Masainas
| Masainas comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Ivo Melis (lista civica) dal 16/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 39°3′0″N 8°38′0″E / 39.05°N 8.63333°ECoordinate: 39°3′0″N 8°38′0″E / 39.05°N 8.63333°E | ||||
| Altitudine | 57 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 22 km² | ||||
| Abitanti | 1 353[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 61,5 ab./km² | ||||
| Frazioni | Is Cannigonis, Is Crobbedus, Is Cuccus, Is Fiascus, Is Lais, Is Mancas, Is Murronis, Is Solinas | ||||
| Comuni confinanti | Giba, Piscinas, Sant'Anna Arresi, Teulada (CA) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 09010 | ||||
| Prefisso | 0781 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 107010 | ||||
| Cod. catastale | M270 | ||||
| Targa | CI | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona C, 990 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | masainesi | ||||
| Patrono | san Giovanni Battista | ||||
| Giorno festivo | 24 giugno | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Masainas nella provincia di Carbonia-Iglesias |
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| Sito istituzionale | |||||
Masainas (Masainas in sardo[3]) è un comune di 1.353 abitanti della provincia di Carbonia-Iglesias, che si trova nella parte della sub-regione del Sulcis-Iglesiente denominata Sulcis. Masainas ha origini antiche risalenti al Neolitico, nella zona di Is Solinas, infatti, sono stati rilevati insediamenti umani. Il centro abitato, inizialmente un medau, casale, poi divenuto boddeu, insieme di casali, si sviluppò attorno ad una chiesetta dedicata a San Giovanni Battista, verso la fine del 1700, in un territorio comunale prevalentemente pianeggiante, solcato da diversi ruscelli e rivi che terminano nello Stagno di Porto Botte.
Indice |
Territorio e ambiente [modifica]
La conformazione orografica è caratterizzata dalle ultime propaggini dei monti del Sulcis in particolare il Monte Floris (396 m s.l.m.), la Punta di Antiogu Sardara (391 m) e Sa Serra Manna (293 m), unici rilievi di una certa importanza ricchi di superfici arborate e cespugliate tipiche della flora spontanea locale e di superfici rimboschite con pini e altre specie arboree, oltreché di presenza faunistiche e minerarie; tanto è vero che 1124 ettari di superficie del territorio sono stati inclusi dalla Regione Sarda nel “Piano dei Parchi naturali” con la L.R. n. 31/1989.
Dalle suddette alture il territorio degrada dolcemente verso il capoluogo di Masainas e poi fino al mare di Porto Botte (golfo di Palmas), il cui litorale, ancora incontaminato, è caratterizzato da una striscia di fine sabbia bianca accompagnata da fitti e profumati ginepri fino alle colline di Monte Sarri e Monte Sa Perda, prospicienti le limpide e pescose acque che guardano verso l'isola di Sant'Antioco. Il litorale è composto di 1.2 Km di dune sabbiose e circa 1 km di costa collinare e rocciosa. Il territorio comunale di Masainas è ricco di presenze archeologiche a nostro avviso poco conosciute e in particolare di numerosi resti dell'antica civiltà nuragica.
Importante è l'attività degli scavi minerari.
Cale, coste e spiagge del Comune [modifica]
Nel litorale del Comune di Masainas, partendo da nord verso sud, si hanno le seguenti cale, coste e spiagge più conosciute[4]:
- Spiaggia Sa Salina o Sa Sarina (cioè La Salina)
- Spiaggia Mari Basciu (cioè Mare Basso)
- Costa Is Peltias o Is Pertias (cioè Le Pertiche)
- Costa Paris Sarri
Storia [modifica]
Masainas è un paese sicuramente antico, ma non esistono notizie storiche precise sull'origine. Il significato del nome non si conosce, ma su di esso vi sono due versioni: la prima fa derivare il nome da “Malas Ainas” che significa malefatte e sarebbe ricollegabile alle continue scorrerie e omicidi che venivano compiuti nel territorio.
L'altra, invece, farebbe derivare il nome dal sostantivo sumerico “Mas” che significa capra e indicherebbe una zona ricca di bestiame. L'abitato si sviluppò in maniera considerevole attorno ad una chiesetta dedicata a San Giovanni Battista.
La chiesa è l'unico monumento di particolare rilievo e il primo nucleo è oggi trasformato in “cappella interna”. Sembra chiaro l'influsso gotico-aragonese e in questo caso risalirebbe al 1500 o 1600. Qualche studioso, però, parla addirittura dell'anno 1000 o poco più tardi. In questo caso ci sarebbe l'influsso del tardo romanico.
Se questa chiesa si può far risalire circa all'anno 1000 e l'abitato di Masainas successivo ad essa, si sa per certo che nel 1820 essa era un centro piuttosto attivo e ricco per la sua florida agricoltura e pastorizia. Infatti, grazie al vasto territorio pianeggiante e fertile, si contava una grossa presenza di agricoltori e pastori locali, anche provenienti dal Nuorese e dall'Iglesiente.
Di sicuro si sa che nel 1839 Masainas era il più grosso centro abitato della zona contando 447 famiglie e 1806 abitanti e che seguì le sorti del marchesato di Palmas affidato a Gioacchino Bon Crespi di Valdura, ultimo a fregiarsi di titolo nobiliare su queste terre. Masainas, come pure Villarios e Giba fu terra di predicazione da parte di monaci Benedettini (nel 1200 circa) che costruirono dei monasteri (guventus) a cui ancor oggi si riferisce la denominazione di territorio comunale (Su guventu). Comunque, il territorio di Masainas, fu sicuramente interessato da insediamenti nuragici e da infiltrazioni romano-puniche. Come zona del Sulcis, Masainas, venne a contatto con civiltà superiori come quella Egiziana e Cartaginese. Si ha infatti notizia che i soldati sardi venivano chiamati “Shardana” dagli Egiziani. Fu interessata anche da penetrazioni romane tra il III e II secolo a.c. in seguito alla conquista di Solki (Sant'Antioco).
Sono stati infatti ritrovati tra Masainas e Giba dei resti che fanno pensare ad una fabbrica di utensili di terracotta risalenti al periodo della penetrazione romana nell'entroterra sarda. Da scavi fortuiti sono stati ritrovati dei sarcofaghi di pietra risalenti all'età romanica e la particolarità è che queste sepolture sono state fatte nel terreno sabbioso e per questo uniche in Sardegna. Sempre in località “Is Manigas” sono state trovate delle monete che, come dicono gli anziani, erano “coronasa de alloru” e presumibilmente indicanti la presenza di un sito romanico. In località “Serra lepuris” sono state trovate due tombe scavate nella roccia, fatte a sepolcro e chiuse da una grossa pietra.
Gran parte dei reperti ritrovati nel territorio comunale si trova ora al museo archeologico di Cagliari e per il momento non sono stati né quantificati né valorizzati. Tutto ciò sta però a testimoniare che la zona nasconde interessanti tesori di un'antichità dimenticata.
Monumenti [modifica]
- Nuraghe Is Fais. Il complesso nuragico di Is Fais è costituito da quattro torri disposte a croce.
- Chiesa di San Giovanni Battista. L'antica chiesetta parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista, ha un'impronta gotico-aragonese e possiede numerosi sarcofaghi di pietra risalenti all’età romanica.
- Furriadroxius. Antichi casolari e casali presenti nel terriotrio comunale.
Eventi, feste e manifestazioni [modifica]
- Sagra del carciofo. Appuntamento enogastronomico, iniziato nel 2003, che ogni anno ad aprile richiama numerosi visitatori appassionati. La sagra consiste nella degustazione di piatti tipici a base di carciofi e manifestazioni culturali con particolare attenzione alla riscoperta e alla conservazione delle tradizioni locali per la promozione e il rilancio dell'agricoltura del territorio.
- Festa di San Giovanni Battista. Tradizionale festa del 24 giugno con festeggiamenti civili e religiosi.
- Festa della Madonna della Salute. La festa in onore della Madonna della Salute, patrona del paese, è una delle feste più attese nel territorio del Sulcis, nella quale migliaia di fedeli in pellegrinaggio, secondo la tradizione all'inizio di ottobre di ogni anno, raggiungono Masainas per partecipare ai festeggiamenti civili e religiosi che durano diversi giorni.
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[5] 
Note [modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 382.
- ^ Salvatore Colomo, Sardegna - Guida alle Coste, Cagliari, Società Editrice L'Unione Sarda, 2010.
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
Bibliografia [modifica]
- Manlio Brigaglia, Salvatore Tola (a cura di), Dizionario storico-geografico dei Comuni della Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 2006. ISBN 8-871-38430-X
- Francesco Floris (a cura di), Grande Enciclopedia della Sardegna, Sassari, Newton&ComptonEditori, 2007.
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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