Zanobi vescovo

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San Zanobi
San Zanobi, di Andrea della Robbia
San Zanobi, di Andrea della Robbia

Vescovo

Nascita IV secolo
Morte V secolo
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 25 maggio
Attributi abito vescovile, mitria, bastone pastorale, albero fiorito
Patrono di Firenze, Scandicci

San Zanobi vescovo (IV secolo417-429) è stato vescovo di Firenze ed è venerato come santo dalla Chiesa cattolica: è il patrono principale dell'arcidiocesi fiorentina, assieme ad sant'Antonino. Ritenuto tradizionalmente fiorentino, l'unica fonte storica sicura che lo riguarda è quella riferita da Paolino da Milano, biografo di Sant'Ambrogio, che scrivendo verso il 422 riportò che a Firenze: «...è ora vescovo il sant'uomo Zenobio».

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Miracolo di San Zanobi, Domenico Veneziano, dalla predella della pala di Santa Lucia de' Magnoli, Fitzwilliam Museum, Cambridge

Secondo una biografia molto più tarda, scritta dall'arcivescovo di Amalfi, Lorenzo (vissuto a Firenze in esilio e morto nel 1049), Zanobi sarebbe nato a Firenze verso la metà del IV secolo, fu battezzato, ebbe un'educazione cristiana impartitagli dall'allora vescovo Teodoro e si iscrisse al clero. Conobbe Ambrogio di passaggio a Firenze nel 394 e si sarebbe con lui trasferito a Roma, dove Ambrogio lo avrebbe presentato a papa Damaso I, il quale lo avrebbe nominato suo diacono e gli avrebbe affidato una missione presso la corte imperiale di Costantinopoli.

Il mosaico di San Zanobi, Museo dell'Opera del Duomo (Firenze)

Tornato in Firenze divenne Vescovo per volontà dei suoi concittadini stessi (come riporta il biografo di Ambrogio), ed iniziò un'instancabile opera di promozione e difesa del Cristianesimo nella città, sicuramente ispirato dall'operato simile di Sant'Ambrogio, tanto che alcuni lo chiamano L'apostolo di Firenze.

Sostenne e incoraggiò i fiorentini nella lotta contro Radagaiso, sostenitore dell'arianesimo, tra la fine del 405 e l'inizio del 406.

Fondò chiese (per esempio la basilica di San Lorenzo), promosse l'evangelizzazione e la vita liturgica, organizzò una vera e propria diocesi per Firenze e dintorni. Non mancano episodi di santità e veri e propri miracoli attribuiti a lui durante il suo vescovado (per esempio quello della risurrezione del figlio di una pellegrina francese, ricordato da una targa ancora presente sulla facciata di Palazzo Valori-Altoviti).

La morte è incerta e viene collocata tra il 417 e il 429.

Il culto[modifica | modifica wikitesto]

Fu sepolto nella basilica di San Lorenzo, che da allora rivestì il ruolo di cattedrale. Nel IX secolo i suoi resti vennero traslati (con vari dubbi di datazione dell'evento) in Santa Reparata, che assurse così al titolo di cattedrale.

Secondo una leggenda agiografica, durante il passaggio del corpo del santo, un albero in Piazza San Giovanni sarebbe miracolosamente rinverdito, un evento ancora segnalato dalla colonna di San Zanobi accanto al Battistero.

Le reliquie sono custodite in Santa Maria del Fiore, in un'urna capolavoro di oreficeria di Lorenzo Ghiberti. La commemorazione liturgica ricorre il 25 maggio. Dal 1983 è diventato anche il patrono di Scandicci.

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

San Zanobi, facciata di Santa Maria del Fiore, Firenze

Spesso raffigurato dagli artisti fiorentini (per esempio sul pilastro destro del portale centrale del Duomo accanto a Santa Reparata, o in opere del Ghirlandaio o di Sandro Botticelli), nell'iconografia porta la barba, l'abito e il cappello vescovile con il bastone pastorale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La chiesa fiorentina, Curia arcivescovile, Firenze 1970.
  • Ciandella Alessandro, San Zanobi. Vita, reliquie, culto, iconografia, Phasar Ed., Firenze 2005.
  • Claudio Raspollini, "San Zanobi, Una storia di Strada" vita e opere di San Zanobi, Centrolibro Ed. ,Firenze 1998.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Successioni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vescovo di Firenze Successore BishopCoA PioM.svg
Felice 337-417 circa Maurizio

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