchino.

Il Partito comunista cinese cambiò il nome in Pechino (Beijing) nel 1949 per evidenziare il ritorno al ruolo di capitale. Il governo della Repubblica di Cina/Formosa non ha mai formalmente riconosciuto il cambio di nome e, durante gli anni cinquanta e gli anni sessanta, a Taiwan si usava Beiping per implicare l'illegittimità della Repubblica Popolare Cinese. Oggi, quasi tutti i cittadini di Taiwan, governo incluso, usano come nome Beijing malgrado alcune carte della Cina taiwanesi usino tuttora il vecchio nome.

Yanjing (in cinese: 燕京sempl., Yānjīngpinyin, Yen-chingWade-Giles) è ed è stato un nome popolare ed informale, riferito all'antico stato Yan della dinastia Zhou. Da tale nome derivano quello della locale Birra Yanjing e dell'università di Yenching, che fu unita all'Università di Pechino. Durante la dinastia Yuan, Pechino era conosciuta come Khanbaliq, "Città del Khan"[1], come riferito da Marco Polo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nei pressi di Pechino sono stati rinvenuti resti di città risalenti al I millennio a.C. La capitale dello Stato di Yan, una delle potenze del periodo dei Regni Combattenti, venne fondata a Ji, vicino alla moderna Pechino. Ji venne abbandonata non più tardi del VI secolo e ancora non se ne conosce l'esatta localizzazione.

Durante la Dinastia Tang e la Dinastia Song l'area attuale di Pechino fu solamente occupata da piccoli villaggi.

La Tarda dinastia Jin cedette una larga porzione della sua frontiera settentrionale, inclusa Pechino, alla dinastia Liao dei Kithan nel X secolo. La dinastia Liao instaurò subito una capitale secondaria nella città stessa chiamandola Nanjing ("la Capitale Meridionale"). La dinastia Jin dei Jurchen conquistò Liao e governò la Cina settentrionale costruendovi la propria capitale Zhongdu ("Capitale Centrale"). Zhongdu fu situata in prossimità dell'odierna Tianningsi, leggermente scostata a sud-ovest rispetto al centro di Pechino.

Le forze Mongole rasero al suolo Zhongdu (中都) nel 1215. Nel 1267 edificarono Dadu (大都, la loro "Grande Capitale" posta a nord della capitale della dinastia Jin. Dadu era anche conosciuta con il nome di Khanbaliq (la città del Khan): è considerata come l'effettivo nucleo originario di Pechino e viene indicata da Marco Polo con il nome di "Cambaluc". I Mongoli preferirono il sito di Pechino a località più tradizionali nella Cina centrale come sede della nuova capitale perché più vicino alla Mongolia. Questa scelta contribuì a migliorare lo status della città da sempre al limite settentrionale della Cina propria.

Nel 1403 Yongle (永乐, anche conosciuto come Zhu Di), terzo imperatore Ming che aveva da poco conquistato il trono uccidendo il nipote dopo una sanguinosa guerra civile, rinominò la città Beijing o "Capitale Settentrionale". È durante questo periodo che Pechino assunse la forma attuale con mura di cinta che oggi corrispondono al secondo raccordo anulare.

La Città Proibita fu eretta dal 1406 al 1420, seguita dal Tempio del Paradiso nel 1420 e altri progetti di riqualificazione urbana. Piazza Tienanmen venne bruciata due volte durante la dinastia Ming. L'odierna piazza, simbolo della Repubblica Popolare Cinese, risale al 1651.

Pechino fu anche la capitale dell'Impero Mancese della dinastia Qing e della Repubblica di Cina proclamata nel 1912. Negli ultimi cento anni della dinastia mancese, Pechino venne più volte invasa e soggetta a sommossa: nel 1860 le truppe anglo-francesi occuparono e distrussero quasi completamente l'Antico Palazzo d'Estate (圆明园) e nel 1900 si verificò la rivolta dei Boxer contro le legazioni straniere. Nel 1911 fu proclamata la Repubblica Cinese: il presidente era Sun Yat Sen, ma il potere effettivo rimase nelle mani di alcuni signori della guerra, fra i quali Yuan Shikai. Nel 1928 il Kuomintang (Partito Nazionalista della Cina) decise di stabilire a Nanchino la capitale della repubblica. Il Giappone conquistò Pechino nel 1937 sino alla conclusione della seconda guerra mondiale nel 1945.

Il 31 gennaio 1949 durante la Guerra Civile Cinese le forze comuniste entrarono in città senza dover combattere. Il 1º ottobre 1949 Mao Zedong annunciò la nascita della Repubblica Popolare Cinese: Pechino ne divenne la capitale.

Dalla nascita della repubblica popolare ad oggi la città si è sviluppata oltre il secondo raccordo anulare: le vecchie mura sono state abbattute per ampliare i grandi viali centrali e costruire la linea circolare della metropolitana. Tutto ciò si interruppe nel 1966, con l'avvio della rivoluzione culturale. Le riforme economiche di Deng Xiaoping, a partire dal 1976 in poi hanno contribuito all'ulteriore crescita del territorio cittadino.

Il centro della città è stato scelto per la protesta di piazza Tienanmen del 1989.

Pechino ha ospitato la XXIX Olimpiade nel 2008.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il ponte di Marco Polo.

Le colline dominano la municipalità di Pechino a nord, nord-ovest e ovest. I distretti di Yanqing County e Huairou, nella regione nord-ovest della municipalità, sono caratterizzati dalla catena dei monti Jundu. La parte occidentale della municipalità è incorniciata dalla catena montuosa di Xishan. A questa catena, lungo il confine con la provincia dell'Hebei, appartiene il monte Dongling che con i suoi 2303 metri è il punto più elevato della municipalità. I principali fiumi che scorrono all'interno della municipalità in direzione sud sono il fiume Yongdingand e il fiume Chaobai, parte del sistema fluviale di Haihe. Il Grande Canale della Cina collega Pechino ad Hangzhou e il Grande Canale del Nord scorre dalla capitale verso il sistema dell'Hai He. La riserva di Miyun, situata lungo il tratto superiore del fiume Chaobai, costituisce la principale fonte di approvvigionamento idrico della città.

L'area urbana di Pechino è situata nella parte centro-meridionale della municipalità occupandone una limitata ma crescente area. Lo sviluppo del territorio urbano avviene tramite fasce delimitate da raccordi anulari concentrici. Piazza Tien'anmen è al centro esatto di Pechino ed è posizionata a sud della Città Proibita. A ovest di piazza Tian'anmen è collocata Zhongnanhai, quartiere residenziale esclusivo per i massimi dirigenti del Partito Comunista Cinese. Chang'an Avenue attraversa il centro di Pechino da est a ovest.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima della città è fortemente continentale per via delle estati calde e umide, spesso molto afose e poco tollerabili anche da un punto di vista di inquinamento urbano, e degli inverni decisamente freddi se rapportati ad una latitudine medio bassa ma anche molto ventilati, "relativamente soleggiati" (in termini d'intensità solare ma anche di durata del giorno) e secchi. Il clima estivo è influenzato dal monsone dell'Asia orientale e il clima invernale risente dell'anticiclone siberiano. Le temperature medie in gennaio oscillano tra i -7 e i -4 °C; in luglio variano tra i 25 e i 26 °C. Le precipitazioni annue sono di 600 mm in media[2].

Nuvola apps kweather.png Parametri climatici medi di Pechino Weather-rain-thunderstorm.svg
Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 1,6 4,0 11,3 19,9 26,4 30,3 30,8 29,5 25,8 19,0 10,1 3,3
17
Temperatura media (°C) -4.3 -1,9 5,1 13,6 20,0 24,2 25,9 24,6 19,6 12,7 4,3 -2,2
12
Temperatura minima media (°C) -9.4 -6,9 -0,6 7,2 13,2 18,2 21,6 20,4 14,2 7,3 -0,4 -6,9
7
Precipitazioni in mm 2,6 5,9 9,0 26,4 28,7 70,7 175,6 182,2 48,7 18,8 6,0 2,3
63
Giorni di pioggia 0,7 1,5 2,0 3,0 3,9 5,9 10,3 9,4 4,4 2,8 1,3 0,7
3,8
Fonte: Hong Kong Observatory

Le attività industriali e il traffico automobilistico sono le principali cause di un forte inquinamento atmosferico. L'erosione dei deserti settentrionali e occidentali della Cina e la deforestazione della municipalità di Pechino provocano tempeste di sabbia che affliggono periodicamente la città.

Una "Pechino" molto meno conosciuta è quella sotterranea: infatti, nel sotterraneo di Pechino si trovano una serie di cunicoli sotterranei scavati dai civili (per riparo) nel momento in cui si era alle soglie di una guerra (poi scampata) con l'Unione Sovietica.

Wangfujing Road, Pechino

Quartieri[modifica | modifica sorgente]

Alcuni dei principali quartieri della area cittadina di Pechino:

Città[modifica | modifica sorgente]

Alcune delle città della municipalità di Pechino al di fuori dei limiti urbani:

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

La municipalità di Pechino comprende attualmente 16 suddivisioni a livello di contea amministrativa, di cui 14 distretti urbani e suburbani e due contee rurali. Dal 1º luglio 2010, Chongwen (崇文区) e Xuanwu (宣武区) sono stati fusi rispettivamente nei distretti Dongcheng e Xicheng.

Mappa Distretti e contee Popolazione
(2010)[3]
Area
(km²)
Densità
(per km²)

ColorBeijingMapNew.png

2. Dongcheng
1. Xicheng
3. Shijingshan
Chaoyang]]
Haidian
Fengtai
3
1
2
Mentougou
Fangshan
Tongzhou
Shunyi
Changping
Daxing
Pinggu
Miyun
Yanqing
Huairou
Dongcheng (in cinese: 东城区sempl., Dōngchéng Qūpinyin) 919.000 40,6 22.635
Xicheng (in cinese: 西城区sempl., Xīchéng Qūpinyin) 1.243.000 46,5 26.731
Chongwen (in cinese: 崇文区sempl., Chóngwén Qūpinyin) 3.545.000 470,8 7.530
Haidian (in cinese: 海淀区sempl., Hǎidiàn Qūpinyin) 3.281.000 426,0 7.702
Fengtai (in cinese: 丰台区sempl., Fēngtái Qūpinyin) 2.112.000 304,2 6.943
Shijingshan (in cinese: 石景山区sempl., Shíjǐngshān Qūpinyin) 616.000 89,8 6.860
Tongzhou (in cinese: 通州sempl.) 1.184.000 870,0 1.361
Shunyi (in cinese: 顺义sempl.) 877.000 980,0 895
Changping (in cinese: 昌平sempl.) 1.661.000 1.430,0 1.162
Daxing (in cinese: 大兴sempl.) 1.365.000 1.012,0 1.349
Mentougou (in cinese: 门头沟sempl.) 290.000 1.331,3 218
Fangshan (in cinese: 房山sempl.) 945.000 1.866,7 506
Pinggu (in cinese: 平谷sempl.) 416.000 1.075,0 387
Huairou (in cinese: 怀柔sempl.) 373.000 2.557,3 146
Miyun (in cinese: 密云sempl.) 468.000 2.335,6 200
Yanqing (in cinese: 延庆sempl.) 317.000 1.980,0 160

Legenda colori

  •   Città vecchia già racchiusa da mura, ora all'interno della seconda circonvallazione
  •   Distretti urbani tra la 2° e la 5° circonvallazione
  •   Periferie interne collegate dalla 6ª circonvallazione
  •   Periferie e aree rurali.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Lo Smog a Pechino

Nel 2004 il prodotto interno lordo di Pechino ha raggiunto la cifra di 428 miliardi circa di Renminbi, grazie ad un incremento reale del 13,2% rispetto all'anno precedente. Il settore terziario è il più produttivo dell'economia pechinese e costituisce il 60% del PIL della città.

La crescita economica del settore immobiliare e del settore automobilistico è particolarmente sostenuta. Nel 2004 sono stati venduti 25 milioni circa di metri quadrati di superficie immobiliare residenziale per un ricavato totale di 108 miliardi circa di Renminbi. Nel 2004 a Pechino risultavano registrati 1.871.000 autoveicoli, 1.298.000 dei quali posseduti da privati.

L'area di Dawangqiao intorno al Beijing CBD (2004)

Nell'anno precedente 447.000 autoveicoli nuovi e usati sono stati venduti nella municipalità di Pechino. Questi dati testimoniano la particolare dinamicità del settore automobilistico che spinge le autorità cittadine alla costruzione e pianificazione di nuove arterie stradali e autostradali in grado di reggere il traffico crescente.

Il Beijing CBD (Beijing Central Business District), situato nell'area di Guomao, è stato identificato come il nuovo centro economico della città: vi si trovano infatti gli uffici di diverse imprese, centri commerciali e appartamenti residenziali di prestigio. La Beijing Financial Street, nell'area di Fuxingmen e Fuchengmen, è un centro finanziario tradizionale. Le aree di Wangfujing e Xidan sono importanti distretti commerciali.

L'area di Zhongguancun è caratterizzata dalla presenza di imprese informatiche, elettroniche, farmaceutiche e per questo è stata soprannominata la "Silicon Valley della Cina". Anche Yizhuang, un'area localizzata a sud-est della metropoli, ultimamente è la sede prescelta per gli investimenti di molte imprese ad alta tecnologia. Pechino è anche un florido centro del commercio di beni piratati come capi di abbigliamento e DVD.

Tra i molti distretti industriali tradizionali vi è Shijingshan, localizzato nella periferia occidentale della città.

Le principali attività dell'agricoltura della municipalità sono situate al di fuori della città e consistono principalmente nella coltivazione di frumento, mais e derrate agricole destinate al mercato urbano.

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Esistono tre stili architettonici predominanti a Pechino: lo stile della Pechino capitale imperiale ben rappresentato dalla Piazza Tian'anmen; lo stile spoglio e austero "sino-sovietico" prescelto tra il 1950 e il 1970; e infine la nuova architettura della recente apertura economica iconificata dal Beijing CBD (Beijing Central Business District) con i suoi grattacieli di vetro e le moderne infrastrutture per il traffico automobilistico.

Molti sono i progetti di interesse architettonico programmati per l'appuntamento della XXIX Olimpiade nel 2008. Alcuni tra i più prestigiosi studi internazionali di architettura si sono aggiudicati la progettazione di edifici destinati a cambiare nuovamente l'aspetto della città. Tra i progetti di maggior rilievo si distinguono: il nuovo Teatro dell'Opera, il nuovo stadio olimpico, la nuova sede della televisione di stato CCTV, il Centro Acquatico Nazionale e i lavori di ampliamento dell'aeroporto intercontinentale di Pechino.

Il distretto artistico di Dashanzi offre esempi di commistioni architettoniche fra stili tradizionali e moderni.

Il sobborgo di Orange County, a nord di Pechino, è la fedele riproduzione di un tipico quartiere suburbano americano dotato di abitazioni lussuose destinate alla dinamica classe medio-alta della città.

Demografia[modifica | modifica sorgente]

La popolazione totale della municipalità di Pechino, definita come il numero di persone residenti in Pechino per 6 mesi o più all'anno, ammonta a 15 milioni circa. 11,8 milioni circa appartengono alla popolazione urbana di Pechino e dei sobborghi circostanti. Il resto costituisce la popolazione rurale della municipalità. 11,6 milioni circa di pechinesi godono della residenza permanente. Il resto risiede grazie ad un permesso temporaneo. Molti sono gli immigrati da altre province della Repubblica Popolare Cinese che vivono nel territorio della municipalità pur non avendo un permesso in regola. La città di Pechino conta 7,5 milioni di cittadini.

La maggior parte dei residenti di Pechino sono cinesi Han. Ci sono anche manciù, cinesi Hui e mongoli. Nelle aree di Wangjing e Wudaokou risiedono molti studenti e lavoratori provenienti dalla Corea del Sud.

La densità abitativa è superiore nei quartieri settentrionali e orientali rispetto alle aree meridionali e occidentali dello spazio urbano di Pechino.

Pechino dal satellite
Gruppi etnici di Pechino
2000 censimento
Etnia Popolazione Percentuale1
Han 12.983.696 95,69%
Manciù 250.286 1,84%
Hui 235.837 1,74%
Mongoli 37.464 0,28%
Coreani 20.369 0,15%
Tujia 8.372 0,062%
Zhuang 7.322 0,054%
Miao 5.291 0,039%
Uiguri 3.129 0,023%
Tibetani 2.920 0,022%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

I cittadini urbani di Pechino parlano il dialetto di Pechino che appartiene al ceppo Mandarino del cinese parlato. Il dialetto di Pechino è la base del Mandarino standard, il cinese standard usato nella Repubblica Popolare Cinese, nella Repubblica di Cina e a Singapore. Al di fuori della città si parlano dialetti vicini ai dialetti dell'Hebei.

L'Opera di Pechino (in cinese: 京剧sempl., jingjupinyin), è conosciuta in tutto il paese, e anche all'estero. Viene da molti considerata come una delle componenti fondamentali della cultura cinese. L'Opera viene rappresentata grazie ad una combinazione di canti, recitazione, gesti, lotte e acrobazie codificate. Buona parte delle rappresentazioni sono recitate avvalendosi di un dialetto arcaico piuttosto differente dal Mandarino standard e dal dialetto di Pechino. I dialoghi risultano quindi difficili da comprendere soprattutto per chi non ha familiarità con il cinese. Alcuni teatri moderni offrono sottotitoli in cinese e inglese grazie a display elettronici.

Il siheyuan (in cinese: 四合院sempl.) è un tradizionale stile architettonico di Pechino. Un edificio siheyuan è una costruzione quadrata dotata di cortile interno sul quale si affacciano le stanze della casa. Il cortile solitamente ospita un giardino con piante, fiori e acquari. Le abitazioni Siheyuan sono disposte lungo vicoli, hutong (in cinese: 胡同sempl.), che caratterizzano il centro storico di Pechino. Solitamente l'hutong è dritto ed è posto sulla direttrice est-ovest per fare in modo che le entrate delle case si rivolgano a nord e sud rispettando le regole del Feng shui (in cinese: 风水sempl.). L'hutong varia in larghezza e alcuni sono molto stretti consentendo il passaggio di pochi passanti.

I vicoli hutong stanno rapidamente sparendo per lasciare il posto a moderni edifici e grattacieli. Molti lamentano la perdita di quartieri storici e del tradizionale senso di comunità degli hutong. Alcuni hutong di particolare interesse architettonico sono oggi oggetto di attenzione da parte del governo. La cucina tipica pechinese è la cucina Mandarina. L'anatra alla pechinese (in cinese: 北京烤鸭sempl.) è il piatto più conosciuto di questa cultura gastronomica. Il Manhan Quanxi è un tradizionale banchetto che risale all'epoca della Dinastia Qing: costoso e prestigioso è tuttora apprezzato. A Pechino è facile trovare "sale da tè" che servono le molte varietà di tè cinese.

Nella città si trova inoltre il tempio della Nuvola Bianca, luogo di culto principale del Taoismo Quanzhen e sede centrale della Chiesa taoista cinese, un'istituzione religiosa che amministra e gestisce le attività legate al Taoismo in tutta la Cina. Il tempio, situato fuori Xibianmen, fu inizialmente costruito nell'VIII secolo e ospitò immediatamente una grande statua di Laozi, la quale si salvò dall'incendio del 1202 che distrusse il tempio. Fu ricostruito soltanto nel 1224 su ordine di Gengis Khan, e fu riconsacrato con il nuovo nome di Nuvola Bianca. Il termine cinese equivalente a tempio taoista è guan, che precisamente esprime l'atto di pregare, meditare, contemplare; il significato sottolinea l'importanza dell'osservazione e del rispetto della natura enfatizzato dalla religione taoista.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Tra le numerose scuole presenti a Pechino è particolare l'International School of Beijing, scuola privata riservata agli stranieri. Ogni anno a Pechino si svolge la BYSCC, importante evento che mette in collegamento studenti di tutto il mondo che presentano progetti in campo scientifico e tecnologico. A Pechino ha sede anche la più grande biblioteca asiatica,[4][5] la Biblioteca nazionale della Cina, fondata durante la dinastia Qing,[6] che conta circa 23 milioni di volumi.[7]

Persone legate a Pechino[modifica | modifica sorgente]

Nati a Pechino[modifica | modifica sorgente]

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Le riforme economiche a partire dal 1978 hanno notevolmente contribuito allo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie, stradali, aeroportuali e di trasporto pubblico di Pechino, come la Metropolitana di Pechino, la cui rete è stata molto ampliata per le olimpiadi e vedrà un enorme aumento della lunghezza totale della rete da qui ad almeno il 2015. Il traffico crescente e l'appuntamento della XXIX Olimpiade richiedono un crescente adeguamento di tali infrastrutture.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Le principali stazioni ferroviarie di Pechino sono: "Beijing Railway Station" (o stazione centrale) e "Beijing West Railway Station". A queste si aggiungono altre 5 stazioni che gestiscono regolarmente parte del traffico ferroviario della città.

Pechino è un importante snodo ferroviario nazionale e internazionale: vi sono collegamenti ferroviari con le principali città cinesi tra le quali Shanghai, Canton e Hong Kong e con destinazioni internazionali in Russia e Corea del Nord.

Il 1º luglio 2011 è stata inaugurata la linea ferroviaria ad alta velocità che collega la capitale a Shanghai in cinque ore.[8]

L'autostrada Jingshi

Strade e autostrade[modifica | modifica sorgente]

La città è ben collegata con il resto del paese da strade e autostrade. Pechino è servita da 5 raccordi anulari, 9 autostrade, 11 superstrade nazionali.

Il numero crescente di automobili private e la dinamica economia urbana creano notevoli problemi di traffico. I raccordi anulari e le principali arterie sono spesso congestionate, specialmente durante gli spostamenti dei pendolari da e verso i quartieri finanziari e commerciali.

Per risolvere i disagi creati dal traffico automobilistico le autorità cittadine hanno esteso diverse autostrade all'interno del terzo raccordo anulare della città. La mancanza di semafori lungo i tracciati delle autostrade dovrebbe alleggerire la pressione sull'intero sistema stradale di Pechino. Sei nuove autostrade sono state progettate per migliorare ulteriormente la congestione stradale.

Sono state proposte e in parte implementate anche altre soluzioni per limitare i problemi del traffico: corsie riservate a mezzi di trasporto pubblico, una rete metropolitana più estesa, maggiore disciplina da parte degli automobilisti.

Aeroporto internazionale di Pechino

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

L'Aeroporto internazionale di Pechino è il principale aeroporto della città e dista circa 20 km dal centro. Offre collegamenti nazionali, internazionali e intercontinentali. È il principale snodo aeroportuale della compagnia Air China. È l'aeroporto più trafficato della Repubblica Popolare Cinese. Attualmente sono operativi due terminal. Il terzo terminal è attivo per la XXIX Olimpiade nel 2008. È collegato al centro di Pechino tramite un'autostrada.

A Pechino esistono altri aeroporti per scopi militari e civili di minore importanza come il Liangxiang Airport, il Nanyuan Airport, il Xijiao Airport, il Shahe Airport e il Badaling Airport.

Metropolitana di Pechino

Trasporto pubblico[modifica | modifica sorgente]

La città è dotata di 15 linee di metropolitana: linee 1, 2, 4, 5, 8, 9, 10, 13, 15, Batong, Chanping, Daxing, Fangshan, Yizhuang e la linea Airport Express per l'aeroporto. Diverse linee (6, 8, 10, 9 ecc.) sono in estensione o in costruzione. Altre 3 linee (7,14, Western Suburban Line) sono in progetto, e dovrebbero essere completate, assieme all'estensione di alcune altre linee, entro il 2015.

A fine 2004 la città disponeva di 599 linee di autobus.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Sebbene la Rivoluzione Culturale e la recente modernizzazione della città abbiano danneggiato il patrimonio culturale e artistico di Pechino, ancora oggi esistono attrazioni di notevole interesse.

I siti turistici di maggiore interesse sono:

Al di fuori dell'area urbana:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Lo Stadio Fengtai di Pechino è sede delle partite del Beijing Guoan.

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Pechino è gemellata con:[9]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Kha´n baliq, Treccani, l'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 18.01.2012.; cfr. anche Giuseppe Buffon, Khanbaliq. Profili storiografici, Roma 2014
  2. ^ Hong Kong observatory-Clima di Pechino dal 1961 al 1990 url consultato il 23 luglio 2011
  3. ^ 北京市2010年第六次全国人口普查主要数据公报
  4. ^ (EN) National Library of China to Add Its Records to OCLC WorldCat, Information Today, 06.03.2008. URL consultato il 24.06.2009.
  5. ^ (EN) National Library of China to add its records to OCLC WorldCat, Library Technology Guides, 28.02.2008. URL consultato il 24.06.2009.
  6. ^ (EN) American Contributions to Modern Library Development in China: A Historic Review. URL consultato il 24.06.2009.
  7. ^ From Tortoise Shells to Terabytes: The National Library of China's Digital Library Project, Library Connect. URL consultato il 24.06.2009.
  8. ^ www.ansa.it
  9. ^ Città gemellate con Pechino. URL consultato il 27-09-2008.
  10. ^ 东城区旅游委积极拓展与国际友好城区旅游合作 (in cinese)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cammelli, Stefano Storia di Pechino e di come divenne capitale della Cina, Bologna, Il Mulino, 2004. ISBN 978-88-15-09910-5
  • Qui Pechino, testo di Renata Pisu, Touring Club Italiano, 1976
  • Dreyfus, Paul, Matteo Ricci. Uno scienziato alla corte di Pechino, San Paolo Edizioni, 2006 ISBN 978-88-11-62049-5
  • The Diaries of Sir Ernest Satow, British Envoy in Peking (1900-06) pubblicato da Ian Ruxton in due volumi volumes, Lulu Press Inc., aprile 2006 ISBN 1-4116-8804-X (Volume Uno); ISBN 1-4116-8805-8 (Volume Due)
  • Essenza e forma. L'architettura in Cina dal 1840 ad oggi, Peter Rowe e Seng Kuan, postmedia books, 2005

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