Zahumlje

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Storia della Serbia
Serbia antica e dominio romano
Serbia nel Medioevo



La Zahumlje (in serbo: Захумље) era un principato slavo[1] medievale, localizzato nelle regioni dell'Erzegovina e della Dalmazia, veniva anche denominata Chelmia o Terra di Chelm o di Hum.

Localizzazione e popolazione[modifica | modifica sorgente]

La Zahumlje deve il suo nome dai monti Hum che si estendono in Erzegovina, alla foce del fiume Narenta. Il suo confine meridionale era la città di Ragusa che ne segnava la frontiera con il principato di Travunia, mentre a nord-ovest confinava con la regione di Pagania (Narentani).

I primi abitanti slavi giunsero nella zona nel V secolo e si mescolarono alle popolazioni di origine illirica e romana. È, però, nel VII secolo che ebbe luogo la più grande migrazione di Slavi al seguito del Visconte sconosciuto. Nelle terre dalmate e dell'Erzegovina si stanziarono tribù serbe e croate governate dalla casa dei Višević proveniente dalla Croazia bianca, una regione che si estendeva lungo il corso del fiume Vistola. Uno dei centri maggiori della Zahumlje era la città di Stagno, importante centro politico e religioso.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Re Tomislav di Croazia
Localizzazione della Zahumlje nei Balcani
Vittoria dei Bulgari su Bisanzio

Il principato di Zahumlje fu fondato intorno al 630, quando l'imperatore bizantino Eraclio chiamò in soccorso per combattere gli Avari le popolazioni serbe e croate dell'Europa centrale e affidò loro in vassallaggio le terre che avevano sottratto al nemico.

Nell'869, l'imperatore Basilio il Macedone convinse il sovrano di Zahumlje a combattere a fianco di Bisanzio una guerra contro i Saraceni: in questa occasione il principato dimostrò di essere un valido alleato e uno stato importante internazionalmente.

Verso la fine del IX secolo, però, il Gran principe di Rascia, Petar Gojniković (Петар Гојниковић), iniziò ad espandere i suoi poteri a spese della Zahumlje, facendo valere l'antico privilegio secondo cui Zahumlje doveva restare un feudo della Rascia. Spinse con le sue armate l'esercito del principe legittimo Mihailo Višević (Михајло Вишевић) lontano dalla terraferma, obbligandolo a riparare nella zona insulare del paese. Successivamente, Petar negoziò coi Bizantini un'alleanza per attaccare la Bulgaria, Mihailo riferì del complotto allo zar bulgaro Simeone I che, dopo aver sbaragliato l'esercito bizantino in Tracia, mandò in Rascia un'armata guidata da Pavle Branović che nel 917 spodestò Petar e lo condusse in Bulgaria perché fosse giustiziato. Mihailo Višević tornò sul proprio trono e regnò pacificamente.

Nel 925 Mihailo partecipò al Sinodo di Spalato insieme al duca Tomislav di Dalmazia: la Zahumlje fu assoggettata al potere religioso dell'Arcivescovo di Spalato e a quello politoco dello stesso Tomislav che fu incoronato re di Croazia. Successivamente, il principe interruppe le relazioni amichevoli con la Bulgaria e si riavvicinò all'Impero bizantino, ricevendo il titolo di viceré delle proprie terre in nome di Bisanzio. Dopo la morte nel 950 di Časlav Klonimirović che aveva unificato le terre serbe, la Zahumlje perse di importanza a favore della potenza emergente della Doclea e del Gran principato di Rascia.

Della Zahumlje, però, fu originario Stefano Nemanja, il capostipite della dinastia dei Nemanjić che dall'XI al XIV secolo governò la Serbia unificata, arrivando a creare con Stefano Dušan un Impero serbo.

Argomenti correlati[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ John Van Antwerp Fine, The Early Medieval Balkans: A Critical Survey from the Sixth to the Late Twelfth Century, University of Michigan Press, 1991, ISBN 978-0-472-08149-3.

Bibliografia e link[modifica | modifica sorgente]

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