Yoko-gake

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Yoko-gake (letteralmente "Agganciamento laterale al piede") è l'ultima tecnica del Gokyo (numero 40)[1] e fa parte delle tecniche di sacrificio laterali. È ritenuta una delle tecniche più pericolose dell'intero Gokyo per l'uke che subisce la tecnica. La pericolosità sta nel fatto che colui che subisce la tecnica non ha spazio a sufficienza per distribuire l'impatto della caduta e dovrà provvedere da solo ad imprimere la rotazione necessaria a concludere l'azione poiché altrimenti l'impatto col suolo potrebbe essere piuttosto violento e spesso accompagnato da un forte contraccolpo alla nuca. Il Yoko-gake è una tecnica riservata ai judoka esperti. Massimo esponente di questa tecnica di sacrificio è il sensei 10º dan Nagaoka che in passato ne aveva fatto una vera e propria specialità.[2]

L'esecuzione[modifica | modifica sorgente]

Situazione ideale è data da uno squilibrio in avanti a destra mentre uke sta avanzando con la gamba destra. Tori compie una rotazione di 90 gradi da sinistra a destra indietreggiando la gamba destra. Facendo questo, il suo corpo si dovrà posizionare in maniera perpendicolare rispetto a quello dell'avversario. Successivamente colui che attacca piazzerà il piede sinistro dietro al tallone destro eseguendo uno squilibrio parallelo al gomito e in basso. La fase di proiezione avviene grazie al movimento di Tori che tende la gamba sinistra spingendo e al contempo spazzando il piede destro di Uke, lasciandosi cadere sul fianco sinistro.[3]

Successioni e contraccolpi[modifica | modifica sorgente]

Prima del completamento del movimento si possono effettuare successioni con spazzate che non terminino a terra come ad esempio il De-ashi-barai e il Ko-soto-gari. Fra i possibili contraccolpi c'è il Ko-uchi-gari o, elemento piuttosto singolare, la stessa Yoko-gake.

Video[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Otello Bisi, Capire il Judo, Bizzocchi, 1989.
  • Tommaso Betti - Berutto, Da cintura bianca a cintura nera nelle arti marziali, Nuova Editrice Spada, 1999.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Classificazione ufficiale del Kodokan
  2. ^ Vedi articolo del sito www.jigorokano.it
  3. ^ Rappresentazione grafica della tecnica