Yūsuf Ibn Tāshfīn

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Yūsuf ibn Tāshfīn (ca. 1061 – 1106) è stato un sovrano berbero, emiro almoravide del nord Africa dal 1089 e della Spagna musulmana (al-Andalus) dal 1094.

Chiamato amīr al-muslimīn (comandante dei musulmani), unì tutti i domini musulmani in Spagna al Regno del Marocco intorno al 1090, dopo che era venuto in Spagna nel 1086.

Biografia [modifica]

Era cugino o nipote di Abu Bakr Ibn Umar, il fondatore della dinastia almoravide.

Su richiesta degli Emiri di Siviglia, Badajoz, Granada e Cordova, pur senza alcun accordo formale, e senza il consenso del cugino Abu Bakr, salpò dal Nordafrica e, attraversato lo stretto di Gibilterra, occupò Algeciras, avanzò sino a Siviglia e unitosi alle truppe dei succitati emirati a cui si erano aggiunte le truppe di Almeria, nell'ottobre del 1086, sconfisse Alfonso VI di Castiglia nella Battaglia di al-Zallaqa, nei pressi di Badajoz, obbligando i cristiani a ritirarsi dalla regione di Valencia e di togliere l'assedio a Saragozza.

L'avanzata Almoravide fu fermata (anzi i cristiani ripresero coraggio) dall'improvviso ritorno in Africa di Yūsuf ibn Tāshfīn, per la morte del suo figlio maggiore. Poco dopo morì anche il cugino Abu Bakr Ibn Umar, che gli aveva perdonato l'affronto, per cui divenne l'emiro dell'impero almoravide, praticamente tutta l'Africa nordoccidentale (dal Senegal all'Algeria, con il Marocco come parte centrale Marrakech come capitale dell'impero.).

Yūsuf Ibn Tāshfīn ritornò in al-Andalus, nel 1090, e pose l'assedio al castello di Aledo, che non riusci a conquistarlo, ma venne raso al suolo ed abbandonato da Alfonso VI, che ormai lo considerava indifendibile.

Nonostante questa vittoria l'avanzata verso i regni cristiani si fermò, perché Yūsuf, soddisfatto per le vittorie conquistate e pressato dagli intolleranti (contro la libertà religiosa concessa dai vari emiri delle Taifa) fuqaha, e spinto dalla bramosia (delle ricchezze offerta dalle fertili terre della penisola iberica) di altri suoi seguaci, si dedicò alla conquista dei regni musulmani.

Dopo la conquista dell'Andalusia, nel 1093, si rivolse verso il regno di Valencia, ma si dovette scontrare col Cid, che nel frattempo era diventato signore della città e la difese strenuamente, non permettendo a Yūsuf di conquistarla e proseguire quindi verso la contea di Barcellona ed il regno d'Aragona.

Allora si rivolse contro la Castiglia e, nel 1097, le truppe castigliane contrattaccarono gli Almoravidi nella zona di Toledo e riuscirono ad occupare il castello di Consuegra, che tennero per otto giorni, ma nella battaglia che avvenne il 15 agosto del 1097, le truppe di Yūsuf Ibn Tāshfīn, ebbero la meglio su quelle di Alfonso VI. Durante l'attacco morì l'unico figlio maschio del Cid, Diego Rodríguez, che aveva lasciato Valencia per unirsi alle truppe castigliane.

Yūsuf ibn Tāshfīn, soddisfatto di aver vinto anche questa seconda battaglia campale (dopo al-Zallaqa), dieci mesi dopo, ossia nel giugno del 1098, tornò definitivamente a Marrakech, in Nordafrica, lasciando che la guerra nella penisola iberica fosse continuata dal figlio ʿAlī b. Yūsuf. Yūsuf Ibn Tāshfīn fu il fondatore della città di Marrakesh in Marocco. Scelse lui stesso il luogo per fondare la città, che poi fece capitale del suo regno.

Morì nel 1106 e gli subentrò, sia alla testa dell'impero almoravide, sia in Marocco sia in al-Andalus, il figlio Ali ibn Yusuf.

Durante il ragno di Yusuf ibn Tāshfīn in Marocco e Spagna fiorirono i commerci, l'agricoltura, la filosofia e la scienza.

Voci correlate [modifica]

Bibliografia [modifica]

  • E.A. Freeman, History and Conquests of the Saracens, Oxford, 1856
  • Francisco Codera y Zaidín, (2004), Decadencia y desaparición de los Almorávides de España; ed. di Mª Jesús Viguera Molins, Pamplona, Urgoiti, 2004. ISBN 84-933398-2-2 (rist. dell'edizione del 1889)
  • Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in «Storia del mondo medievale», vol. V, 1999, pp. 865-896

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