ZK-383

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ZK-383
Tipo mitra (SMG)
Origine Cecoslovacchia Cecoslovacchia
Impiego
Utilizzatori Germania, Cecoslovacchia, Est Europeo
Conflitti Seconda guerra mondiale
Produzione
Progettista fratelli Koucky
Data progettazione 1930
Date di produzione 1938-1966
Varianti ZK-383H, ZK-383P
Descrizione
Peso 4,25 kg
Lunghezza 902 mm
Lunghezza canna 325 mm
Calibro 9 mm
Munizioni 9 mm Parabellum
Azionamento Massa Battente (blowback)
Cadenza di tiro 500 o 700 colpi/min
Velocità alla volata 380 m/s
Tiro utile +- 250 m
Alimentazione caricatore rimovibile da 30 colpi

[senza fonte]

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IL ZK-383 era un mitra sviluppato dai fratelli Koucky cecoslovacchi che lavoravano per la fabbrica d’armi Zbrojovka Brno. Fu prodotta lentamente dal 1938 e fu esportata anche in molti Paesi del Sudamerica, come la Bolivia e il Venezuela.[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il ZK-383 fu esportato in molti altri piccoli paesi dell’Est Europeo dal 1938 (anno di inizio della produzione). La produzione continuò alla fabbrica di Brno anche durante l’ occupazione tedesca della II G.M.. La maggior parte dei mitra furono dati ai Waffen SS . La produzione continuò in piccole quantità per l’Est Europeo e la Bulgaria continuò ad importarli fino al 1970, 4 anni dopo la fine della produzione. La ZK-383 fu lentamente sostituito da altri moschetti automatici più leggeri come lo Vz 61 Skorpion e il Sa vz. 23.[1].

Progettazione[modifica | modifica sorgente]

IL ZK-383 era originariamente ideato come una arma da supporto di squadra (S.A.W. Squad Automatic Weapon), ruolo generalmente occupato da mitragliatrici leggere come il Bren britannico o il DP28 russo, ma il caricatore da 30 colpi limitava la capacità del tiro automatico. Così divenne un mitra individuale, che assomiglia all’MP18 tedesco. Il ZK-383 era una arma pesante e robusta che faceva buon uso del 9 mm parabellum. Una versione per il tiro a lunga gittata era provvisto di mirino tipo fucile e un bipede pieghevole a mezza canna.[1].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il ZK-383 ha l’opzione del cambio rapido della canna, raramente visto nei mitra. L’azione è posta sotto il mirino posteriore, e spara da culatta aperta, e rimuovendo o mettendo un peso su di esso il tiratore poteva aggiustare il ritmo di tiro da 500 a 700 colpi/min. il caricatore è inserito nel lato sinistro dell’arma, come nello Sten britannico. La sicura è davanti al grilletto, e dispone di tre modalità di fuoco: automatico, semiautomatico, e sicura.[1]. Il calcio è di legno e il mirino posteriore può essere regolato per 600 m.

Varianti[modifica | modifica sorgente]

  • ZK-383; versione di produzione standard.
  • ZK-383P; versione per polizia senza bipode.
  • ZK-383H; variante post-guerra senza bipode che aveva il caricatore collassabile inserito sotto, non a sinistra, che conteneva comunque 30 colpi.

Curiosita'[modifica | modifica sorgente]

Uno ZK-383 è stato protagonista involontario di un episodio drammatico della Resistenza Italiana, narrato dal grande scrittore Beppe Fenoglio in uno dei suoi racconti sulla Guerra di Liberazione. Durante una riunione, l'arma in questione era stata posata su di un tavolo dal partigiano che la aveva in dotazione tra l'ammirazione degli altri volontari presenti, in quanto arma molto ambita e rara: uno di questi non resistette alla tentazione di imbracciarala e subito parti' una raffica dato che il mitragliatore aveva il colpo in canna e che le caratteristiche inusuali della sicura potevano trarre in inganno. Quattro partigiani rimasero gravemente feriti ma vennero immediatamente soccorsi e poterono essere tutti salvati.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Modern Firearms - Zk-383

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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