Xilema

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Lo xilema, detto anche legno[1], è un insieme di tessuti vegetali presente nelle piante vascolari e adibito alla conduzione dell'acqua e dei soluti in essa disciolti per trasporto acropeto (dal basso verso l'alto). La parola xilema deriva dal termine greco ξυλον (xylon), che significa legno.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Le cellule dello xilema sono prevalentemente allungate e molto specializzate in quanto generalmente hanno metabolismo assente, e sono dotate di forte resistenza meccanica al flusso d'acqua che tende a restringerne il lume. Generalmente la formazione dei tubi xilematici avviene con un processo di allungamento della cellula seguito da un forte ispessimento della parete formato da parti di parete secondaria che si depositano sulla primaria e dai microtubuli, prima sparsi, che si concentrano in punti specifici della parete primaria e la trascinano verso l'interno, questi punti specifici prendono il nome di punteggiature, che in secondo tempo lignificano assieme alla parete secondaria. Finita la fase di ispessimento la cellula va incontro ad autolisi con rilascio di enzimi che degenerano la parete primaria e in base all'entità del danno formano delle perforazioni sulla parete secondaria chiamate appunto perforazioni semplici(qualora il foro sia di forma rotonda), foraminate, scalariformi e reticolari negli altri casi. A maturazione delle cellula tramite questo processo appena descritto si avranno trachee e tracheidi che sono vasi di conduzione formati da cellule morte.

Gli elementi tipici dello xilema sono quindi i vasi la cui suddivisione, basata sul tipo di ispessimenti della parete, è la seguente:

  • Vasi anulati: ispessimenti secondari lignificati di forma anulare distribuiti lungo tutto l'asse del vaso. Si ritengono i più semplici e primitivi (Siluriano 420 milioni di anni fa) Estensibile. In zone di attiva crescita per distensione.
  • Vasi spiralati: molto simili ai precedenti, ispessimenti ad elica semplice o doppia. Esistono anche anulo-spiralati.
  • Vasi scalariformi: pareti estesamente lignificate, zone non lignificate come fessure oblunghe. Derivati dagli spiralati. Non estensibili, presenti in zone con accrescimento completato.
  • Vasi reticolati. derivati dai precedenti per ulteriore estensione delle zone ispessite.
  • Vasi punteggiati: estensione massima della lignificazione. Le aree lasciate libere si dicono punteggiature areolate.


I vasi si distinguono inoltre in:

  • Tracheidi (vasi chiusi) che hanno un diametro ridotto (20-30 micron), una lunghezza elevata (> delle trachee) e che mantengono le pareti trasversali degli articoli. In questi vasi i fluidi per passare da uno all'altro devono filtrare attraverso la parete.
  • Trachee (vasi aperti) in cui le pareti trasversali sono parzialmente o totalmente riassorbite e quindi il trasporto dei fluidi è più efficiente. Il diametro raggiunge i 200–300 micron (fino 700 micron nelle liane) e la lunghezza può essere anche di vari cm.

Nel legno delle Gimnosperme (definito per questo omoxilo) è presente un solo tipo di vasi (fibrotracheide) che unisce la funzione di trasporto e di sostegno. Al contrario il legno delle Angiosperme, formato da elementi diversi è definito eteroxilo. Il diverso aspetto di legno omoxilo ed eteroxilo, si osserva già nel legno primario, ma si nota maggiormente nel legno secondario, quello cioè che viene prodotto dal cambio cribro-vascolare nelle specie pluriennali. Per valutarne bene le differenze è già sufficiente la sezione trasversale ed altrettanto bene si osservano le differenze in sezione longitudinale radiale e tangenziale. I vasi nello xilema sono accompagnati da tessuto parenchimatico che consente la comunicazione tra cellule e da tessuto sclerenchimatico, cioè fibre che danno resistenza meccanica.

Forma, assieme al floema, i fasci cribro-vascolari.

Il trasporto di acqua dalle radici alle foglie presuppone un enorme spesa di energia specie in quelle piante alte anche cento metri, ad esempio le Sequoie. A questo problema la natura ha risolto utilizzando l'energia solare e sfruttando la proprietà coesiva dell'acqua. L'energia solare è utilizzata per far evaporare l'acqua attraverso gli stomi, ossia la traspirazione. La continuità di questa funzione durante il giorno crea la condizione per far salire l'acqua attraverso i sottili canali xilematici verso le parti alte della pianta, e generando una vera e propria aspirazione dell'acqua dal terreno. Per essere precisi, i fattori grazie ai quali si crea la conduzione dell'acqua attraverso lo xilema sono:

  • pressione radicale
  • potenziali osmotici molto negativi nelle foglie (evapotraspirazione fogliare)
  • flusso del floema che viene reintegrato prendendo acqua dallo xilema

i quali insieme creano una suzione traspiratoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Secondo alcuni autori, col termine "legno" ci si riferisce esclusivamente allo xilema secondario (cfr. Peter H. Raven et al., Biologia delle piante (sesta edizione), 2002, Bologna p.677

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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