Zhang San Feng
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Zhang San Feng (cinese: 張三丰 oppure 張三峰, pinyin: Zhāng Sānfēng, Wade-Giles: Chang San Feng; ...) è una figura leggendaria semi-storica di monaco taoista cinese esperto di arti marziali, dell'Alchimia Interiore e di agopuntura.
La sua vita viene collocata in vari momenti storici estremamente differenti tra loro. Secondo alcuni sarebbe nato intorno al 1270 d.C. durante la dinastia Song. Nel Mingshi (明史, Storia dei Ming)[1] se ne tramanda l'immagine di un uomo di alta statura e di grande prestanza,con capacità eccezionali, con la corporatura di una tartaruga e la schiena simile ad una gru. Aveva grandi orecchie e occhi rotondi. La sua barba era lunga come la nappa di una lancia.[2] Andava vestito sia in estate che in inverno di un abito di tela e di una sopravveste fatta di giunchi intrecciati, insensibile sia al caldo che al freddo. Era in grado di digiunare per un mese, come di ingurgitare un enorme quantità di cibo nel medesimo pasto. Era capace di percorrere mille Li in un solo giorno oppure di memorizzare qualsiasi libro alla prima lettura. Per qualcuno avrebbe praticato per parecchio tempo lo stile del tempio Shaolin (Shaolinquan) in Cina.
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[modifica] Il nome
Oggi, in cinese, si utilizzano indifferentemente gli ideogrammi 張三丰 oppure 張三峰. A livello documentale il secondo modo di scriverlo appare nel Wang Zhengnan muzhiming e non vi sono riscontri storici precedenti ad esso. In quel testo si parla di Zhang Sanfeng (張三峰) della dinastia Song che fu un alchimista delle montagne Wudang.
[modifica] Biografia
La vita di Zhang Sanfeng è permeata di un alone leggendario di cui sono intrise persino le fonti storiche che parlano di lui. Addirittura queste fonti, sia pure abbondantissime, sono spesso in contraddizione. Nel Mingshi si racconta che Zhang Sanfeng, nacque nel 1247 a Yizhou nel Liaoning, nel Nord-Est della Cina. Egli viaggiò per tutto l'impero prima di stabilirsi a Wudang. L'imperatore Chengzu della Dinastia Ming mandò emissari a cercarlo, ma invano. In seguito si stabilì a Baoji nello Shaanxi, dove morì e ritornò in vita.[3] [4] Sulla nascita i vari Annali Storici la collocano o durante il periodo della dinastia Song, o della dinastia Jin oppure in quello della dinastia Yuan ed in località molto distanti tra loro, quali la provincia di Shanxi, quella di Shaanxi, o in Sichuan, facendo supporre che si tratti solamente di una figura leggendaria oppure che siano esistiti vari omonimi. Egli viene spesso presentato come adepto della scuola Neidan. Sempre nel Mingshi si racconta che era conosciuto anche col nome di Junbao, soprannominato Zhang Lata (Zhang il trasandato).
[modifica] Zhang e l'agopuntura, una leggenda
Erle Montaigue racconta che Zhang sanfeng era ossessionato dalle arti marziali e voleva disperatamente inventare un sistema marziale basato sulle sue conoscenze del corpo e dell’energia (Qi). Inventò il suo sistema, basato sul taoismo, quando aveva circa 30 anni, all’inizio del 1300, come un'espressione corporea di questa filosofia.
Zhang e due dei suoi amici agopuntori cercarono di scoprire quali effetti si sarebbero ottenuti stimolando i punti di pressione con l'agopuntura in modo non convenzionale. Essi già sapevano, perché avevano provato o per errore, che se certi punti venivano punzecchiati troppo o se l’ago veniva spinto troppo in profondità, che le persone potevano ammalarsi a causa della stagnazione del Qi e che questo squilibrio poteva portare perfino alla morte. Qualcuno ipotizza che l’arte mortale del Dianxue (Punto mortale) sia frutto di esperimenti condotti da Zhang San Feng.
Zhang San Feng avrebbe cercato un approccio ancor più scientifico per sapere esattamente come reagiva ogni parte del corpo se veniva colpita, sottoposta a torsione o schiacciata violentemente e cosa ancora più importante, come reagivano altri punti se usati in sequenza sul sistema energetico del corpo.
Cercarono quindi di sperimentare queste conoscenze su prigionieri vivi, corrompendo i carcerieri per procurarsi le cavie per la loro sperimentazione. Si deve tenere presente che in quel periodo storico, in Cina, i prigionieri venivano trattati senza alcun rispetto, ed era usuale che venissero venduti a chi offriva un giusto compenso. Zhang San Feng non voleva che le sue scoperte finissero in mano ad altre persone che potevano utilizzare questo eccellente sistema di manipolazione del Qi contro di lui o i suoi amici, inoltre non voleva che altri si vantassero di aver inventato un sistema così eccellente, quindi Zhang San Feng iniziò a codificare questa serie di movimenti che avrebbero agito come un’enciclopedia per insegnare ai suoi figli, agli studenti più bravi e alle generazioni future, ciò che ogni punto del corpo rappresentava nell’arte del combattimento.
Nel monastero del monte Wudang, Zhang scoprì che aveva bisogno di molte serie di movimenti per descrivere i vari gruppi di punti nel corpo ed inoltre capì esattamente quali movimenti agivano sui meridiani e conseguentemente su quali organi.
La prima combinazione contemplava 13 movimenti o posizioni fondamentali in un esercizio non continuo:
- 8 come i trigrammi che definiscono, secondo il taoismo, i movimenti della natura,
- 5 come gli elementi in cui secondo il taoismo la natura si suddivide.
Ciò che progettò alla fine era una serie di 12 successioni di movimenti chiamate forme (in cinese: Taolu 套路, in giapponese: kata 型). Ogni serie era studiata per lavorare prevalentemente su un solo meridiano di agopuntura, come per esempio il meridiano della milza che agisce sull’umore. Ogni serie lavorava su tutti i 12 meridiani di agopuntura più importanti e sugli 8 meridiani extra; in ogni caso, ognuna delle 12 forme ha un'azione principale su un meridiano. Zhang arrivò fino al punto di comprendere non solo su quale organo o meridiano la forma agiva, ma anche alla relazione che aveva con lo stato emotivo prodotto da ogni serie.È così che oggi abbiamo la sua sesta forma che agisce sul nostro Io interiore e a volte può far muovere o riemergere emozioni indesiderate. Agisce in particolare sul cuore e quando è eseguita in modo corretto, ha un effetto sorprendente sulle emozioni e può aiutare a risolvere problemi sommersi anche da anni.
Uno degli studenti più bravi di Zhang San Feng, Wang Tsung-yeuh era uno studioso e trascrisse ciò che aveva imparato. Questo trattato fu tenuto segreto e tramandato solo all’interno della sua famiglia. Fortunatamente, secondo alcuni studiosi, un giorno questo documento venne casualmente ritrovato da un uomo chiamato Yang Luchan, conosciuto come il fondatore del Taijiquan stile Yang.
Questo racconto, come molti altri a proposito di Zhang Sanfeng, sembrerebbe risentire di quella tradizione tramandata negli scritti recenti, della fine del 1800 ed inizi del 1900. In realtà oggi è risaputo, grazie agli studi di eminenti storici delle arti marziali cinesi che Yang Luchan aveva appreso il Taijiquan dalla famiglia Chen.
[modifica] Zhang Sanfeng e le tecniche di combattimento
Il primo scritto a menzionare Zhang Sanfeng in collegamento alle arti marziali, è stato il Wang Zhengnan muzhiming, in cui gli viene attribuita la fondazione del Neijiaquan. Non esistono fonti anteriori a questa data che indichino che egli abbia creato le tecniche di combattimento che oggi gli sono attribuite, quali Wudang Danpai jian, Taijijian, Neijiaquan, certi stili di Taijiquan. Come per Bodhidharma per lo Shaolinquan, la maggior parte di queste tecniche sono legate a Zhang Sanfeng in quanto presunto loro creatore attraverso vaghi scritti, quali la famosa poesia della Fondazione del Taijiquan, che si può leggere in numerosi manuali dello stile redatti all'inizio del Periodo Repubblicano.L'importanza accordata alla figura di Zhang sanfeng da parte dei praticanti del taiji, testimonia, più che una trasmissione reale, una risorta notorietà del culto di questo personaggio, venutasi a formare nel XIX° secolo. Infatti nel 1844, Li Xiyue (李西月) pubblica il Sanfeng Quanshu (三丰全书), che è la metafora della stabilità della cultura cinese rispetto agli sconvolgimenti provocati dall'irruzione occidentale sulla scena dello Stato di Mezzo e dal progressivo dissolvimento dell'Impero. Questo simbolo venne poi ripreso da numerosi autori successivi, quali Li Yishe (李亦畲 - in molti testi occidentali appare come Li Yiyu) che nel 1867 scrisse che il Taijiquan proviene da Zhang Sanfeng. Secondo queste tradizioni "moderne", ancora bambino, Zhang San Feng fu mandato nel monastero buddhista di Shaolin dai genitori, molto poveri, per farlo monaco. A quindici anni lasciò il monastero in cerca di nuovi maestri. Incontrò l'immortale divino Drago di Fuoco che gli insegnò l'arte taoista di raccogliere, coltivare e far circolare il soffio vitale. Senza mai fermarsi errò fra le montagne, rifugio degli eremiti taoisti, dove dormì per un mese intero presso il monastero dell'Altare d'Oro senza mai svegliarsi. Così lo infilarono in una bara ma si levò prima che la chiudessero. Ormai indifferente alla fame e alla sete si ritirò in meditazione in una capanna che si costruì in un antico boschetto. Da lì un giorno vide una gru e un serpente sfidarsi e fu assalito dall'idea di realizzare uno stile di lotta che combinasse le caratteristiche di vari animali. Si impegnò in questo intento fino a che guardando in fondo ad una valle sulle montagne del Wudang vide delle foglie che venivano sollevate in una spirale dal vento e guardando in cielo vide vorticose nuvole intorno i picchi.
Fu allora che capì che non doveva puntare alle capacità degli uomini e degli animali ma invece alla forza del Tao per realizzare un'arte marziale che dissolvesse, dirottasse e assorbisse le forze opposte senza tentare di sottometterle e conquistarle. Così costruì un eremo sulle montagne del Wudang dove sviluppò le 12 forme marziali.
[modifica] Curiosità
- Nel 1993, Jet Li (Li Lianjie) ha intepretato un film dal titolo Taiji: Zhang Sanfeng.
- Negli Stati Uniti, a East Stroudsburg , in Pennsylvania, si tiene annualmente il Zhang San Feng Festival & Dao of Health Expo , fondato da Jou Tsung Hwa .
- La televisione cinese nel 2002 ha prodotto uno scenggiato dal titolo "Il giovane Zhang Sanfeng" (少年張三丰, Shaonian Zhang Sanfeng).
[modifica] Bibliografia
- Henning Stanley, Ignorance, Legend and Taijiquan, articolo originariamente pubblicato in "Journal of the Chen Style Taijiquan Research Association of Hawaii", Vol. 2, No. 3, pp. 1-7 e leggibile in [1]
- Erle Montaigue- Vecchio stile Yang
- Eva Wong - La stanza celeste, fiabe dei maestri taoisti - Oscar Mondadori 2002: ISBN 8804501324
- ^ esattamente nel Mingshi 明史, Liezhuan diyibaishiqi fang ji 列传第一百八十七 方伎
- ^ Yang Jwing-Ming, Tai Chi, Teoria e potenza marziale, Edizioni Mediterranee, Roma, 2005, pag.16
- ^ Henning Stanley, Ignorance, Legend and Taijiquan, articolo originariamente pubblicato in "Journal of the Chen Style Taijiquan Research Association of Hawaii", Vol. 2, No. 3, pp. 1-7
- ^ Su quale imperatore abbia cercato Zhang Sanfeng, secondo il Mingshi,Yang Jwing-Ming, Tai Chi, Teoria e potenza marziale, Edizioni Mediterranee, Roma, 2005, pag.16, afferma che si tratta di Ming Taizu, cioè Zhu Yuanzhang il fondatore della dinastia Ming

