Ylenia Carrisi

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Ylenia Carrisi

Ylenia Carrisi (Roma, 29 novembre 1970New Orleans, 31 dicembre 1994[1]) è stata un personaggio televisivo italiano. Nota soprattutto per essere figlia di Albano Carrisi e Romina Power, è venuta alla ribalta delle cronache per la sua misteriosa e inspiegabile scomparsa avvenuta il 31 dicembre 1994. Televisivamente, può essere ricordata anche nel ruolo di valletta della prima edizione (1989/'90) del telequiz La ruota della fortuna condotta da Mike Bongiorno su Canale 5. [2] Nel 1983 recitò una parte nel film Champagne in paradiso di Aldo Grimaldi.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ylenia Maria Sole Carrisi era la figlia primogenita di Albano Carrisi e Romina Power. I nonni materni erano l'attore statunitense Tyrone Power e la consorte messicana, nonché collega, Linda Christian. Aveva tre fratelli minori: Yari, Cristel, Romina Jr., e due fratellastri: Albano Jr. e Jasmine.

La partenza dall'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il "LeDale Hotel", albergo ora chiuso, a New Orleans, ultima residenza conosciuta di Ylenia Carrisi

Mentre frequentava il corso di letteratura presso il King's College London iniziò a nutrire il proposito di girare il mondo in solitaria, munita solo di uno zaino e del suo diario. Decise di prendere una pausa dagli studi, ritornò in Italia, dove vendette tutto quel che possedeva per finanziare il viaggio sognato. Iniziò con il Sudamerica. Dopo qualche settimana dalla sua partenza, nel periodo natalizio, Yari, fratello minore di Ylenia, decise di raggiungerla per farle una sorpresa. Impiegò molte ore a raggiungere il villaggio "sperduto" in cui la sorella alloggiava, e scoprì di essere arrivato con "24 ore di ritardo", in quanto la ragazza si era già diretta a New Orleans, città in cui poi sarebbe misteriosamente scomparsa il 31 dicembre 1994 (le ricerche iniziarono dopo il 6 gennaio 1995).

La misteriosa scomparsa[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo dialogo di Ylenia con la famiglia risale al 1º gennaio 1995 (quando in Louisiana era ancora il 31 dicembre dell'anno precedente, causa fuso orario) e si svolse con una chiamata partita dal telefono del "LeDale Hotel" di New Orleans e diretta a casa. Telefonata questa, che sembra essersi svolta in modo del tutto tranquillo, con la madre Romina e forse con altri membri della famiglia; a differenza della telefonata del giorno precedente, che si concluse bruscamente durante una discussione con il padre, Albano, contrariato dal fatto che la figlia si trovasse nuovamente a New Orleans, città nella quale, circa 6 mesi prima, durante un'esplorazione dell'intera famiglia negli Stati Uniti, Ylenia aveva conosciuto Alexander Masakela, un trombettista da strada , che lasciò sempre dei forti sospetti nei genitori della ragazza e che, difatti, fu il primo accusato della sua misteriosa scomparsa. Al di là del viscerale astio che la celebre coppia ebbe, e continua ad avere, nei confronti dell'uomo, ci sono molti motivi per considerare Masakela implicato e fondamentale nella scomparsa di Ylenia.[4]

I due infatti alloggiarono nella stessa stanza del "LeDale Hotel", ma Masakela non denunciò mai la sua assenza; nei giorni successivi all'ultimo avvistamento di Ylenia nell'hotel, l'uomo portò diverse ragazze nella stanza in comune per avere con loro rapporti sessuali, fatto questo mai verificatosi prima del non-ritorno della Carrisi. Ciò lascerebbe pensare che l'uomo avesse la certezza che l'italiana non avrebbe potuto fare ritorno da un momento all'altro. Inoltre, diversi giorni dopo il 6 gennaio (ultimo avvistamento di Ylenia nell'hotel), tentò di saldare il conto della stanza utilizzando i traveler's cheque di Carrisi. Fu a quel punto che i responsabili dell'hotel chiamarono la polizia. Masakela se ne andò comunque, lasciando però uno zaino alla reception; zaino che, come verificò la polizia una volta arrivata sul luogo, era pieno di oggetti personali della giovane. Quando Masakela venne rintracciato, gli trovarono addosso i traveler's cheque e il passaporto di Ylenia. Nonostante ciò, a causa delle leggi locali, la polizia non lo indiziò per la sparizione improvvisa della giovane.

Poche settimane dopo, però, una ex fidanzata dell'uomo lo denunciò per stupro, e la polizia ebbe così il permesso giuridico di indagare maggiormente nella vita del musicista. Vennero trovati in casa di un'amica di Masakela, con cui quest'ultimo ebbe anche una relazione, il giubbetto ed il walkman della Carrisi. Fu però un permesso che la polizia non utilizzò mai del tutto, mai abbastanza, secondo la madre di Ylenia e non solo. Alcune testate giornalistiche infatti riportarono ad esempio la notizia che Masakela, sottoposto a fermo in carcere per dieci giorni a partire dal 31 gennaio, fu interrogato solo dopo 7 giorni, su pressione di Albano, che (andando contro le regole) assistette al colloquio e ne restò contrariato, a causa delle bugie dell'interrogato riguardo alla conoscenza della ragazza, ampiamente provate dagli scritti di Ylenia nel proprio diario e dai racconti che ne aveva fatto ai genitori mesi prima. Masakela restò dunque in carcere per pochissimo meno di due settimane, dopo di che "scomparve" anche lui, dileguandosi da New Orleans e lasciando la famiglia della giovane in una profonda angoscia. Fu perfino consultata Natuzza Evolo.[5] Romina Power sostenne sempre, con sorprendente sicurezza, che Masakela aveva fatto sparire sua figlia facendola entrare in un giro sporco simile alla tratta delle bianche, probabilmente dapprima drogandola e segregandola da qualche parte. Sospetto questo, che non venne mai abbandonato dalla donna e che anzi, col passare degli anni, ha acquisito più senso, anche di fronte alla parte di pubblico più informata sul caso.

Le ricerche[modifica | modifica wikitesto]

Le rivelazioni nel 2011 e 2013 grazie a "Chi l'ha visto"[modifica | modifica wikitesto]

Nell'autunno del 2011,la trasmissione Chi l'ha visto? rivela per la prima volta la testimonianza di una ragazza di New Orleans che per anni fu vittima di violenze psicofisiche da parte del musicista di strada, che la tenne rinchiusa e lontana dalla famiglia. Riguardo l'esperienza dice che non era in grado di intendere e di volere, che era come stregata, sotto l'effetto di un incantesimo, che sapeva di stare facendo del male alla propria famiglia ma nonostante ciò non riusciva ad allontanarsi da lui. Alla domanda dell'inviato: "ti drogava?", la donna, di nome Sharon, risponde:"non lo so, è probabile. Lui mi passava sempre da bere, nei bicchieri, nelle bottiglie..." e riguardo Ylenia dice: "non so niente della ragazza italiana, tranne quello che ho letto sui giornali, ma crederei che sia rimasta vittima di lui anche solo per il fatto di aver semplicemente parlato con lui!". Questa testimonianza arriva di seguito a quella di un uomo, anch'egli musicista, che conosce di vista Masakela e che lo descrive ripetutamente come "un violento e un vigliacco, uno che tratta malissimo le donne. Le usa, le violenta, le attira con i suoi discorsi, gli offre da bere e mette droga nei loro bicchieri, poi, una volta stordite, le violenta. A una ha fatto del male per anni, le spegneva anche le sigarette addosso". L'avvocato che nel 1994 difese Masakela, negli stessi servizi del programma, riguardo alle frequenti e numerosissime scomparse di giovani donne avvenute in città, e in particolare a quella di Ylenia Carrisi, afferma: "la polizia di New Orleans non era in grado, come non lo è tuttora, di occuparsi della situazione. Se se ne fosse occupata l'FBI le cose sarebbero andate in modo diverso".

I dubbi sul racconto del guardiano dell'acquario[modifica | modifica wikitesto]

Il sospetto è che il guardiano dell'acquario, Albert Cordova, che raccontò che la notte del 6 gennaio vide una donna bionda somigliante ad Ylenia tuffarsi nel fiume Mississippi ed affogare[6] (e che più volte modificò leggermente il proprio racconto riconoscendo anche un'altra ragazza oltre ad Ylenia), in realtà inventò di sana pianta la storia per liberarsi del caso, o per lo meno la cambiò sostanzialmente. A sostegno di questa tesi vi è il fatto che durante le ricerche nel fiume, e in tutti gli anni successivi, non solo non venne rinvenuto il corpo di Ylenia, ma neanche alcuna traccia di lei, come scarpe o vestiti. Per quanto il fiume sia grande, profondo, e in quel tratto vicino all'oceano, un esperto del settore interpellato a New Orleans reputa questa una anomalia, che rende ancora irrisolto ed aperto il caso.

Fermamente convinti del fatto che "la storia del fiume" sia un'invenzione sono Yari (fratello minore di Ylenia, il primo ad arrivare sul luogo della scomparsa e a constatare il lavoro degli agenti), che non esita a dire si sia trattato di un depistaggio, la madre Romina, e gli altri membri della famiglia Power: la nonna di Ylenia Linda Christian, la zia Taryn Power, che credono che Ylenia sia viva, e lo zio Tyrone William IV, che tende invece a credere sia stata uccisa. Nessuno di loro, sulla base della conoscenza della ragazza e delle modalità della scomparsa, crede all'ipotesi del suicidio. A negare con fermezza (persino giurando), dal giorno della scomparsa ad oggi, il fatto che Ylenia sia affogata nel fiume, c'è anche un misterioso ragazzo di nome Marc Back che conobbe Ylenia al "LeDale" ed offrì il proprio aiuto ai Carrisi per le ricerche, che assicura di aver incontrato Ylenia tempo dopo il gennaio 1994. Il ragazzo in questione non è mai stato interrogato e non gradisce parlare di questa storia ai giornalisti, di fatto non è mai stato nemmeno intervistato. I giornali e le tv non hanno mai pubblicato una sua fotografia e di rado in tutti questi anni si è accennato a lui. Durante una puntata di "Chi l'ha visto" è stato trasmesso uno stralcio di telefonata che la redazione del programma gli ha fatto, senza però rivelare il suo nome, in cui ha assicurato con forza che Ylenia era ancora viva nel 1996, ben due anni dopo la scomparsa, e che la polizia inventò il suicidio per chiudere il caso. Durante la puntata si è anche ipotizzato ci fosse una conoscenza tra il guardiano dell'acquario e Masakela; fatto questo del tutto possibile, che cambierebbe radicalmente il quadro della scomparsa.

Oltre alle diverse dichiarazioni del guardiano, che variano sia sullo stato della ragazza al momento del tuffo (una volta visibilmente depressa, seduta, che con un balzo si getta in acqua ed affoga; poi talmente burlona e potente nuotatrice da gettarsi in acqua, nuotare allegramente per decine di metri e poi "fingere di affogare" fino ad affogare davvero; poi ancora, barcollante, in stato di alterazione mentale), che sul riconoscimento (inizialmente Suzanne Brooke Javins, quindicenne americana, non alta quanto la Carrisi, poi Ylenia), con una interessante concomitanza con le dichiarazioni dei genitori, c'è anche il fatto che a Cordova mancavano molti decimi di vista, e che i fatti da lui raccontati si svolsero a mezzanotte, al buio. Oltre a tutto ciò, non risulta esserci stata alcuna ricerca nella notte e nei giorni successivi, del corpo della ragazza affogata nel fiume. Come se Cordova, guardiano in servizio, dopo aver visto una scena di morte non avesse denunciato a nessuno l'accaduto, non adempiendo quindi clamorosamente al proprio dovere. Nel periodo successivo all'arresto e alla scarcerazione di Masakela, alcuni giornali dichiaravano anche Cordova irraggiungibile e fuori città.

Albert Cordova è morto nel 2006. Masakela invece, come appurato da "Chi l'ha visto" nel 2013 è vivo e facilmente rintracciabile telefonicamente. Usa dal 2009 dei documenti falsi diversi da quelli dell'epoca della scomparsa di Ylenia, che riportano una data di nascita spostata dieci anni più avanti, nel 1951, oltre a un diverso nome e cognome.

L'ipotesi dell'allontanamento volontario[modifica | modifica wikitesto]

Un'altra ipotesi sulla scomparsa di Ylenia, raramente esplicitata con chiarezza, è che si sia volontariamente allontanata facendo perdere le proprie tracce. Circostanza possibile, accreditata dal fatto che Ylenia fosse fin da piccola una viaggiatrice esperta e sveglia, che coltivava attraverso la lettura di Kerouac l'amore per gli spostamenti on the road, ed il vivere alla giornata, che caratterizzò, fra l'altro, parte della sua infanzia, come raccontato dal fratello Yari. Parlava scorrevolmente diverse lingue e prima della sua scomparsa stava scrivendo un libro sui senzatetto. A tal proposito, uno di questi, interpellato nella città della Louisiana, dichiarò che la Carrisi, prima di scomparire, "si stava impegnando molto a diventare una senzatetto". Ciò, si collegherebbe alla presunta foto di Ylenia scattata da Roberto Fiasconaro nel 2000 a Venezia.

A discapito della tesi dell'allontanamento volontario, ci sono però i profondi legami affettivi che la giovane nutriva nella famiglia: al di là del padre, con cui c'erano dei conflitti, i rapporti erano idilliaci con la nonna paterna Yolanda, con il fratello, con le due sorelle ancora bambine, e con la madre. Oltre alle amicizie e al resto della numerosa famiglia. Questo difficilmente si concilia con la decisione di andarsene senza dire una parola ai propri cari e senza dal loro alcuna spiegazione. Da segnalare però, che secondo il padre e la zia Taryn, Ylenia negli ultimi mesi prima della scomparsa era diventata più scontrosa e desiderosa di spazi propri, distanti dalla famiglia.

Le opinioni contrastanti e opposte dei genitori[modifica | modifica wikitesto]

La madre Romina, insieme a gran parte della famiglia, crede che Ylenia sia ancora in vita[7], o che comunque non sia morta nel Mississippi. Mentre Albano, già nel 2005[8], e come riportato nel libro autobiografico "È la mia vita", si è dichiarato convinto del racconto della guardia giurata, poiché "non ci sono altre piste da seguire", attribuendo la scomparsa ad un presunto uso di stupefacenti[6]; uso che la madre Romina dubita fortemente essere mai esistito, non escludendo affatto però la possibilità che la figlia sia stata drogata.

Nel 2011 il settimanale tedesco Freizeit Revue pubblica un'intervista al capo della polizia di New Orleans, secondo cui Ylenia sarebbe viva e si troverebbe a Sant'Anthony, un convento greco-ortodosso di Phoenix, in Arizona[9]. Questa rivelazione è stata prontamente bocciata da Al Bano come una "vergognosa speculazione". Secondo il cantante, infatti, non è la prima volta che giornali e televisioni montano delle bufale sull'argomento in modo tale da vendere copie e acquisire ascolti.

Il 19 giugno 2011, il fratello di Ylenia, Yari, intervistato dal giornalista Fabio Marchese Ragona per Canale 5 ha ipotizzato che la sorella possa essere ancora viva dicendo: "Non credo alle storie raccontate dai giornali, ma sono aperto, credo ancora che Ylenia possa essere in giro. Non credo per niente a quella storia che si sono inventati del fiume che fa buchi da tutte le parti"[10].

La richiesta di dichiarazione di morte presunta[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2013 Albano Carrisi ha presentato istanza di dichiarazione di morte presunta al tribunale di Brindisi.[11] Romina Power si è dichiarata "profondamente amareggiata" da questa decisione dell'ex-marito.[12][13] La morte presunta di Ylenia Carrisi è stata infine dichiarata il 1° dicembre 2014 con sentenza del tribunale di Brindisi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Al Bano, Fra cielo e terra: le mie radici, le stagioni della vita, la forza della fede, Milano, Piemme, 2013, ISBN 978-88-566-2860-9.
  • Al Bano, Io ci credo: perché con la fede non mi sono arreso mai, Milano, Piemme incontri, 2012, ISBN 978-88-566-2426-7.
  • Jesse Russell, Ronald Cohn, Ylenia Carrisi, Book on Demand, 2012, ISBN 9785511625478
  • Mike Bongiorno, Nicolò Bongiorno, La versione di Mike, Mondadori, 2007, ISBN 978-88-04-57247-3
  • Andrei Codrescu, New Orleans, Mon Amour: Twenty Years of Writings from the City, Algonquin Books, 2006, ISBN 1-56512-505-3.
  • Giovanna Del Negro, The Passeggiata and Popular Culture in an Italian Town, Montreal, McGill-Queens University Press, 2004, ISBN 0-7735-2739-7.
  • Louisiana blues, Autore Gabriele Romagnoli, Feltrinelli Editore, 2001, ISBN 88-7108-165-X.
  • Vittorio Franchini, Il paese della musica felice: Louisiana: jazz, voodoo, alligatori, Reportage 2000, Editore Touring Editore, 2004, ISBN 88-365-3067-2.
  • Enzo Catania, Mario Celi, Il mistero di Ylenia, prefazione di Guglielmo Zucconi, Pavia, Liber Internazionale, 1994, ISBN 88-8004-018-9.
  • Al Bano & Romina Power, Autoritratto dalla A alla R, a cura di Laura Ballio, Milano, Rizzoli, 1991.
  • Ylenia e le altre, «L'Espresso», Roma, n.6 dell'11 febbraio 1994.
  • Ylenia practica el «jet-ski» con un profesor de excepción: Al Bano, su padre, «Semana», Madrid, 1988.
  • Aldo D'Orazio, Romina: in Russia ho trovato chi può prendere il posto di Al Bano, «Novella 2000», n.36 del 1986.
  • Romina il mio mondo in una foto, «GIOIA», n. 3 del 1985.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]