You'll Never Walk Alone

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You'll Never Walk Alone
Artista Christine Johnson
Autore/i Richard Rodgers, Oscar Hammerstein
Genere Musical
Esecuzioni notevoli Nina Simone
Elvis Presley
Frank Sinatra
Judy Garland
Mario Lanza
Doris Day
Johnny Cash
Gerry and the Pacemakers
Tom Jones
Data 1945

You'll Never Walk Alone è una canzone di scena, scritta dalla coppia statunitense Rodgers/Hammerstein per il musical del 1945 Carousel.

Originariamente concepita per marcare due momenti salienti dell'azione (quando la protagonista rimane vedova a causa del suicidio del marito e, nel finale, in segno di incoraggiamento verso la di loro figlia quando questa sta affrontando l'ultimo anno di scuola: in italiano You'll never walk alone significa "Non camminerai mai da sola"), in seguito è divenuta uno standard per numerosi cantanti, tra cui Nina Simone, Frank Sinatra, Doris Day, Patti LaBelle, Elvis Presley e, in Europa, il gruppo di Liverpool Gerry and the Pacemakers, grazie al quale si deve la sua massiccia diffusione anche in ambito popolare, fino a divenire di fatto l'inno ufficiale della squadra di calcio inglese del Liverpool e della squadra di calcio scozzese del Celtic FC.

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

Il musical Carousel, adattamento di un lavoro teatrale dell'ungherese Ferenc Molnár del 1910, andò in scena nel 1945 con musiche di Richard Rodgers e testi di Oscar Hammerstein II. You'll Never Walk Alone ricorre in due momenti importanti della rappresentazione, tra i primi musical a sfondo drammatico: il primo quando un'amica della protagonista canta tale brano per consolarla della vedovanza, il secondo quando, nella scena finale, la classe della giovane figlia della protagonista, in prossimità degli esami finali, canta tale canzone mentre il padre, temporaneamente tornato sulla terra, assiste alla scena.

Proprio in ragione del fatto che tale brano è collegato agli esami finali, esso divenne ben presto uno standard in occasione delle feste di diploma negli Stati Uniti.

Impatto sulla cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

La scena musicale di Liverpool, nei primi anni sessanta, era popolata da numerosi gruppi, dei quali i Beatles erano il fenomeno più vistoso.

Altre band famose erano ad esempio Rory Storm and the Hurricanes (la band che vide esordire Ringo Starr), i Searchers e, appunto, Gerry and the Pacemakers, che erano usi proporre al pubblico sia canzoni scritte in proprio che cover di canzoni standard di vari generi.

You'll Never Walk Alone fu incisa da Gerry and the Pacemakers nel 1963. In quel periodo le tifoserie del Regno Unito avevano l'abitudine di intonare in coro, dagli spalti, i pezzi più in voga del momento e You'll Never Walk Alone era uno di essi.

Un operatore della BBC riprese nel 1964 i tifosi del Liverpool che dagli spalti del Kop, la celebre tribuna dello stadio di Anfield, cantavano in coro il brano.

Un anno più tardi, nel corso della finale di Coppa d'Inghilterra contro il Leeds a Wembley, i tifosi del Liverpool giunti fino a Londra intonarono il brano, come a sottolineare ai loro giocatori che «non avrebbero mai camminato da soli» e il celebre commentatore televisivo Kenneth Wolstenholme (che nel 1966 fu il telecronista per la BBC della finale di Coppa del Mondo Inghilterra - Germania Ovest) elogiò l'uso di tale canzone come «biglietto da visita del Liverpool» (più propriamente, parlò in inglese di signature tune)[1].

Inno sportivo[modifica | modifica wikitesto]

La Shankly Gate allo stadio di Anfield (Liverpool)

A parte l'essere di fatto divenuta l'inno ufficiale del Liverpool, tanto da vedere il suo titolo inscritto sulla testata dello Shankly Gate, uno degli accessi dello stadio di Anfield, nonché nello stemma ufficiale del club, You'll Never Walk Alone è stata adottata da altre tifoserie del Regno Unito, in particolare quella della squadra scozzese del Celtic, compagine di Glasgow: al riguardo, una disputa sorta tra le due tifoserie circa la “primogenitura” dell'uso di tale brano come coro da stadio[2] sembra avere la risoluzione più accreditata nella considerazione che, essendo il brano giunto per la prima volta in Europa nel 1963 come cover a opera dei citati Gerry & the Pacemaker (come già detto, di Liverpool), e cantato dagli spalti di Anfield già dal 1964, è assai improbabile che, prima di tale data, i tifosi scozzesi del Celtic, usi anch'essi intonare brani in voga, facessero ricorso a un brano proveniente da un musical americano non ancora famosissimo nel Regno Unito[2]. È dunque ritenuto verosimile che siano stati i tifosi del Liverpool i primi del Regno Unito, e altrettanto verosimilmente i primi in assoluto, a usare You'll Never Walk Alone come coro da stadio[2].

Ad avvalorare tale supposizione, la testimonianza dell'ex calciatore del Liverpool Tommy Smith che, nel suo libro Anfield Iron (2008), narra che nell'estate del 1963 Gerry Marsden, il leader dei Pacemakers, introdusse al pubblico il tecnico della squadra Bill Shankly al suono del brano, all'epoca in fase di pre-pubblicazione: «Shanks [Bill Shankly] era sorpreso di quel che aveva udito… I giornalisti sportivi locali erano al nostro seguito e, affamati di notizie fuori dall'ambito tecnico, riportarono l'accaduto alle loro redazioni, con l'effetto che tutti credettero che tale nuovo brano fosse l'inno ufficiale del Liverpool[3].

Lo stesso Gerry Marsden, peraltro, già nel 2006 aveva raccontato ai microfoni di BBC Radio che il disc jockey di Anfield aveva l'abitudine di presentare le canzoni della hit parade settimanale nel classico ordine a partire dal 10º posto, e con la canzone al 1º posto diffusa poco prima del calcio d'inizio; i tifosi, dal canto loro, avevano l'abitudine di cantare sulle note di tali canzoni. Quando You'll Never Walk Alone uscì dai primi dieci, i tifosi continuarono a cantarla ugualmente[4][5].

La canzone fu in seguito adottata, oltre che dai tifosi del Celtic, anche da quelli dell'Hibernian (Edimburgo) e, fuori dal Regno Unito, dagli olandesi del Feyenoord (Rotterdam) e del Twente (Enschede)[6].

Più recentemente, il presidente del Comitato Olimpico Spagnolo, Alejandro Blanco, sostenne nel 2007 che l'aver sentito i tifosi inglesi cantare ad Anfield gli diede l'ispirazione a cercare un testo per l'inno nazionale del suo Paese (completamente strumentale) in occasione della presentazione della candidatura di Madrid a ospitare i giochi olimpici[7].

Altre interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il musical ebbe anche una versione cinematografica omonima nel 1956, per la regia di Henry King, interpretata da Gordon MacRae e Shirley Jones.

A parte i cantanti-attori che interpretarono You'll Never Walk Alone per esigenze di copione, esistono numerosissime altre versioni di tale brano: tra le più note quelle di Frank Sinatra, Barbra Streisand, Judy Garland[8], Johnny Cash, Elvis Presley, Nina Simone e, nel Regno Unito, di Tom Jones e soprattutto Gerry & the Pacemakers, il primo gruppo a incidere il brano in Europa.

Una registrazione di You'll Never Walk Alone cantata dal Kop compare nel finale del brano Fearless, terza traccia dell'album Meddle (1971) dei Pink Floyd. Un'edizione del brano fu incisa a scopo benefico nel 1985 da un gruppo di cantanti, tra cui lo stesso Gerry Marsden e Paul McCartney, in sostegno dei familiari delle vittime dell'incendio di Valley Parade, impianto del Bradford City, in cui morirono 56 persone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Liverpool vs. Leeds United, F.A. Cup Final, BBC, 1965 (video). URL consultato il 2 aprile 2009.
  2. ^ a b c (EN) Jessica Aldred e Sean Ingle, Liverpool or Celtic: who Walked Alone first? in The Guardian, 12 marzo 2003. URL consultato il 2 aprile 2009.
  3. ^ Smith, pag. 68-69
  4. ^ (EN)  John Cavanagh. The History You'll Never Walk Alone, BBC Songlines 2006.
  5. ^ (EN) Kop Classics: You'll Never Walk Alone. URL consultato il 2 aprile 2009.
  6. ^ (EN) Chris Whyatt, McClaren's new charges in BBC Sport, 13 agosto 2008. URL consultato il 2 aprile 2009.
  7. ^ (EN) Liverpool fans inspire Spain to write words to anthem in Eurosport, 5 giugno 2007. URL consultato il 2 aprile 2009.
  8. ^ (EN) Judy Garland Studio Song on Capitol Records. URL consultato il 2 aprile 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Tommy Smith, Anfield Iron. An Autobiography, London, Bantam Press, 2008, ISBN 0-593-05958-1.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]