Zelarino
| Zelarino frazione |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°30′44″N 12°12′43″E / 45.51222°N 12.21194°ECoordinate: 45°30′44″N 12°12′43″E / 45.51222°N 12.21194°E | ||||
| Altitudine | 6 m s.l.m. | ||||
| Abitanti | 6 262[1] | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 30174 | ||||
| Prefisso | 041 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Patrono | san Vigilio | ||||
| Localizzazione | |||||
Zelarino è una località del comune di Venezia situata nella terraferma (municipalità di Chirignago-Zelarino): rappresenta l'estremità nord-occidentale della conurbazione di Mestre.[2] Dista dal centro storico di Venezia 17 km e da quello di Mestre 3,5 km.
L'abitato si sviluppa lungo la via castellana (SR 245) il cui tracciato è più o meno parallelo al corso del Marzenego, principale fiume della zona.
Il quartiere è noto in quanto nelle vicinanze sorge il nuovo ospedale di Mestre, l'Ospedale dell'Angelo che, da metà 2008, sostituisce il vecchio Umberto I situato in centro città. Di conseguenza è stata modificata e potenziata la viabilità della frazione, in quanto le arterie di comunicazione devono supportare ora un diverso e maggiore traffico stradale da e per tale complesso, flusso che in parte attraversa il territorio nelle direttrici verso Martellago e Scorzè, oltre a quelle verso Mestre.
Indice |
[modifica] Storia
Le origini di Zelarino sono assai antiche. Il toponimo Cilarino viene citato per la prima volta in un documento del 1006 e poi ancora nel XII sec. Secondo Carlo Pezzagna, parroco del paese nell'Ottocento, il toponimo deriverebbe dalla parola rin, variante di rio, cioè "corso d'acqua", corrotto poi in dal rin quindi "località vicino al fiume" (forse il Marzenego); o, ancora, dal germanico zeld o zohl cioè legno, quindi riferibile ad un antico bosco. Secondo l'Olivieri deriva da cella termine indicante un'unità territoriale o una cappella o un deposito.
Nel 1331 Giovanni di Lussemburgo re di Boemia, figlio di Enrico VII di Lussemburgo, investì Nicolò Foscari "conte di Zelarino". Il suo feudo si estendeva su 400 campi della località oggi denominata, appunto, Contea e il titolo si conservò sino al Settecento. In passato, il suo territorio fu suddiviso nei colmelli di Zelarino, Zelo, Selvanese e la Gatta.
Durante il periodo veneziano Zelarino diventa un ambito luogo di villeggiatura per i patrizi (testimonianza di ciò sono le numerose ville venete). Dopo la caduta della Serenissima, con le le occupazioni napoleonica prima e austriaca poi, la località diviene comune autonomo all'interno del distretto di Mestre e tale sarà fino al 1926 anno in cui Zelarino verrà assorbito nel grande comune di Venezia voluto da Mussolini (G.U. n. 183 del 09/08/1926, R.D. 15.07.1926 n° 1317). Contemporaneamente, anche la parrocchia di San Vigilio passa dalla Diocesi di Treviso al Patriarcato di Venezia. All'ultimo sindaco, Ottaviano Ried, nel 1975 è stata intitolata una via.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
La parrocchiale, di cui si hanno notizie certe a partire dal XII secolo, è dedicata all'Immacolata e a San Vigilio. Il culto di questo santo, tipicamente venerato in Alto Adige, è probabilmente legato alla presenza dei frati Alemanni o ai Cavalieri Teutonici che si servivano della Castellana per raggiungere il porto di Venezia. Tra l'altro nel XIV secolo questi costruirono un ospizio per pellegrini proprio a Zelarino. Fu ampliata e rimaneggiata nel 1746 e nel 1851. Danneggiata dal terremoto del Friuli del 1976, che pure qui ha fatto alcuni danni, nel 1980 ha subito un radicale restauro completato dalla costruzione di una nuova ala polivalente. Conserva, al suo interno, un pregevole organo Bazzani del XIX secolo. Il campanile, rialzato nel 1851, è stato recentemente ristrutturato, internamente ed esternamente. Inaugurato in occasione della festa paesana (giugno 2008), è stato visitato da varie autorità ecclesiastiche (tra cui il vescovo ausiliare Beniamino Pizziol) e civili. Con il rifacimento e la messa in sicurezza della scala interna, si è potuti salire fino all'ultimo piano, quello delle campane, così da poter ammirare il paesaggio circostante.
Dalla parrocchiale dipendono i due oratori di San Pietro (presso il centro pastorale) e di Sant'Anna (in località Paccagnella), entrambi chiusi al culto.
In località Tarù (via Gatta) si trova un'altra parrocchiale intitolata a Santa Lucia; da questa dipende l'oratorio di villa Fortuni, dedicato all'Annunziata.
[modifica] Architetture civili
Interessanti i mulini Fabris e Ronchin, posti lungo il corso del Marzenego.
Anche se in misura minore a quanto avvenuto sul Terraglio, lungo via Castellana, principale via di comunicazione del paese, sorgono numerose ville venete: è il caso di villa Lin-Tagliacozzo (da ricordare l'oratorio ottocentesco) e villa Biasiotto-Parolari-Mar (fine XVIII secolo). Altri edifici del genere sono villa Zino-Visinoni (XVIII secolo), villa Barbarich-Pezzana-Fraccaro (con affreschi attribuiti al Pozzoserrato) e villa Sardi (appartenuta all'architetto Giuseppe Sardi).
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
La seguente tabella riporta l'evoluzione demografica del comune di Zelarino(comprendente anche la frazione di Trivignano) sino alla sua soppressione nel 1926.
Abitanti censiti 
[modifica] Cultura
[modifica] Eventi
- gennaio: Piroea Paroea (Epifania);
- febbraio: Carnevale dei ragazzi (sfilata dei Carri Allegorici il martedì grasso);
- giugno: Sagra Paesana;
- ottobre: Castagnata.
[modifica] Note
- ^ In assenza di dati ufficiali precisi, si è fatto riferimento alla popolazione della parrocchia locale, reperibile nel sito della CEI.
- ^ http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/D.48d5b6eae1ff76959d33/P/BLOB%3AID%3D8719
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
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