Museo del Louvre
Coordinate: 48°51′41″N 2°20′06″E / 48.861389°N 2.335°E
| Musée du Louvre | |
|---|---|
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| Tipo | Arte |
| Indirizzo | 99, rue de Rivoli, 75001 Parigi, Francia |
| Sito | www.louvre.fr |
Il Museo del Louvre a Parigi, in Francia, è uno dei più celebri musei del mondo, e il primo per numero di visitatori: 8,8 milioni l'anno.[1]
Si trova sulla rive droite, nel I arrondissement, tra la Senna e Rue de Rivoli.[2]
Il palazzo che ospita il museo fu originariamente costruito durante la dinastia dei Capetingi, sotto il regno di Filippo II.[3]
Attualmente la collezione del museo comprende alcune delle più famose opere d'arte del mondo, come la Gioconda, la Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci, Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David, La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix, la Venere di Milo e la Nike di Samotracia. La statua equestre di Luigi XIV rappresenta il punto di origine del cosiddetto Axe historique, anche se il palazzo non è allineato con l'asse stesso.
Indice |
Storia [modifica]
Le origini [modifica]
Il Palazzo del Louvre attuale è il frutto di una serie di costruzioni successive realizzate nel corso degli ultimi 800 anni.[4]
La vera origine del termine louvre è dibattuta. Altre località francesi portano il medesimo nome. La più conosciuta fa derivare louvre dal latino lupara, cioè "luogo abitato dai lupi".[5] Un'altra ipotesi è quella di Sauval che propone che il nome derivi dall'antico termine Anglo-Sassone leouar che significava castello o fortezza.[2] Edwards, invece, sostiene che il nome derivi dal termine rouvre, che significa quercia, e che si riferisca al fatto che originariamente il palazzo era stato costruito in un bosco.[6] La Potter ipotizza che il Re Filippo II abbia parlato della costruzione chiamandola L'Œuvre (in francese il capolavoro), perché era il palazzo più grande della Parigi nel XII secolo.
In ogni caso, una struttura che serviva da fortezza fu edificata tra il 1190 e il 1202 sotto il regno di Filippo II, allo scopo di difendere Parigi dalle incursioni normanne.[6][7] Non è certo se si trattasse proprio del primo edificio innalzato in quel punto, anche se alcune fonti del tempo si riferiscono al primo Louvre come alla "Nuova Torre", che indicherebbe che in precedenza esistesse una "Vecchia Torre".[3][6]. L'unica parte tuttora rimasta di quell'edificio sono le fondamenta dell'angolo sud-orientale del palazzo.[2] In seguito la struttura venne ampliata, principalmente ad opera di Carlo V che nel 1358 fece costruire un muro difensivo attorno alla fortezza e trasformò il Louvre in una residenza reale, anche sovrani di epoca successiva la utilizzarono come prigione.[7]
Luigi IX (San Luigi) e Francesco I fecero aggiungere rispettivamente una prigione sotterranea e un edificio collaterale.[3] Francesco fece inoltre ricostruire il Louvre secondo il progetto dell'architetto Pierre Lescot. Dopo la morte di Francesco, sopraggiunta nel 1547, il suo successore Enrico II mantenne il progetto dell'architetto e fece completare le ali occidentale e meridionale decorandole con i bassorilievi di Jean Goujon.[8]
L'opera di rinnovamento di Lescot modificò la struttura del Louvre da quella tipica di una fortezza a quella attuale.[9]
Nel 1594 Re Enrico IV fece unire il Palazzo del Louvre con il Palazzo delle Tuileries, che era stato fatto costruire da Caterina de' Medici. Questo grande progetto richiese la costruzione della Grande Galerie che unì quindi il Pavillon de Flore all'estremità meridionale del complesso con il Pavillon de Marsan che si trova invece a quella settentrionale. Secondo gli storici dell'epoca l'edificio era uno dei più lunghi del mondo.[8]
Nel 1624 Jacques Lemercier progettò la Cour Carrée, che fu chiusa da altre tre ali da Louis Le Vau (originariamente a due piani, ma in seguito rialzate): la corte, realizzata sotto i regni di Luigi XIII e Luigi XIV, quadruplicò le dimensioni dell'antico cortile interno. I lavori si interruppero quando Luigi XIV scelse Versailles come propria residenza. Il Louvre rimase così immutato fino al XVIII secolo quando, su iniziativa di Luigi XV iniziò la sua trasformazione in museo. I lavori tuttavia non procedettero molto fino alla Rivoluzione francese.[6][8]
La Rivoluzione francese [modifica]
Dopo la Rivoluzione francese, la collezione reale del Louvre (a cui si aggiunsero le collezioni dell'Académie française e opere confiscate alla Chiesa e agli emigrati per motivi politici) fu denominata "Muséum central des Arts" e fu aperta al pubblico nel 1793. Dal 1794 in poi le vittorie dell'esercito rivoluzionario francese fecero affluire in patria un numero sempre maggiore di opere d'arte provenienti da tutta Europa, con l'obiettivo di trasformare il museo in uno dei più importanti del continente. Particolarmente significativo fu l'arrivo nella collezione dei capolavori provenienti dall'Italia, tra cui anche il Gruppo del Laocoonte e l'Apollo del Belvedere che facevano parte della collezione papale, giunti a Parigi nel luglio 1798 e accolti con fastose cerimonie (per l'occasione venne anche realizzato un vaso di Sèvres celebrativo).
Il numero di queste statue costrinse i curatori del museo a riorganizzare l'esposizione. Il palazzo fu restaurato e inaugurato nel 1800, per essere poi ribattezzato "Musée Napoléon" nel 1803.
La collezione continuò a crescere sotto la direzione di Vivant Denon, grazie ad acquisizioni regolari ed altre forzose (ad esempio la cessione forzata di parte della Collezione Borghese) perseguendo il proposito di creare un museo delle arti universale, che racchiudesse tutte le sculture migliori.[10] Napoleone infatti aveva dato disposizione di prelevare sculture, piuttosto che dipinti antichi. La collezione si ridusse però notevolmente quando quasi tutte le opere acquisite durante la guerra dovettero essere restituite dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo nel 1815.
La Piramide del Louvre [modifica]
Il cortile centrale del museo, allineato con gli Champs-Élysées, ospita la Piramide Louvre, che serve da entrata principale del museo stesso. Si tratta di una piramide di vetro commissionata dall'ex presidente francese François Mitterrand, disegnata da Ieoh Ming Pei e il cui progetto è stato firmato e approvato dall'ingegnere Peter Rice: è stata inaugurata nel 1989. Si è trattato della prima parte del progetto di rinnovamento chiamato Grand Louvre. Anche il Salon Carré, dove era esposta la Gioconda, è stata restaurata. La Piramide ricopre il mezzanino del museo ed è parte integrante della sua nuova entrata. La piramide è stata oggetto di feroci critiche ed è stata approvata perché compresa nel più ampio progetto di Pei. Originariamente la piramide era l'unico accesso al museo, causando lunghe code per l'ingresso; in seguito vennero aperti ingressi secondari posteriormente, lateralmente e anteriormente, affinché le code fossero più scorrevoli.
Il Louvre-Lens [modifica]
Dal momento che molte delle opere della collezione del Museo del Louvre sono state esposte solo all'interno delle loro sezioni museali - e alcune di esse vi si trovano da circa 200 anni - è stato deciso di creare una sede staccata lontana da Parigi, per sperimentare gli esiti dell'allestimento di nuove esposizioni e per permettere la visione di alcune opere ad un pubblico più vasto. Il patrimonio artistico della nuova sede sarà composto da opere che attualmente fanno parte dell'esposizione permanente del Louvre e non, come molti pensano, da opere da molto tempo dimenticate nei magazzini sotterranei. Saranno esposte fianco a fianco opere di tutte le epoche e di tutte le culture, con l'intenzione di creare un nuovo modo di concepire l'esperienza di una visita al museo. Il completamento del progetto è previsto per la fine 2012; l'edificio dedicato potrà ospitare tra le 500 e le 600 opere, con un nucleo portante dedicato allo studio della rappresentazione della figura umana attraverso i millenni. Si prevede che affluiranno circa 500.000 visitatori all'anno. Originariamente sei città erano candidate per ospitare questo progetto: Amiens, Arras, Boulogne-sur-Mer, Calais, Lens, e Valenciennes. Il 29 novembre 2004 il Primo Ministro francese Jean-Pierre Raffarin ha scelto come sede del nuovo museo del Louvre la città di Lens e il nome scelto è Le Louvre-Lens.
Il nuovo museo, finanziato dall'amministrazione regionale del Nord-Pas-de-Calais, avrà una superficie di 22.000 m² su due piani l'esposizione semi-permanente ne occuperà circa 5.000, mentre il resto sarà dedicato ad esposizioni temporanee a rotazione. Il progetto comprende anche un teatro polifunzionale. La costruzione si comporrà di una serie di costruzioni di altezza limitata in vetro e acciaio disseminate in un parco di 24 ettari che in precedenza faceva parte di un sito minerario chiuso e riportato allo stato naturale. Si stima che il costo della realizzazione sarà di circa 70 milioni di euro. Il progetto della costruzione è stato scelto dopo una competizione internazionale svoltasi nel 2005. È risultato vincitore il progetto presentato insieme dagli studi Sanaa di Tokio e Imrey Culbert LP di New York.
Accesso al museo [modifica]
Si può entrare al Museo del Louvre direttamente dalla stazione della metropolitana Palais Royal - Musée du Louvre. Fino agli anni novanta si chiamava solo Palais Royal; le è stato cambiato nome dopo la costruzione di un nuovo ingresso che porta direttamente alla sale sotterranee del museo.
Direzione [modifica]
Il Museo del Louvre è stato per lungo tempo gestito dallo Stato, affidato alla Réunion des Musées Nationaux; recentemente invece al Museo è stato concesso un certo potere di autogestione configurandolo come un Établissement Public Autonome, in modo di razionalizzare e migliorare il suo sviluppo.
Direttori [modifica]
In passato il direttore del Louvre era noto con il nome di "Conservateur", mentre attualmente viene definito "Président directeur général" Questi alcuni dei direttori che si sono succeduti nel tempo:
- Dominique Vivant: 1804-1815
- Michel Delignat-Lavaut: ?-1987
- Michel Laclotte: 1987-1994
- Pierre Rosenberg: 1994-2001
- Henri Loyrette: 2001-oggi
Le sezioni e le collezioni [modifica]
La collezione del Museo del Louvre comprende oltre 380.000 oggetti e opere d'arte[11] e, anche se non è una delle più grandi, è sicuramente una delle più importanti.
Sono in esposizione permanente 35.000 opere, scelte dai curatori delle sue otto sezioni, ed esibite nei 60.600 m² a loro dedicati.[12] Secondo il Resoconto Annuale del 2005[11] i pezzi di proprietà del museo si dividono come segue:
- 100.000 pezzi di archeologia mediorientale
- 50.000 pezzi di archeologia egizia
- 45.000 pezzi di archeologia greca, etrusca e romana
- 10.000 pezzi di arte islamica
- 6.550 pezzi di sculture
- 20.704 pezzi di arti decorative
- 11.900 pezzi di dipinti
- 183.500 pezzi di stampe e disegni
Il vanto del museo è la sua raccolta di 11.900 dipinti (6.000 in esposizione permanente e i rimanenti conservati in deposito), che rappresenta la seconda più grande collezione di arte pittorica del mondo dopo quella del Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo in Russia.
La sezione stampe e disegni è stata notevolmente ampliata nel 1935, grazie alla donazione della collezione del barone Edmond James de Rothschild (1845 – 1934) che comprendeva più di 40.000 incisioni, quasi 3.000 disegni e 500 libri miniati.
Le opere maggiori [modifica]
Arte antica [modifica]
- Civiltà orientali
- Stele degli avvoltoi, 2500 a.C. circa
- Stele di Naram-Sin, 2254-2218 a.C. circa
- Dama di Auxerre, VII secolo a.C.
- Dinos del Pittore della Gorgone, 580 a.C.
- Hera di Samo, 570-560 a.C. circa
- Testa del Cavaliere Rampin, 550 a.C. circa
- Skopas, Pothos, 420-340 a.C.
- Da Prassitele, Apollo sauroctono, 350 a.C. circa
- Nike di Samotracia, II secolo a.C.
- Venere di Milo, 130 a.C.
- Sarcofago degli Sposi fine del VI secolo a.C.
- Parti dell'Ara di Domizio Enobarbo, 113 a.C.
- Spinario, I secolo a.C.
- Epigrafe di Iulia Florentina, IV secolo
- Avorio Barberini, prima metà del VI secolo
Scuola italiana [modifica]
- Madonna degli Angeli, 1516
- Carità, 1518
- Incoronazione della Vergine, 1434-1435
- Crocefissione con i dolenti e san Domenico, 1435 circa
- Decapitazione dei santi Cosma e Damiano, 1438-1443
- Minerva, 1490-1495 circa
- Cristo benedicente, 1460 circa
- Madonna dell'Umiltà adorata da un principe della casata Estense, 1440-1445 circa
- Busto di Filippo Strozzi, 1476
- Venere e le tre Grazie offrono doni a una giovane, 1486 circa
- Giovane introdotto tra le Arti Liberali, 1486 circa
- Trittico dell'Annunciazione, fine del XV secolo
- Buona ventura, 1596-1597
- Morte della Vergine, 1604
- Ritratto di Alof de Wignacourt, 1608
- Predica di santo Stefano, 1514
- Resurrezione di Cristo, 1593
- Madonna col Bambino in trono tra i santi Giovanni Battista e Maria Maddalena, 1513 circa
- Madonna col Bambino, 1504-1507
- Matrimonio mistico di santa Caterina d'Alessandria alla presenza di san Sebastiano, 1527 circa
- Venere e Amore spiati da un satiro, 1528 circa
- Allegoria della Virtù, 1531 circa
- Allegoria del Vizio, 1531 circa
- San Giacomo della Marca, 1477
- Isabella d'Este nel regno di Armonia, 1505-1506
- Ritratto di vecchio con nipote, 1490 circa
- Visitazione, 1491
- Stigmate di San Francesco, 1290-1300
- Crocifisso (attr.), 1315 circa
- Morte di Seneca, 1684
- Sposalizio della Vergine, 1688
- Adorazione dei pastori, 1688 circa
- Presentazione al Tempio, 1423
- Vergine delle rocce, 1483-1486
- Ritratto di dama (La Belle Ferronnière), 1490-1495 circa
- Ritratto di Isabella d'Este, 1500
- Monna Lisa detta anche La Gioconda, 1503-1506
- San Giovanni Battista, 1508-1513 circa
- Sant'Anna, la Vergine e il Bambino con l'agnellino, 1510-1513 circa
- Bacco, 1510-1515 circa
- Annunciazione 598, 1475-1478 circa
- Storie di Virginia, 1478-1480 circa
- San Girolamo penitente, 1506 circa
- Cristo portacroce, 1526
- Sacra Famiglia con la famiglia del Battista, 1536 circa
- Busto di principessa, 1468 circa
- Crocifisso del Louvre, 1260 circa
- Crocifissione, 1457-1459
- San Sebastiano, 1456-1459
- Madonna della Vittoria, 1495-1496
- Parnaso, 1497
- Trionfo della Virtù, 1499-1502
- Schiavo morente, 1513
- Schiavo ribelle, 1513
- Apollo e Marsia, 1490-1492
- Tondo della Vergine col Bambino tra due sante e due angeli, 1490-1492
- Madonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista e Caterina d'Alessandria, 1494 circa
- San Sebastiano, 1495 circa
- Lotta tra Amore e Castità, 1503
- Ritratto di Sigismondo Pandolfo Malatesta, 1451-1460
- Ritratto di un gioielliere, 1517-1518 circa
- Madonna col Bambino, sant'Anna e quattro santi, 1528-1529 circa
- Angelo, 1500-1501
- San Michele e il drago, 1505 circa
- San Giorgio e il drago, 1505 circa
- Belle Jardinière, 1507
- Madonna del Diadema blu, 1510-1511 circa
- Ritratto di Baldassarre Castiglione, 1514-1515
- Dio Padre benedicente tra due angeli (atelier), 1515-1520
- San Giovannino nel deserto, 1516-1517 circa (bottega)
- San Michele sconfigge Satana, 1518
- Sacra Famiglia di Francesco I, 1518
- Ritratto di Dona Isabel de Requesens, terminato da Giulio Romano, 1518
- Santa Margherita, 1518
- Autoritratto con un amico, 1518-1519
- Piccola Sacra Famiglia (bottega), 1518-1519
- Abbondanza (bottega), 1518-1519
- Pietà, 1537-1540 circa
- Ritratto di Gaston de Foix, 1529 circa
- Natività del Battista, 1485-1490 circa
- Adorazione dei Magi, 1495 circa
- Donna allo specchio, 1512-1515 circa
- Ritratto d'uomo, 1523 circa
- Uomo dal guanto, 1523 circa
- Deposizione di Cristo, 1525 circa
- Madonna del Coniglio, 1530 circa
- San Girolamo penitente, 1531 circa
- Allegoria coniugale, 1532 circa
- Venere del Pardo, 1540 circa
- Incoronazione di spine, 1542-1543 circa
- Battaglia di San Romano, pannello con Intervento decisivo a fianco dei fiorentini di Michele Attendolo, 1438 circa
- Le nozze di Cana, 1563
- Resurrezione della figlia di Giairo, 1546 ca.
- Cena in Emmaus, 1559 ca.
- Crocifissione, 1520 ca.
- Madonna del Latte, 1453-1455
Scuola francese [modifica]
- Diana al bagno, 1742
- Cortile di fattoria a Auvers, 1879 circa
- Il giuramento degli Orazi, 1784
- I littori riportano a Bruto i corpi dei suoi figli, 1789
- Le Sabine, 1794-1799
- Madame Récamier, 1800
- L'incoronazione di Napoleone, 1805-1807
- Case sul mare, 1869
- La barca di Dante, 1822
- Il massacro di Scio, 1824
- La morte di Sardanapalo, 1827
- La libertà che guida il popolo, 1830
- Donne di Algeri nei loro appartamenti, 1834
- Ingresso dei crociati a Costantinopoli, 1840
- Ritratto di Carlo VII, 1444-1450
- Ritratto di Guillaume Jouvenel des Ursins, 1460-1465
- Medaglione con autoritratto dal Dittico di Melun, 1450-1455 circa
- La zattera della Medusa, 1819
- Pellegrinaggio a Citera, 1717
- Gilles, 1718-1719
Scuola fiamminga e olandese [modifica]
- Gli storpi, 1568
- Madonna del cancelliere Rolin, 1435 circa
- Betsabea con la lettera di David, 1654
- Bue macellato, 1655
- Ercole e Onfale, 1603
- Maria de' Medici a Marsiglia, 1622-1625
- Kermesse fiamminga, 1635-1638
- Hélène Fourment con due dei suoi figli, 1636 circa
- L'astronomo, 1668
- La merlettaia, 1669 circa
- Trittico dell'Annunciazione (scomparto centrale), 1434 circa
Scuola tedesca [modifica]
Onorificenze [modifica]
| Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere di Spagna (Spagna) | |
| — 2010 |
Note [modifica]
- ^ Visitatori museo del Louvre in Radio Canada
- ^ a b c Mary Knight Potter, The Art of the Louvre, L.C. Page, 1904, p. 1.
- ^ a b c Francis Miltoun, Royal Palaces and Parks of France, L.C. Page & Co, 1910, pp. 114, 115, 76.
- ^ Delia Gray-Durant, Art/Shop/Eat Paris, London, A&C Black, 2004, pp.p. 7. ISBN 0-393-32595-4
- ^ J.Bourciez, Phonétique française, Éditions Klincksieck, Poitiers, 2003, p. 89, remarque I.
- ^ a b c d Henry Sutherland Edwards. Old and New Paris: Its History, Its People, and Its Places, pp. p.p. 194. Cassell and Co., 1893
- ^ a b Alexandre Gady; Pitt, Leonard, Walks Through Lost Paris: A Journey Into the Heart of Historic Paris, Shoemaker & Hoard, 2006, pp. 112, 113. ISBN 1-59376-103-1
- ^ a b c (FR, DE, EN) Palais du Louvre (1993) in Structurae Database. URL consultato in data 21 gennaio 2008.
- ^ David Thomson, Renaissance Paris: Architecture and Growth, 1475-1600, Berkeley, University of California Press, 1984, pp. 60-70..
- ^ Napoleon's invasion of Italy - Sculpture - The Classical Art Research Centre and The Beazley Archive - The University of Oxford
- ^ a b 2005 Annual Report - Tableau récapitulatif de l’état d'avancement de l'informatisation des collections fin 2005, pg 185
- ^ Les incontournables | Musée du Louvre | Paris
Voci correlate [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- (FR, EN, JA, ZH) Sito ufficiale
- (EN) Ricerca nel catalogo ufficiale del museo