Zona Industriale (quartiere di Napoli)

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Zona Industriale
Stato Italia Italia
Regione Campania Campania
Provincia Napoli Napoli
Città CoA Città di Napoli.svg Napoli
Circoscrizione IV Municipalità
Superficie 2,68 km²
Abitanti 6 082 ab.
Densità 2 269,4 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Coordinate: 40°50′40.88″N 14°16′47.8″E / 40.84469°N 14.279945°E40.84469; 14.279945

La zona industriale, conosciuta soprattutto come Gianturco dall'intitolazione del suo asse viario principale (via Emanuele Gianturco), è un quartiere di Napoli, che assieme ai quartieri di Poggioreale, San Lorenzo e Vicaria forma la quarta municipalità del comune.

Anni addietro ospitava importanti stabilimenti, mentre ora appare in una condizione di marcato declino economico e sociale. Tuttavia nella zona sono ancora presenti importanti fabbriche, soprattutto nel settore chimico e delle raffinerie.

Confina ad ovest col quartiere Mercato (via Ponte della Maddalena), a nord col quartiere Poggioreale (via Ferraris) e a est coi quartieri Barra (via Imparato) e San Giovanni a Teduccio (Strada Vigliena), a sud è bagnato dalle acque del Golfo di Napoli.

Solidarietà sociale[modifica | modifica sorgente]

Costruiti per i terremotati dopo il sisma del 1980, sono i “bipiani”, prefabbricati che oggi sono diventati degli alloggi di fortuna per numerose famiglie senza tetto. A seguito delle assegnazioni dell'Istituto Autonomo Case Popolari, molte famiglie napoletane hanno lasciato quelle favelas per accedere all'edilizia residenziale popolare nei vicini quartieri di Barra e Ponticelli. Successivamente, tuttavia, sono giunte altre famiglie di origine extracomunitaria quali albanesi, ivoriani e rom che hanno abusivamente occupato i bipiani. La questione residenziale si aggiunge ad altri problemi cronici come la malavita, la povertà, l'evasione scolastica e l'igiene, specialmente d'estate, quando fa molto caldo ed il tanfo dei rifiuti si confonde con quello delle cloache a cielo aperto[1].

Le varie etnie erano all'inizio perfettamente integrate tra di loro ma col trascorrere del tempo la convivenza è diventata sempre più difficile tanto da esplodere in aperta battaglia tra bande rivali che si contendono il controllo criminale del territorio. Tali episodi si aggiungono a quelli che coinvolgono il campo rom di via Zuccarini. Per venire incontro alle esigenze di sicurezza della popolazione, in sinergia con la Caritas e con il Comune di Napoli, è stato istituito il centro “Oltre i confini”, una struttura permanente per le attività ludico-didattiche della popolazione immigrata. Il centro si occupa, tra l'altro, della distribuzione dei pacchi-viveri alle famiglie, dell'educazione all'igiene e alla salute, dell'animazione ricreativa e culturale e di quanto altro possa servire a riqualificare l'area[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Pellecchia F. (1999) Dai bipiani al villaggio multietnico, “Volinforma: rivista bimestrale di cultura ed informazione per Napoli Città Sociale, Napoli, VIII, pp. 18-20.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]