ZRS-5 USS Macon

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ZRS-5 USS Macon
Il Macon in volo su Manhattan
Il Macon in volo su Manhattan
Descrizione
Tipo Dirigibile da pattugliamento d'altura
Equipaggio 91[1]
Progettista Team guidato da Karl Arnstein
Costruttore Goodyear-Zeppelin Corporation
Cantieri Akron, Ohio
Data del varo 21 aprile 1933
Matricola ZRS-5
Data entrata in servizio 23 giugno 1933
Proprietario United States Navy
Destino finale Affondato in seguito a cedimento strutturale 12 febbraio 1935
Dimensioni e pesi
Struttura Dirigibile rigido
Lunghezza 239,3[2] m
785 ft[1]
Diametro 40,5[2] m
132,1[1] ft (40,3 m)
Volume 193 970[2]
6 500 000[1] cu.ft (184 059 m³)
Gas Elio
Altezza 46,5 m
152,5[1] ft (44,5 m)
Peso a vuoto 100 ton
Propulsione
Motore 8 motori diesel Maybach VL-2
Potenza 570[2] CV ciascuno
Prestazioni
Velocità max 135[2] km/h
75,6[1] nodi (140,0 km/h)
Velocità di crociera 90 km/h
Autonomia 11 000[2] km
Armamento
Mitragliatrici 7 postazioni
Velivoli imbarcati 5[1] tra Curtiss F9C Sparrowhawk e Waco XJW-1

[1][2]

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L'USS Macon, numero di scafo ZRS-5[3] era un dirigibile rigido costruito per la marina statunitense (United States Navy) per ricognizione. In servizio per meno di due anni, nel 1935 Macon fu danneggiato in una tempesta e si perse lungo la costa californiana.

Venne costruito a Akron, Ohio dalla Goodyear-Zeppelin Corporation, battezzato l'11 marzo 1933 da Jeanette Whitton Moffett (moglie del contrammiraglio William A. Moffett), e volò per la prima volta un mese dopo, solo qualche settimana dopo la tragica perdita della nave gemella Akron (ZRS-4). Il Macon venne ordinato il 23 giugno 1933 agli ordini del comandante Alger H. Dresel.

Il Macon era costituito di 12 celle di tela in gelatina di latex riempite di elio. Progettato per trasportare 5 biplani F9C Sparrowhawk, Macon ricevette il primo aereo il 6 luglio 1933 durante un volo di prova nei pressi di Lakehurst, New Jersey. Gli aerei erano sistemati in celle all'interno dello scafo ed erano lanciati e recuperati mediante un trapezio. Abbandonata la costa est il 12 ottobre 1933, la base del Macon divenne NAS Sunnyvale (ora Moffett Federal Airfield).

Durante una crociera sul continente, il Macon fu costretto a volare sino a 1800 m (6 000 piedi) per superare le montagne dell'Arizona. Dato che l'altitudine di crociera della nave era minore di 900 m (3 000 piedi), una grande quantità di elio venne espulsa per evitare lo squarciamento delle celle di gas dovuto alla differenza di pressione con l'esterno. Per compensare la perdita di spinta, vennero eiettate 4 t (9 000 lb) di zavorra e 3 t (7 000 lb) di carburante. Ancora in sovrappeso, il Macon completò il suo viaggio con i motori a piena potenza per avere sufficiente portanza e per controllare la nave tra le forti correnti di un passo alpino. Le elevate sollecitazioni subite durante il viaggio stressarono il guscio, e quando il Macon incontrò una turbolenza sopra il Texas, un anello nella sezione di coda si inarcò e due travi si ruppero. Il Macon completò il viaggio ma venne deciso di rinforzare sia gli anelli sia le quattro travi.

Il 12 febbraio 1935 le riparazioni non erano ancora terminate quando, al rientro a Sunnyvale dopo delle manovre militari, il Macon venne investito da una tempesta al largo di Point Sur, California. Durante la tempesta, fu colpita da un'improvvisa raffica di vento che causò la rottura di un anello non rinforzato a cui era attaccata la pinna di coda. Parti della struttura forarono le celle di gas posteriori e causò una perdita di elio. Agendo rapidamente e con poche informazioni sull'accaduto, fu immediatamente ordinato un notevole scarico di zavorra. Venne perso il controllo, con la coda pesante e i motori in funzione, il Macon salì rapidamente fino a quando non venne espulso l'elio per equilibrare la pressione e fermare l'ascesa. Ci vollero 20 minuti per scendere di 4 850 piedi, e ammarare dolcemente; il Macon affondò al largo della costa californiana. Solo due membri su 76 dell'equipaggio morirono, grazie alla calda temperatura e all'introduzione di giubbotti di salvataggio e gommoni gonfiabili dopo la tragedia dell'Akron. I due membri dell'equipaggio perirono in quanto uno saltò prima dell'ammaraggio e l'altro perché cercò di tornare indietro a nuoto verso il relitto che stava affondando per recuperare i suoi effetti personali.

Il Macon aveva completato 50 voli a partire dall'entrata in servizio, venne cancellato dalla marina il 26 febbraio 1935. Le successive aeronavi della marina fecero uso di strutture non rigide in modo da essere meno vulnerabili ai fenomeni atmosferici.

Esplorazione del luogo dell'affondamento[modifica | modifica sorgente]

Lo ZRS-5 USS Macon in manovra sopra Moffett Field

The Monterey Bay Aquarium Research Institute (MBARI) ebbe successo nel localizzare e esplorare il luogo di affondamento del Macon nel febbraio 1991, oltre a recuperare alcune parti del relitto.[4] L'esplorazione incluse riprese e raccolta dati così come un recupero di alcune parti del relitto.

Nel maggio 2005 MBARI ritornò sul sito come inizio di un anno di un progetto di ricerca per identificare dei reperti archeologici nella baia. Un sonar laterale venne usato per l'esplorazione del sito.

Spedizione del 2006[modifica | modifica sorgente]

Una seconda esplorazione più completa con un apparecchio a controllo remoto venne effettuata nel settembre 2006, da ricercatori del MBARI e de NOAA, National Oceanic and Atmospheric Administration.[5] Riprese video della spedizione sono disponibili al pubblico su OceansLive Web Portal, un servizio del NOAA.

La spedizione del 2006 si rivelò un successo in quanto fece delle scoperte sorprendenti riguardo a cambiamenti avvenuti dall'ultima visita, quasi 15 anni prima. Immagini ad alta risoluzione (più di 10 000 nuove foto) vennero assemblate in un mosaico fotografico del relitto.[6]

Protezione[modifica | modifica sorgente]

Il biplano del Macon è conservato allo Steven F. Udvar-Hazy Center

Il gruppo di ricerca spera di aggiungere nuovi dati che possano spiegare il naufragio del Macon elencato nel National Register of Historic Places (registro nazionale dei luoghi storici). Il sito dell'affondamento resta segreto, è all'interno di un santuario marittimo e non è accessibile ai sommozzatori. È anche un sito della U.S. Navy.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h Dictionary of American Naval Fighting Ships - Macon. URL consultato il 05-01-2009.
  2. ^ a b c d e f g (EN) Charles Stephenson, Ian Palmer, Zeppelins: German Airships 1900-40 - New Vanguard ­ 101, Osprey Publishing, 2004 ISBN 1-84176-692-5
  3. ^ La US Navy impiegava per i dirigibili lo stesso sistema d'indentificazione basato su "simbolo di classificazione di scafo (hull classification symbol)"-"numero di scafo (hull number)" che impiega per le proprie navi. La sigla ZRS adottata per l'Akron e per lo ZRS-5 USS Macon sta per Zeppelin Rigid Scouting, zeppelin rigido da esplorazione. Differiva da quella dei precedenti dirigibili rigidi della marina, che utilizzavano la sola ZR.
  4. ^ MBARI's First Decade: Una retrospettiva, Monterey Bay Aquarium Research Institute, 1997. URL consultato il 4 ottobre 2006. (page 11)
  5. ^ Expedition To Probe Sunken Airship, KSBW-TV, 13 settembre 2006. URL consultato il 4 ottobre 2006.
  6. ^ USS Macon Exploration Findings Unveiled, KSBW-TV, 27 settembre 2006. URL consultato il 4 ottobre 2006. (include una presentazione)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giorgio Zanrosso, DIRIGIBILI - 1852-1937 Dal Giffard n.1 all'Hindenburg, Editrice Veneta, 2004, ISBN 88-8449-225-4
  • Enrico Petrucci, Portaerei nel cielo, «Storia in rete», settembre 2006, 1-11
  • (EN) William F. Althoff, Sky Ships: A History of the Airship in the United States Navy, Pacifica Press, 1998 (Ristampa)
  • (EN) Richard K.Smith, The airships Akron & Macon: Flying aircraft carriers of the United States Navy, Naval Institute Press, 1972
  • (EN) Thomas S.Hook, Sky ship: The Akron era (Famous airships series), Airshow, 1976
  • (EN) John F.Ullmann, 'Mellone's photo encyclopedia of U.S.S. Akron & U.S.S. Macon event covers, FDC Pub. Co, 1996

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]